Il che significa in parole povere, che ogni giorno, feste comprese, il Comune deve sborsare L. 3.260.874 solo per pagare i debiti. Dobbiamo dire che per fortuna, il Comune di Mantova — se si escludono i mutui a ripiano dei disavanzi economici pari al 38,9% del debito complessivo — e cioè L. 4.361.959.949 escluso il mutuo 1970, non ha ancora avuto bisogno di contrarre mutui per pagare altri mutui, e ciò rappresenta una situazione ancora migliore rispetto a quella in cui si trovano altre Amministrazioni, ma che è difficile prevedere fino a quanto potrà durare. Sono dati che esponiamo senza rossori ingiustificati, e senza entusiasmi demagogici. Sono dati reali che è giusto che l’opinione pubblica conosca perché è giusto che, i cittadini sappiano — come avviene nelle famiglie — qual è la vera situazione alla quale ciascuno è chiamato a portare il proprio positivo contributo. In questo spirito, anzi, annunciamo che sarà nostra cura moltiplicare le informazioni alla cittadinanza, nel bene e nel male, perché pensiamo che la coscienza dei problemi comuni sia suscitatrice di volontà dì collaborazione. A questo punto sarà opportuna anche qualche considerazione su alcuni capitoli di spesa che rappresentano i maggiori oneri che l'Amministrazione deve sopportare. Cominciamo dal personale. Nel 1971 prevediamo di spendere la somma di L. 1.934.820.000. Vale a dire il 68,9% delle entrate ordinarie e il 36,8% delle spese correnti. L'aumento rispetto allo scorso esercizio è di L. 439.679.000 di cui lire 89.679.000 per i normali adeguamenti e L. 350.000.000 per le variazioni imposte dal riassetto delle carriere. E' da notare che i miglioramenti conseguenti a detto riassetto decorrono dal 1° luglio '70 e pertanto la previsione di spesa comprende la quota a saldo del 1970. Dobbiamo dire che sarebbe facile per noi scegliere la posizione di coloro che si entusiasmano per questi miglioramenti o quella opposta di coloro che recriminano troppo facilmente. Noi intendiamo invece considerare questa spesa con serenità, la serenità di coloro che sono sensibili alle esigenze dei dipendenti ma che non possono evitare di essere preoccupati delle conseguenze finanziarie; la serenità e la responsabilità di coloro che credono nella giustizia sostanziale di un adeguamento del trattamento economico di chi lavora, ma che sperano che esso porti anche il frutto di un migliore rendimento, per quanto siamo consapevoli che obiettive difficoltà — che cerchiamo in qualche misura di rimuovere — si frappongono in modo quasi fatale a tali traguardi. E' indubbio che certe caratteristiche del pubblico impiego in Italia, che dovrebbero favorire un maggiore e migliore rendimento del personale, finiscono invece di rivelarsi controproducenti. Ma tutto ciò è materia di quella riforma della burocrazia che ormai attendiamo da troppo tempo e che speriamo che possa offrire strumenti moderni anche alle Amministrazioni locali oltreché a quella statale. Vediamo orn altre voci di una certa imponenza: 1) Istruzione e cultura............................................. L. 938.465.667 di cui per: — la scuola materna L. 376.080.000 — la scuola elementare L. 194.450.000 — la scuola secondarla L. 102.305.000 2) Servizio di nettezza urbana trasporto e smaltimento rifiuti L. 390.000.000 3) Assistenza ai minori, disoccupati e indigenti inabili L. 547.020.000 Le tre voci sopraelencate comportano complessivamente una spesa di quasi due miliardi. Sono spese che, sommate ai quasi due miliardi per il personale assorbono completamente le nostre entrate ordinarie superandone largamente il limite. Sono però spese qualificanti nell’indirizzo di una politica di servizi quale quella che riteniamo debba essere la nostra, così come riteniamo siano qualificanti quelle destinate alle altre infrastrutture, quelle economiche ed ancora sociali e che compaiono alle voci che attengono alla revisione del Piano Regolatore Generale, all'urbanizzazione delle zone destinate all 'edilizia economica e popolare, alla costruzione e dotazione dì servizi sociali nei quartieri periferici, alla costruzione della rete fognante ed alle spese per infrastrutture nella zona industriale comprensorìale. Tutto quanto sopra indica una chiara lìnea dì tendenza, che troverà in futuro più precise specificazioni, ma che già da ora sì ripromette qualche risultato. Naturalmente, allo stato delle cose, le spese previste sopravvanzano largamente le entrate. 