stretti. Per questo, nonostante le nostre intenzioni, non abbiamo potuto arricchire il fascicolo con documenti comparativi od altro. E' però nostro preciso impegno completare in breve tempo la documentazione con le tabelle, i grafici e tutto quanto possa ritenersi confacente ad una migliore comprensione della realtà economico-finanziaria nella quale operiamo. Il discorso più impegnativo evidentemente è quello che si riferisce all'esistenza della Regione Autonoma la quale si pone come essenziale momento di maturazione democratica dello Stato e di partecipazione attiva e responsabile degli italiani nell.T loro veste di privati cittadini o in quella di Pubblici Amministratori. L’istituto regionale si porrà a fronte o fianco delle Amministrazioni Locali minori nella duplice veste di protagonista essenziale della programmazione e di garante di un corretto funzionamento degli Enti Locali. La retta e democratica interpretazione della funzione deH’autonomia regionale impone che la Regione sia a fianco del Comune e non un suo antagonista, nemmeno nel momento in cui gli Organi regionali si porranno come controllori del nostro operato. In questo spirito abbiamo voluto esprimere, in sede di manifestazione del parere sullo Statuto Regionale, il nostro intendimento, la nostra pretesa di essere sentiti, di essere presenti quando si parli delle nostre cose e delle nostre decisioni. In questo spirito ancora abbiamo chiesto di essere considerati maggiorenni, in grado di assumerci la responsabilità dei nostri atti, delle nostre decisioni. E' infatti essenziale che gli Enti Locali non siano più sottoposti a tutele mortificanti e, soprattutto non siano più impediti neH’espletamento delle loro funzioni. Ciò è tanto più valido e pregnante se si considera che vi sono forze, di ogni finalità e di ogni estrazione, che possono costruirsi la loro strada, senza intoppi, senza tutele, senza grandi ostacoli, conseguendo obiettivi di speculazione o di acquisizione di peso politico. In tal senso i controlli cui necessariamente saremo sottoposti, riteniamo debbano essere interpretati non più come quelli sino ad ora esercitati, ma come verifica deH’allineamento delle nostre decisioni alle linee programmatiche della Regione, Organo che si configura essenzialmente come gestore della programmazione nazionale e come autore di quella locale. Riteniamo perciò che gli indirizzi generali, programmatici che andremo ad assumere possano e debbano sottostare al vaglio degli Organi regionali e ciò perché, mentre ci riteniamo competenti a contribuire con i nostri programmi annuali e pluriennali a costruire una Lombardia sempre migliore, riconosciamo che tutto questo non è possibile se non con un rigoroso ed armonico coordinamento delle indispensabili iniziative periferiche. Ciò introduce al discorso sulla programmazione nostra armonizzata con il Piano regionale e con quello nazionale. E’ indubbio che fra bilancio annuale e programmazione pluriennale esiste un legame strettissimo, considerazione questa che giustifica e spiega la collocazione in questa sede di qualche riflessione sulla programmazione relativa all 'attività dell’Amministrazione del mandato iniziato il 7 giugno 1970. I Partiti politici costituenti la maggioranza di Centro-sinistra, hanno esposto, singolarmente in campagna elettorale e congiuntamente al momento della costituzione della Giunta, indirizzi di massima che devono ora concretarsi In un programma articolato nei suoi aspetti di iniziativa e nei suoi supporti finanziari. Ripetiamo che, onestamente in questo momento non ci sentiamo di anticipare granché su tale suddetta traduzione pratica delle intenzioni della Giunta e ciò perché riteniamo che non sia possibile in sede di programmazione affidarsi ad un semplice « libro dei sogni », senza un autentico collegamento con la realtà. Contiamo però di non fare attendere molto il Consiglio e la cittadinanza e di essere pertanto in grado, nel giro di alcuni mesi, di presentare almeno le maglie essenziali della rete di interventi che intendiamo mettere in atto. Nel contempo sarà maturata parte della programmazione regionale alla quale saremo strettamente legati anche — contiamo — in sede di elaborazione. Molto però si può dire in materia di metodo. Diciamo subito che una programmazione fatta a tavolino, basata solo su dati statistici, da cui estrapolare o semplicemente sulle nostre personali preferenze, per quanto lecite e necessarie non ci piace. Contiamo di operare a molti livelli, a tutti per