LE SCELTE PROGRAMMATICHE La D.C., il P.S.I., il P.S.U., e il P.R.I. preso in esame il risultato elettorale del 7 giugno decidono la costituzione di una Giunta di centro-sinistra organico nei Comune di Mantova come impegno politico e programmatico di rilancio di Mantova nel contesto provinciale e regionale. Occorre assicurare al Comune di Mantova la funzione di capoluogo, polo di attrazione e di sviluppo degli interessi provinciali, centro della promozione e del rilancio di tutte le iniziative economiche e culturali, vincendo alcune tendenze centrifughe. Tale obiettivo potrà essere realizzato creando di Mantova un centro di scambi interprovinciali nel quadro di quella funzione cerniera interregionale che è una delle vocazioni più valide della nostra città e si presenta come l'occasione per il decollo sostanziale. L'analisi della situazione economica della nostra comunità ci presenta Mantova in una posizione di stasi rispetto alle tensioni che si notano nelle vicine aree del triangolo industriale, della fascia alto emiliana e del veneto occidentale. Tale diagnosi valida nel contesto provinciale, assume una particolare importanza per la città che può considerarsi il termometro di tutta la provincia. La politica di piano dovrà servire non per realizzare a posteriori uno sviluppo caotico e congestionante, ma nel nostro caso, per promuovere in modo ordinato e programmato lo sviluppo stesso. Occorre passare dalla politica deN’attesa a quella dell’intervento. Compito specifico deM'Amministrazione neM'ambito di una finanza locale deficitaria, non può essere quello di creare forme massicce di intervento pubblico ma quello di: a) vagliare a fondo tutte le possibilità insite nel territorio, b) orientare con azione energica e non vittimistica grossi investimenti che possono essere effettuati dallo Stato, dalla Regione, c) non attendere la realizzazione di questo tipo di interventi, ma provocare subito delle « risposte » nel territorio alle sollecitazioni che verranno certo causate dalla realizzazione delle infrastrutture, d) sfruttare al massimo, in fase di programmazione locale tutte le possibili implicazioni delle strutture esistenti e di quelle in previsione, e) individuare i nodi di maggior incisività sullo sviluppo economico su cui concentrare e favorire gli investimenti ed in questo senso svolgere una politica estremamente coraggiosa, inevitabilmente settoriale, in relazione ad una precisa scala di priorità. In quello che si ritiene essere il settore chiave per la messa in moto di questo processo: lo sviluppo industriale, si indicano alcuni programmi operativi. 1) Le indagini e gli interventi nel settore dovranno essere compiuti a livello comprensoriale per cui il discorso non si limita più alla zona industriale di Mantova ma si amplia ai territori comunali del comprensorio. 2) Ricerca, attraverso contatti in sede regionale, pubblicizzazione delle potenzialità territoriali e precisazione di tutte le condizioni e facilitazioni che è possibile offrire, delle industrie con caratteristiche tecnologiche avanzate sì da favorire l’occupazione di mano d'opera specializzata e dei diplomati. 6 LE SCELTE PROGRAMMATICHE 3) Politica territoriale, sempre a livello comprensoriale di ricerca, di preventiva acquisizione e di urbanizzazione di aree idonee. 4) Elasticità della politica infrastrutturale (strade - raccordo ferroviario - trasporti pubblici) in relazione alla variabilità delle scelte di insediamento. 5) Esercitare un’azione di guida e collegamento nei confronti degli imprenditori e degli organismi economico - sociali affinchè l’Amministrazione comunale e l'organo comprensoriale siano elementi attivi nelle scelte economiche. La creazione del comprensorio dovrà essere uno degli obbiettivi fondamentali deM’Amministrazione al fine di: a) creare un organismo funzionale e largamente rappresentativo attraverso il quale possa concretarsi la politica regionale. b) razionalizzare ed estendere il sistema dei servizi pubblici per migliorarli e ridurne i costi (gas - acqua - nettezza urbana - trasporti - servizi scolastici - fognature ecc.). c) prevenire la riforma urbanistica predisponendo gli studi e gli strumenti che l’attuale legislazione consente (consorzi, coordinamenti di piani regolatori e di fabbricazione). Come interventi immediati si propone alla comunità comprensoriale, la costituzione di un’Assemblea e di un Organismo tecnico. La delimitazione del comprensorio non potrà essere rigida ma fluida e sensibile alle diverse esigenze ed agli interessi che si verranno a manifestare nelle singole comunità. All'attività urbanistica si danno degli obiettivi e delle scadenze molto precise: Revisione del Piano Regolatore Generale, completamento dello studio del centro storico cittadino, redazione dei piani particolareggiati esecutivi nel centro e nelle aree di nuova urbanizzazione, revisione del piano per l’edilizia economica e popolare, disciplina delle lottizzazioni e dell’attività urbanistica privata. Tutto questo lavoro sarà informato da un principio fondamentale: l’allargamento della partecipazione di base alla predisposizione dei piani e l’attuazione, per mezzo di una pianificazione continua, di una effettiva « gestione urbanistica ». Primo obiettivo è la revisione del P.R.G. che dovrà qualificarsi non come un aggiornamento e una messa a punto del vecchio piano, ma come l’insieme organico delle scelte che scaturiranno dagli studi già in atto e dalla volontà politica degli amministratori e dei cittadini. Primo impegno, attraverso nuovi e potenziali organismi tecnici, la fotografia della realtà territoriale su cui si dovrà operare: il comprensorio quale reale campo delle scelte infrastrutturali e di nuovo insediamento, il territorio periferico comunale da razionalizzare e ordinare, il centro storico da salvaguardare e rivitalizzare. Contemporaneamente si ricaveranno tutti gli elementi sociologici ed economici atti a completare il quadro. Parallelamente al lavoro conoscitivo, le basi del piano, o meglio della gestione urbanistica mantovana, saranno gettate attraverso un dibattito democratico a vasta partecipazione. Si dovrà arrivare così alla 7