Cercheremo di fare tesoro anche delle esperienze altrui per evitare il maggior numero possibile di errori e per ottenere il massimo di efficienza. La scelta degli obiettivi a medio e a lungo termine dovrà tener conto dei risultati delle indagini e degli studi. Però è evidente che nell'animo di ognuno sono presenti alcuni dati e situazioni che non hanno bisogno di verifica e che propongono immediate aree d'impegno largamente significative. E' fuor di dubbio, ad esempio, che una provincia spopolata delle sue forze migliori e più valide potrà costituire un’oasi anche simpatica fra le sovraffollate zone metropolitane, ma non potrà mai realizzare un valido decollo delle condizioni di benessere dei suoi abitanti. Da qui l'impegno conseguente di creare le condizioni perchè l’esodo venga bloccato e magari si verifichi una inversione di tendenza. E’ altrettanto chiaro che tali condizioni potranno realizzarsi se si potrà contare su un congruo sviluppo industriale, su un'autentica rivalutazione del mondo agricolo che esalti le reali possibilità della nostra Provincia e su un conforme sviluppo del settore terziario capace di assicurare a Mantova un rilevante spazio nella Regione e fuori di essa. Tutto questo senza sacrificare quelle condizioni di vita umana, a Mantova, ancora largamente esistenti o sicuramente recuperabili, ad esempio nel senso di una azione nei confronti degli inquinamenti Non dovremo dimenticare che il nostro Comune deve assumere il ruolo di capoluogo autentico, non per motivi di malposto prestigio, ma perchè in esso sono più facilmente reperibili ed organizzabili le forze e le strutture capaci di fargli esercitare una funzione traente su tutta la Provincia. Posti questi ed altri obiettivi, dovranno essere individuate le infrastrutture sociali ed economiche capaci di avvicinarci ad essi. Anzitutto l'assetto territoriale della Provincia e del Comune. Il discorso sui comprensori, o su strutture similari dovrebbe avere, a nostro giudizio, come filo conduttore il criterio degli obiettivi o dei problemi e non quello squisitamente geografico. Nell'ambito del nostro Comune esso avrà una prima impostazione concreta nel Piano Regolatore Generale che ci accingiamo a rivedere e che non potrà limitarsi alle mura cittadine, ma che, come è già stato detto ampiamente, dovrà porre le premesse per una effettiva apertura della città su tutta la zona di sua immediata influenza. Accanto alla dimensione spaziale occorrerà considerare quella temporale. Puntare su una programmazione che si leghi ai tempi di esistenza degli attuali organi politici potrebbe costituire un grave errore. In questo momento non siamo in grado di suggerire, con motivazioni reali e scientifiche, un criterio temporale diverso. L'analisi di tale criterio quindi dovrà essere uno dei primi atti da compiere. La nostra capacità di avvicinarci efficacemente a tali problemi dipenderà anche dalla misura In cui sapremo coordinarci e collaborare con gli altri Enti della Provincia, ed. in parte, pure dalla natura e dall'ampiezza delle funzioni che la Regione ci delegherà a svolgere. Abbiamo cercato di esporre, in sintesi, alcune nostre idee sul bilancio e sulla programmazione. Esse sono largamente da rivedere, da discutere e forse anche da sostituire radicalmente. Non è questo che ci preoccupa. Ciò che sentiamo come esigenza preminente è assicurarci la collaborazione di tutti. In gioco non ci sono le nostre personali fortune o il consenso più o meno accentuato alle nostre iniziative, in gioco c'è qualcosa di più importante: la possibilità o meno di rilanciare il nostro Comune. Commetteremo degli errori? Ne siamo praticamente sicuri. Saremo all'altezza del compito e delle aspettative? Abbiamo sufficiente coscienza dei limiti nostri e della situazione per affermare, senza false modestie, che saranno necessari sforzi e sacrifici notevoli per garantire un minimo di successo alle nostre iniziative. Ciò che ci sentiamo di garantire che non mancherà è l’impegno, impegno che può già esprimersi in una scaletta, una specie di programmazione della programmazione, così strutturata: a) creazione della Commissione Consiliare per la programmazione e il bilancio, che affronti lo studio del problema e dia le prime direttive per le ricerche, le indagini, il reperimento dei dati indispensabili; b) contatti dell'Assessore e della Giunta Municipale, nonché udienze conoscitive della Commissione con le forze sociali più significative della Comunità Mantovana; c) creazione di un Ufficio Studi del Comune modernamente articolato ed organizzato che fornisca gli strumenti per elaborare e gestire il piano pluriennale; d) contributo alla Regione, alla Provincia ed ai Comune per la creazione e l’attività di organismi specializzati per lo sviluppo, per i trasporti o per quant'altro possa servire allo scopo di risollevare Mantova e di rilanciarla; e) promozione e attivazione di tutte le iniziative che verranno ritenute indispensabili, sollecitando la partecipazione ed il contributo di tutti e di ognuno; f ) ricerca e attivazione di tutti gli strumenti che la legislazione statale o periferica mette a disposizione per contribuire alla soluzione di problemi generali o specifici degli Enti Locali. Il risultato di questo impegno sarà la presentazione al Consiglio ed alla Cittadinanza di un primo documento che contenga le grandi linee di un piano di sviluppo. Poi lo articoleremo, entreremo nei dettagli; anno per anno lo aggiorneremo sulla base dei primi risultati e delle nuove acquisizioni. Non crediamo alle cose che nascono perfette, soprattutto quando sono legate ad innumerevoli e mutevoli fattori. Crediamo però alle cose che nascono con la impronta della serietà, ed è questo il nostro impegno. Ripetiamo, per concludere, che questo bilancio non è la sede per affrontare programmi operativi di legislatura o più ampi; ma esso è un utile momento di riflessione per impostarli, per acclararne le maggiori difficoltà di soluzione, soprattutto per contrarre un comune impegno e far sì che la programmazione parta con il piede giusto: quello che porta su una strada irta di difficoltà e di pericoli, ma che ha uno sbocco che rende credibile e giustificata la nostra funzione di pubblici Amministratori: il progresso della cittadinanza mantovana. L'ASSESSORE PER LA PROGRAMMAZIONE E IL BILANCIO Geom. Nello Zaniboni (seguono tabelle)