26 RISANAMENTO DEL BILANCIO A questo punto potrebbe essere lecita una domanda: — come è possibile risanare il bilancio? Rispondiamo subito che il problema ci interessa poco perchè non è quello vero. Il bilancio è uno strumento di lavoro; non è la causa bensì la conseguenza, la fotografia di una situazione reale ed è evidentemente la situazione reale che va modificata. In che modo? Evidentemente investendo di più in quelle suddette infrastrutture economiche e sociali che, coinvolgendo anche altri Comuni, forniscano gli strumenti indispensabili allo sviluppo economico. Questo è il momento in cui viene chiamata in causa la programmazione a breve e a lungo termine, ma anche la capacità realizzatrice della nostra Amministrazione nel senso che devono essere create le condizioni perchè la situazione obiettiva si modifichi e nel senso che dobbiamo utilizzare, nel modo più produtttivo possibile, gli strumenti di cui disponiamo. La revisione della pianta organica ed il riassetto delle carriere devono offrirci l’occasione per un approfondito riesame funzionale di tutto l'apparato burocratico. Al di là infatti della buona volontà e della competenza di ogni singolo Funzionario, appare chiaro che la struttura in cui le pur valide individualità sono chiamate ad operare, mostra largamente il segno de! tempo e la carenza di quella flessibilità e duttilità indispensabili ad una moderna impostazione ed esecuzione del lavoro. C’è quindi un problema di vitalizzazione della Azienda - Comune che può trovare una soluzione (anche se non totale, stanti le caratteristiche di ogni Ente Pubblico), nella retta e coraggiosa impostazione di tre suoi aspetti: organizzazione; responsabilizzazione individuale e collettiva degli alti Funzionari; qualificazione e aggiornamento del personale tutto. Vi è poi un problema di reperimento di mezzi finanziari o, comunque di incremento delle entrate. Tutto l'impegno che l'Amministrazione potrà mettere — e che certamente metterà — per una più equa, produttiva e razionale imposizione tributaria potrà produrre risultati anche di un certo rilievo ma sicuramente non in grado di risolvere il problema se non muteranno largamente le capacità contributive dei cittadini e la platea stessa dei contribuenti, cioè se non muterà l'assetto economico del Comune. La stessa riforma tributaria potrà sortire i propri effetti solo a condizione che vi sia una effettiva capacità contributiva e pertanto è a questo livello che occorre essenzialmente intervenire. La realtà regionale nella quale ci apprestiamo ad operare potrà sicuramente offrire validi contributi ma non nel senso che dovrà pagare I nostri debiti, perchè neppure questa sarebbe una soluzione, ma nel senso di aiutarci a creare nuove fonti di reddito e quindi nuovi contributi alla finanza pubblica. LA PROGRAMMAZIONE Noi però alla Regione dobbiamo presentarci non come dei postulanti che espongono solo I loro bisogni, ma come una comunità che ha fatto precise scelte, che è disposta a discuterle, e che chiede atteggiamenti e comportamenti capaci di renderle realtà concreta. Per compiere delle scelte occorre anzitutto la realtà nella quale viviamo ed operiamo. Poi occorre porsi degli obiettivi di sviluppo che siano realistici ma non rinunciatari, razionali ma non dimentichi dei valori umani anche dei più modesti, lungimiranti ma non proiettati in un futuro di favola. Infine occorre scegliere le aree di intervento individuabili come capaci di influire su tutto il sistema nella direzione voluta e, da ultimo predisporre i mezzi e gli strumenti politici ed economici in grado di sostenere l'azione che dovrà essere intrapresa. L'ordine delle fasi descritte è logico e cronologico insieme, ma non si dovrà necessariamente attendere che ogni fase sia perfettamente conclusa per affrontare quella successiva, altrimenti si correrà il rischio di essere comunque in ritardo. Poiché la realtà socio - economica muta continuamente è necessario porsi nelle condizioni di avvertire tempestivamente tali mutamenti, almeno quelli più importanti, e di modificare altrettanto tempestivamente le linee di azione che vanno conseguen- temente aggiornate. Per fare questo occorre che lo strumento tecnico che sarà deputato alla raccolta dei dati e delle informazioni, e di cui ancora noi non disponiamo, diventi qualcosa di permanente e di modernamente organizzato.