zione, sia degli abitanti dei nostri quartieri periferici sia degli abitanti delle zone all’interno del centro storico. Perchè tutta questa attività preparatoria possa svilupparsi in modo organico occorre poter disporre, nell'ambito della burocrazia comunale, di un’adeguata struttura tecnica che assolva ai compiti di reperimento dei dati, di una prima organizzazione sistematica delle indicazioni e di una verifica tecnica delle stesse; di segreteria del Piano e della Commissione consiliare in riferimento a tutta l'attività di consultazione delle varie forze sociali che si intende promuovere. Una volta precisate le scelte politiche di fondo si arriverà alla stesura tecnico-formale del Piano Regolatore Generale. Le previsioni del Piano, predisposto nella suddetta seconda fase, dovranno essere sottoposte a periodiche verifiche che non costituiranno un ulteriore aggravio economico se si darà vita alla « pianificazione continua ». Si dovrà trattare di verifiche a livello tecnico e a livello politico. Per quanto riguarda il primo punto sarà lo stesso « ufficio », interno alla Amministrazione comunale, e di cui si è detto sopra, a te- nere costantemente sotto controllo la situazione urbanistica. È evidente che per essere in grado di assolvere ai compiti suesposti necessita un’adeguata ristrutturazione della sezione urbanistica aH’interno dell’Ufficio tecnico comunale La. « pianificazione continua » implica anche una verifica politica ed una volontà di coordinamento da parte e dell'Amministrazione attiva e della apposita commissione consiliare. La metodologia enunciata può apparire macchinosa e dispersiva. A noi pare comunque sia un modo nuovo di affrontare i grandi problemi della nostra città al di là di soluzioni verticistiche e tecnocratiche, superando di slancio contrapposizioni frontali che molto spesso rispondono più a interessi di parte che non a quelli della comunità. I problemi di Mantova sono di tale gravità da richiedere a tutti uno sforzo il più largamente unitario possibile, senza attardarci su posizioni di chiusura informale che finiscono per diventare incomprensibili all'opinione pubblica. La stesura del nuovo Piano Regolatore è un'occasione che non dobbiamo perdere, per far partecipare le popolazioni mantovane al grande dibattito politico sulle scelte che riguardano il loro avvenire. A questo proposito va detto chiaramente che non si può pensare che il Piano Regolatore sia la panacea di tutti i mali mantovani. Non avremo una ripresa, ad esempio, dello sviluppo economico solo perchè avremo previsto una vasta zona industriale nel Piano Urbanistico. II problema è ben più complesso e va ben oltre le capacità d’intervento della stessa Amministrazione comunale. Alle forze mantovane spetta però di definire un quadro completo degli interventi che nei vari settori economici, civili e culturali, si dovranno realizzare da parte del Comune e degli altri Enti Locali, da parte delle forze economiche mantovane e da parte soprattutto della Regione e dello Stato, il Piano Regolatore, che dovrà necessariamente avere una visione comprenso-riale del territorio mantovano, frutto di un’intensa consultazione e collaborazione delle rappresentanze dei vari Comuni interessati, postula dunque un discorso completo e organico suM’avvenire del nostro capoluogo nel quadro dello sviluppo regionale, interregionale e nazionale. Natural- 18 mente senza lasciarci guidare da spinte campanilistiche, ma anche senza complessi di inferiorità che finiscono per frenare ogni nuova iniziativa che la classe dirigente mantovana ha il dovere di elaborare e di portare avanti se non si vuole perpetuare lo stato di isolamento economico e culturale della città e il ruolo di cenerentola della stessa, piangendo poi per quelle opere che non siamo riusciti ad ottenere ma per le quali in verità non avremmo fatto le necessarie battaglie che il mandato rappresentativo affidatoci dalle popolazioni mantovane ci impone. È superfluo sottolineare che queste ultime e le altre sopraelen-cate sono le condizioni politiche che stanno a monte; se non si realizzano, il nuovo Piano Regolatore Generale scadrà da piano di sviluppo e di rilancio programmatico a strumento di sola coercizione. Sia dal punto di vista politico sia da quello tecnico non partiamo da zero. A questo proposito è utile sottolineare l'importanza degli studi promossi dalla Amministrazione comunale sul centro storico, che tendono alla salvaguardia di un complesso urbano unico ed irrepetibile oltre che alla rivitalizzazione dello stesso. A tal fine è urgente studiare iniziative (isola pedonale ed altre) che non solo difendano il centro storico dall'assalto della motorizzazione privata e riconfermino la priorità del mezzo pubblico di trasporto, ma altresì qualifichino maggiormente e valorizzino le funzioni commerciali turistiche e culturali del centro storico come avviene in città a noi vicine (ad esempio Verona). La seconda fase degli studi del centro storico, opportunamente integrata, fornirà tutto il materiale necessario perchè l’ufficio tecnico comunale possa rapidamente passare alla stesura dei piani particolareggiati che, stante l’attuale legislazione, sono un fattore da lungo tempo atteso, di incentivazione dell’attività edilizia. Anche lo studio storico-paesistico di tutela ambientale dei laghi, che l’Amministrazione in questi giorni sta promuovendo con la formazione di un qualificato gruppo di esperti, fornirà degli elementi preziosi per la stesura del Piano Regolatore Generale. I LAGHI L’interesse della nuova Amministrazione al miglioramento radicale delle attuali gravissime condizioni in cui si trovano i nostri laghi è stato confermato anche sul piano formale dall’attribuzione di un incarico specifico in materia all'Assessorato aM’Urbanistica. Senza nulla togliere alle competenze particolari delle altre branche deH'Amministrazione attiva, si è voluto ribadire un impegno globale del Comune su tutta la complessa problematica dei laghi. Anche se le maggiori competenze sono dello Stato e dei suoi organi decentrati, il Comune, come rappresentante della collettività mantovana, non intende subire soluzioni che contrastino con la salvaguardia dei laghi stessi. I laghi sono patrimonio culturale dei mantovani alla stessa stregua del centro storico e nella stessa misura vanno difesi. Non si tratta evidentemente di fare del romanticismo o, peggio ancora, opera di mummificazione; al contrario si tratta invece, salvaguardando l'aspetto paesaggistico, di ridare ad essi una funzione di zona per il tempo libero indispensabile per una società moderna, organizzata a misura dell’uomo.