grado di mobilità al maggior numero possibile di cittadini. Occorre in una parola facilitare e incentivare il mezzo pubblico e contenere e disincentivare, specie per i piccoli percorsi, il mezzo privato. Dei mezzi comunque in circolazione occorre aumentare la velocità commerciale evitando intasamenti e ingorghi disciplinando gli orari degli accessi alle merci in città, disciplinando soprattutto le soste in centro e trasferendole a zone comunque più periferiche, combattendo con mezzi più radicali che non la semplice contravvenzione, l'egoismo, la pigrizia, il disordine del singolo che costano, anche in termini economici, troppo alla collettività nel suo insieme. I provvedimenti sembreranno restrittivi ma in realtà porteranno beneficio a tutti. Il centro storico va gradualmente salvaguardato, non certo isolato, con percorsi pedonali di facile accesso onde lasciarne intatta la potenzialità commerciale. L’accesso alla città deve essere limitato alle sole esigenze di penetrazione arricchendo la periferia del Comune in quelle circonvallazioni e tangenziali che oggi, ancora, gravano su alcune vie del centro storico (Stazione ferroviaria - Corso Garibaldi). L’URBANISTICA L’aumento degli stanziamenti a bilancio per l'urbanistica conferma il preciso impegno deM’Amministrazione comunale di dare l'avvio, a brevissima scadenza, ai lavori per la revisione del Piano Regolatore e per I elaborazione dei Piani particolareggiati, questi ultimi avendo soprattutto come obiettivo il risanamento e il completamento di alcuni quartieri cittadini e il rilancio dell’attività edilizia per la quale già si registrano preoccupanti sintomi di crisi. La formazione del nuovo Piano Regolatore è una scelta politica- mente qualificante e perciò non deve assolutamente risolversi in un fatto puramente tecnico, ma deve realizzarsi come processo di formazione di volontà e di scelte politiche per quella che dovrà essere la Mantova degli anni '70 e '80. Infatti il Piano Regolatore rappresenta il disegno globale di come la città deve crescere, e cioè la fotografia della Mantova di domani che vogliamo darci. Pertanto la sua formazione è un atto squisitamente politico e I Amministratore comunale, che è delegato dalla popolazione a rappresentarla, non può rinunciare ad esserne l'artefice se non venendo meno ai suoi compiti politici fondamentali. Ma se è vero che nel nostro ordinamento democratico il momento delle scelte definitive spetta agli organi istituzionali democraticamente eletti, in questo caso il Consiglio comunale, è vero anche che sui problemi che toccano da vicino l’avvenire della comunità è indispensabile promuovere la partecipazione di tutta la società mantovana nelle sue varie componenti (forze politiche, sindacali, economiche, culturali, consigli di quartiere, ecc.) in modo che sia la stessa collettività a concorrere alla formazione del Piano Regolatore. Questa è l’unica via per rovesciare una tendenza che negli ultimi decenni, spesso con l'esclusione dalle scelte urbanistiche delle popola- 16 zioni interessate, ha portato il nostro Paese a realizzare quasi ovunque anonimi quartieri del suburbio e al contempo a lasciare scadere a intollerabili livelli di degradazione igienica gli antichi centri storici. L’Amministrazione comunale intende avviare, con la elaborazione del nuovo Piano Regolatore Generale, un processo di partecipazione popolare così che le popolazioni mantovane siano investite delle scelte che decideranno del futuro della città. Questa è l’unica via per costruire un ambiente di abitazione e di vita a misura dell'uomo e non della speculazione e del profitto. Affinchè questo discorso di apertura e di responsabilizzazione delle forze politiche e sociali non resti una dichiarazione di buona volontà ma realizzi un concreto processo di partecipazione democratica, occorre individuare un metodo di lavoro e istituzionalizzare nuove ed appropriate sedi nelle quali il dibattito politico e la partecipazione popolare trovino l’occasione per indicare scelte politiche che finalmente incidano sulla realtà socio-economica tuttora gravemente stagnante della nostra città. Prima di proporre un tipo di metodologia da seguire vorremmo altresì affermare come, in stretto collegamento col Piano Regolatore debba formularsi il piano pluriennale di spesa, il tutto facendo parte di un unico disegno di sviluppo strategico della città. Per il Piano Regolatore dovrebbero distinguersi tre momenti: 1) elaborazione delle scelte politiche 2) stesura tecnico-formale 3) gestione del Piano. Il primo momento è evidentemente di gran lunga il più importante dovendo formulare l'insieme delle scelte politiche che poi i tecnici, incaricati della redazione del Piano Regolatore Generale dovranno visualizzare sul territorio. La Commissione consiliare per l'urbanistica, nella quale sono rappresentati tutti i gruppi politici presenti in Consiglio, è la sede idonea per un primo confronto delle indicazioni, delle idee e delle volontà circa il futuro assetto territoriale della nostra città. Premesso che aM’Amministrazione attiva ed all'Assessorato alla partita spettano le decisioni e il ruolo promozionale di propria competenza, la Commissione consiliare è la sede che raccoglie e discute suggerimenti provenienti daH'esterno; che esprime e coordina le scelte politiche nella prima fase di enunciazione; che ricerca ed esamina gli strumenti politici, tecnici ed economici per l’attuazione delle scelte decisive che saranno deliberate dal Consiglio comunale. Tutto questo lavoro, che costituisce la fascia di preparazione politica al Piano Regolatore Generale, deve tradursi in una ampia consultazione della città in modo che le soluzioni adottate siano l’espressione di tutte le necessità della popolazione mantovana. L’obiettivo che ci prefiguriamo è che non si arrivi alla stesura di modelli urbanistici mistificanti una espansione della città a macchia d’olio così che la nostra popolazione venga ulteriormente dispersa nelle periferie mentre nel contempo si provochi lo svuotamento delle case del centro storico. Il processo di partecipazione democratica che noi sollecitiamo deve far si che vengano recepite le autentiche necessità della popola-