delibera per la Convenzione da stipulare con il Demanio per la consegna della Rotonda di S. Lorenzo, che venne così salvata dalla distruzione, in quanto l’area era interessata da progetti di nuova edilizia di tipo speculativo. Nè ricordò l’opera illuminata di quegli anni, prima e durante il restauro, Mons. Celestino Battaglia dedicandogli, sulla Monografia uscita nel 1955, queste parole: « Al Comm. Canneti, Presidente della Fabbriceria della Basilica di S. Andrea, intelligentissimo cooperatore nell’opera di salvezza della Rotonda di S. Lorenzo durante gli anni 1922, ’23, ’24, ’25 e 26 ». Nel frattempo (e mentre la gentile Signorina Enrica mi enumera i fatti veramente non so sottrarmi allo stupore per l’incessante catena di impegni che dovevano riempirgli la giornata) nel 1923, Costantino Canneti veniva nominato presidente del Consiglio Ospedaliero dall’Autorità Municipale. Nè riformò lo Statuto, il regolamento e gli organici, trasformando parte del patrimonio, rendendolo più redditizio e creando le premesse In questa vecchia fotografia Bertolini del 1928, fatta in occasione dell'inaugurazione del nuovo Ospedale, è ripreso il Comm. Canneti insieme a Consiglieri e collaboratori. Si riconoscono da sinistra, l'Arch. Provasoli Ghirardini, l'Ing. Angelo Azzi, Il Geom. Ponchiroli (?), l'Avv. Eramo, il Geom. Moreschi (?), il Dott. Ortoler, il portiere Rossi, il G. U. Canneti, il Cav. Spartaco Ezechieli, l’Ing. Cav. Alberto Levi Milzi e il Cav. Arturo Rabbi. economiche per la costruzione del nuovo Ospedale, che venne portata a termine nel 1928 sotto la sua presidenza. E quante altre cose dovrei qui ricordare per rendere più completo l’elenco delle cariche e delle iniziative intraprese per senso di solidarietà umana e per il puro piacere di far partecipi gli altri di se stesso, del suo intelletto e delle conoscenze professionali che la vita aveva dato a lui. Mi piace però chiudere queste note con il brano della lettera di un operaio, scritta nel 1965 alle figlie. E’ in definitiva un’altra testimonianza che aggiunge un importante postilla al comportamento tenuto sino agli anni del dopoguerra da Costantino Canneti, un comportamento di estrema onestà morale; piccola ma importante postilla, poiché chiude quasi un lungo arco, ma direi che nel chiuderlo non ne abbassa la curva, la lascia anzi così, sospesa in alto, allo zenith della considerazione e del rispetto dei suoi concittadini. « Gentilissime Signorine Canneti, .... Ci aveva addolorato la malattia della loro mamma, come ci addolorò la notizia della scomparsa del loro papà, che non possiamo ricordare senza tornare col pernierò agli anni della guerra ed al conforto ed aiuto che in quel tempo ci diede. Fu in quel periodo che, essendo io fatto oggetto della assurda ma grave denuncia di avere fatto schiacciare dal treno i distintivi del fascio il 25 luglio 1943, quando da tutti ero sfuggito come un appestato per il timore che tutti avevano di compromettersi parlando con me, che trovai nel Comm. Canneti l'unica persona autorevole di Romanore che, col suo interessamento e col suo consiglio, uniti a fortunate circostanze, mi diede modo di sottrarmi all'arresto, abbandonando la famiglia ed il servizio e fuggendo da Romanore il 2 luglio 1944. Questa fuga mi diede modo, oltre che a rendermi utile, per quel poco che ho potuto, nelle formazioni Partigiane, di ricongiungermi a conflitto ultimato con i miei familiari. E' con la riconoscenza che abbiamo per la memoria del Comm. Canneti che auguriamo di tutto cuore alla loro mamma, sua dolce compagna nella vita, una perfetta guarigione.... ». ALDO SIGNORETTI 43