quanto possibile, perché la programmazione dello sviluppo del nostro Comune monti dal basso e non sia un:i operazione di vertice avulsa dalla realtà. Non a caso infatti, e proprio in questo spirito, l'Assessorato alla Programmazione cura anche i rapporti con la Regione e con i Comitati di quartiere, nonché con tutte le forze sociali ed economiche. Esso infatti tende a porsi come il punto di naturale 24 confluenza di tutte le volontà ed a rendersene interprete attraverso l'approntamento degli strumenti di intervento politici ed amministrativi utilizzando il filtro del Bilancio. In questo lavoro di collazione, di interpretazione e di iniziativa, che sarà ovviamente l'espressione della volontà di tutta la Giunta e, per suo tramite, di tutte le forze di Centro-sinistra, verranno ampiamente utilizzati: 1) la Commissione Consultiva Consiliare che sarà istituita allo scopo; 2) contatti diretti e indiretti, individuali e collegiali con tutte le categorie della produzione, della distribuzione e del consumo; 3) contatti con gli Enti territoriali e con i Comitati di quartiere; 4) uno strumento tecnico costituito da un Ufficio Studi in grado di affrontare tutta la problematica connessa alla programmazione economica ed alle sue implicazioni in ogni settore Una proposta in tal senso verrà presentata quanto prima. Con questo programma di lavoro non crediamo di trovare sicuramente la chiave risolutiva di tutti i nostri problemi, ma almeno di individuare e di organizzare le linee di tendenza oggettive e le istanze popolari, fondendole, per quanto possibile in un tutto armonico. Diciamo anche che non intendiamo con ciò abdicare al nostro ruolo di protagonisti « in primis * della politica comunale e che le scelte che faremo, per quanto confortate dai risultati dell'ampia sopradelineata consultazione, saranno essenzialmente nostre e verranno pertanto proposte al vaglio ed al confronto con tutte le forze rappresentate in Consiglio Comunale, come manifestazione di una precisa volontà politica, quella del Centro-sinistra. CIFRE DEL BILANCIO Vediamo ora di analizzare brevemente la situazione economico-finanziaria così come appare dalla lettura del Bilancio 1971 e cominciamo daH'ammontare del disavanzo che nell'esercizio in esame raggiunge la somma di L. 2.445.940.535. Da quando nel 1964 per la prima volta ii bilancio del Comune presentò una previsione di disavanzo, l'andamento del deficit è stato quello che appare dalla tabella n. 1 allegata in calce. Raffrontando lo stesso disavanzo con le uscite del Bilancio economico si ha la situazione rappresentata dalla tabella n. 2 allegata in calce. Un altro raffronto interessante è quello fra la cifra prevista per il mutuo a pareggio e quella ammessa dalla Commissione Centrale per la Finanza Locale (vedi tabella n. 3 allegata in calce). E qui naturalmente un discorso s'impone, ed è un discorso politico, Il discorso di coloro ai quali la cittadinanza affida compiti e denari ed ai quali lo Stato affida compiti ma non denari. Una recentissima riunione degli Assessori al bilancio dei maggiori Comuni Italiani e di quelli dei capoluoghi lombardi ha consentito di mettere a fuoco. In termini inequivocabili, la drammatica situazione in cui versano moltissimi Enti Locali che si trovano a dover far fronte a impegni sempre più pressanti senza poter disporre dei fondi necessari. E' tempo che si prenda coscienza, a tutti i livelli di tale congiuntura, che minaccia di esplodere e di produrre il totale immobilismo delle Amministrazioni Locali; è tempo soprattutto che si operino delle scelte precise a favore delle autonomie locali che non possono essere disgiunte da reali e consistenti disponibilità finanziarie senza delle quali l'autonomia è una semplice parola sulla carta. Da parte nostra non ci sottrarremo al compito di sollecitare chiunque, soprattutto i nostri rappresentanti regionali, perché il discorso autonomistico, che passa necessariamente attraverso la Regione, consegua una sua connotazione reale. Vediamo ora la situazione debitoria. L'ammontare dei debiti pluriennali e mutui residui al 31-12-1970 assomma a L. 11.332.330.119 ai quali vanno aggiunte L. 1.448.560.995 corrispondenti ad anticipazioni speciali di cassa. Tutto ciò ci costa per il 1971: per quote rimborso capitale mutuato............................ L. 358.564.880 per interessi passivi ed oneri accessori....................... L. 645.654.360 per interessi passivi sulle anticipazioni di cassa .... L. 186.000.000 TOTALE L. 1.190.219.240 25