LE ENTRATE Le due principali entrate — II.CC. e imposta di famiglia — mantengono pressapoco il medesimo rapporto registrato negli anni del passato mandato quando l'Amministrazione, nella tendenza ad invertire le posizioni si sforzò comunque di aumentare l’imposta diretta più che non quella indirettta. Accade tuttavia che le imposte di consumo risentano di un aumento del gettito in forza anche deN'aumentato tenore di vita dei nuclei familiari che non sono assoggettati aM’imposta di famiglia. Il che comporta in una società consumistica come la nostra, la pratica impossibilità per il tributo diretto di esprimersi in termini di aumento e di sviluppo proporzionalmente valido, così come teoricamente sarebbe auspicabile, sul piano fiscale e sul piano di una moderna politica tributaria. L’imposta di consumo nella previsione del ’71 non porta in pratica sostanziale incremento. L'imposta di famiglia ha già oggi, 1970, un gettito reale che sfiora il mezzo miliardo (490 milioni) pur con una economia, nella nostra città, che non valutiamo del tutto florida e con un processo di industrializzazione che consideriamo ancora ridotto. Mantova, fra i capoluoghi di provincia era fino a poco tempo fà al 14° posto e superava centri che non facciamo fatica definire econo- micamente più ricchi quali Genova, Vicenza, Ferrara, Modena, Firenze, Cremona, Ravenna e la stessa capitale Roma, il cui gettito pro-capite è inferiore a quello conseguito nel nostro Comune. Un grosso risultato conseguito è quello di avere circa nove-mila nuclei familiari tassati, sui quasi ventiduemila nuclei familiari presenti in Comune. Non è un primato ma è certo una posizione di avanguardia perchè ciò significa che abbiamo esentato praticamente I redditi inferiori a 1.200.000 annui e che abbiamo di conseguenza portato avanti una politica tributaria in favore dei più modesti redditi da lavoro dipendente. Nonostante questi risultati di politica generale la nuova Giunta ha preso atto che, con i mezzi di indagine assai limitati, quali quelli costretti dalla nostra pianta organica, il fenomeno dell'evasione è tuttora presente, e ad esso si aggiunge l’effetto dell’evolversi dell'economia mantovana che non è certo immutabile nelle sue singole componenti. Ecco perchè in occasione della impostazione di questo bilancio (che risale a due mesi fa) abbiamo ritenuto che in questa direzione ci fosse da operare, e non certo su una facile lista di qualche decina di nomi, ma con una seria revisione delle categorie dei cittadini che più possono e debbono contribuire e che più tendono ad evadere. Ci riferiamo alle categorie degli imprenditori, degli industriali, dei professionisti, dei commercianti, degli alti gradi del lavoro dipendente, ove possono nascondersi i veri evasori. Non è un lavoro nè di dieci nè di venti nomi. È un lavoro più serio, più ponderoso che intendiamo affrontare nel '71 e portare avanti anche nel 1972 come appare necessario e nei termini comunque in cui ancora la imposta di famiglia è nelle mani del Comune. Per il 1971 la previsione è di un aumento reale di ottanta mi- lioni (da 490 a 570) il che significa una ricerca e uno sforzo superiore, 10 forse di cento milioni se è vero che l'economia è sempre in dinamica e che qualche partita dovrà realisticamente essere ridotta. Questo sforzo, per la individuazione degli evasori totali o parziali del tributo, pur nelle note carenze di legge in materia di indagini, controlli, ispezioni, rilievi ecc. che limitano e a volte paralizzano l'attività degli organi preposti, farà trovare il Comune in più giusta posizione nei confronti della stessa riforma tributaria che avanza, e tale sforzo dovrà mantenersi (e portare perciò ulteriori aumenti) nel periodo in cui l’imposta di famiglia resterà ancora nelle mani del Comune. Il contenzioso è dimensionato a qualche centinaio di partite, e qui occorre parlar chiaro anche dell’istituto del concordato che in sostanza si estrinseca in un dialogo diretto fra contribuente e amministratore, dialogo che spesso porta alla definizione della partita. In passato il concordato è stato usato abbastanza largamente. Il risultato è stato uno sveltimento delle operazioni di riscossione del tributo, con possibilità di introitare nei singoli esercizi i tributi di competenza, evitando gli annosi ritardi nelle iscrizoni di ruolo che si verificano quando il fenomeno del contenzioso assume proporzioni vistose. Ma ci chiediamo fino a che punto, cioè in quali limiti il concordato è ancora valido oggi. Ha l’Amministratore uno spazio intorno a sè per agire, in un clima di buon padre di famiglia, nei termini anche di una buona fede personale per quel tanto che di suo ci mette nel discorso e nel rapporto col contribuente, oppure non conviene lasciare agli organi tecnici tutta la definizione delle partite, considerando rischio calcolato i ritardi del contenzioso e comunque una molto ritardata evasione? Una Commissione consiliare può essere d’aiuto per indirizzi generali, ma non crediamo possa arrivare alla definizione caso per caso. I Consigli di quartiere a Mantova non sono nominati dal Consiglio Comunale. Ne esistono pochi, nati notoriamente da una forma di contestazione. Pochissimi (due o tre) risultano democraticamente eletti. La Giunta in questo settore è tuttavia aperta ad ogni discussione. LE SPESE II Comune è l’Ente più vicino alle esigenze ed ai bisogni dei cittadini. Esso è anche uno dei principali erogatori di pubblici servizi, ed è perciò inconcepibile che esso a Mantova come in quasi tutta l’Italia si trovi in condizioni finanziarie difficilissime, proprio mentre si registra anche in progressione uno sviluppo enorme di consumi superflui. Se questa tendenza non subirà una decisa inversione, ciò significherà che la Programmazione avrà fallito i suoi obiettivi democratici. La Società italiana è caratterizzata da squilibri e da contrasti sociali che si vanno accentuando contemporaneamente all'aumento del reddito medio individuale e della produzione industriale. I servizi pubblici, come la tutela della salute e dell'igienicità neN'ambiente in cui si vive, i trasporti, l'istruzione e la cultura, l’assistenza ai bambini ed agli anziani sono altrettanti interventi a tutela degli elementi più deboli del corpo sociale e momenti di riequilibrio e ricomposizione di un tessuto unitario della nostra società.