gliere Prof. Salvadori, che, nell'apporto di altre forze estranee al centro-sinistra, sembra voler individuare i mezzi per risolvere i mali che affliggono un Comune. Riservandosi poi di intervenire più ampiamente durante l'esame delle .singole voci del bilancio, sottolinea che l’attuale situazione, in generale, riflette in gran parte l’azione delle passate Amministrazioni e può trovare soluzione solo nell'auspicata riforma finanziaria. Dopo aver auspicato una stretta collaborazione del Comune con l'Ente-Regione e con i comitati di Quartiere, dichiara di aver apprezzata la puntualità con la quale la Giunta ha approntato il Bilancio e annuncia il voto favorevole del suo gruppo. Avv. CARLO RASPANTI - P.L.I. Per l'aria di crisi che spira e non nel solo nostro Comune o nella nostra Provincia, ma a Roma, nel Paese tutto, la discussione del Bilancio 1971, di un documento che dovrebbe essere il regolo della prossima attività di una Amministrazione di Centro Sinistra che forse non vedrà l'alba del 1971, può apparire superflua. La crisi è in atto praticamente ed il ritiro preannunciato dal P.S.U. dei suoi componenti dalla mag- gioranza consiliare segnerà la fine della Giunta di Centro Sinistra. Con tutta soddisfazione dei comunisti poiché la crisi aprirà ad essi le porte del governo del Comune di Mantova, darà modo di ricostruire quel Fronte popolare che il P.S.I., o buona parte dei Consiglieri di questo Partito, non hanno mai cessato di rimpiangere. Quello che ho sempre definito « il richiamo della foresta » non è mai mancato ai socia- listi italiani di questo Consiglio. L'atteggiamento del P.S.U., di serietà e coerenza politica, costringerà, oggi qui e domani a Roma, i socialisti italiani a buttar giù la maschera ed a dire apertamente, senza mezzi termini, se intendono fare una politica di centro sinistra o se, sotto la etichetta del centro sinistra, non vogliano fare una politica di sinistra aprendo ai comunisti. E come ai liberali si imputò di avere provocato la caduta del Governo Segni e quindi la fine dei governi di Centro, e ciò per costringere socialisti e democristiani di sinistra ad assumere alla luce quella etichetta di Centro Sinistra che, sottobanco, in un Governo di Centro, avevano, cosi si imputerà ai socialdemocratici la caduta di un Governo di Centro Sinistra ed il sorgere di un Governo di Sinistra. Ma liberali e socialdemocratici sono rispettosi del mandato elettorale avuto e per la chiarezza della politica che deve essere svolta, e come i primi hanno indotto gli altri Partiti della coalizione ad assu- mere da soli la responsabilità di una politica di Centro Sinistra cosi i socialdemocratici oggi provocheranno la crisi perché da questa derivi detta chiarezza e cessi il gioco del doppio binario. E dalla crisi si saprà se avremo un Governo di Sinistra, tradendosi in tal caso dal P.S.I. e dalla D.C. la volontà popolare espressa a favore di una politica di Centro Sinistra, o se l'elettorato sarà chiamato ancora alle urne perché sia esso a dire se vuole i Comunisti al Governo od In benevolo fiducio- so fiancheggiamento dei Partiti al Governo. I doppio giochisti del P.S.I. e della Sinistra Democristiana saranno cosi costretti alla chiarezza di propositi: o apertamente con I Comunisti o apertamente con I socialdemocratici contro I comunisti. Ed è quel che vuole vedere II Paese dal P.S.I. e dalla D.C. Perchè II Paese condanna l'etichetta di Centro Sinistra ed atteggiamenti e politica di Sinistra; è disorientato da pubbliche dichiarazioni del Vice Presidente del Consiglio o del Mlnstro Donat Cattln di aperto dissenso da manifestazioni politiche di quel Go- verno di cui fanno parte. Per questa crisi Inevitabile a Roma e qui che senso ha discutere di un Bilancio che traduce I propositi di una Giunta che non ha più la maggioranza, di un bilancio che sarà disatteso da una Giunta di diversa formazione? Che vale dare o negare fiducia ad una Giunta che è in articulo mortis? Se in Giunta andranno i Comunisti II Bilancio muterà e quella entità di debiti che l'Assessore Za- niboni, con cruda e reale esposizione della situazione economica del Comune, ci ha esposta sarà certamente accresciuta da una Giunta di Sinistra disposta a spendere senza preoccuparsi della corrispondente entrata. Mi compiaccio con l'Assessore Zaniboni che ha sentito, per la prima volta da che abbiamo una Giunta di Sinistra, la necessità che I cittadini sappiano, come avviene nelle famiglie, qual è la vera situazione del Comune di Mantova che ogni giorno, feste comprese, sborsa, solo per pagare i debiti, L. 3.260.874. E' disastrosa la situazione del Comune che delle entrate ordinarie spende il 68,9% per il personale e dovrebbe destinare il residuo 31,1%, cioè L. 873.186.000 al resto. E ad essa si pensa o si spera di porre rimedio con la più ampia autonomia finanziaria degli Enti locali. Una riforma della finanza locale certo si impone perché i Comuni abbiano i mezzi per provvedere ai loro bisogni e sarà lo Stato a graduare I suoi interventi. Ma I Comuni debbono convincersi, come è giocoforza che se ne convincano I privati, che si possono avere servizi civili ed investimenti sociali solo adeguati alle proprie possibilità economiche. Man- tova non potrà mai avere i servizi che ha Milano e Matera o altro Comune del Sud non potrà mai avere quei servizi che ha Mantova. La convinzione che II Comune è una sorta di azienda che deve operare sulla scorta di quel che può introitare, convinzione che il Sindaco dichiara di contrastare, è nostra, del liberali. Sorta di azienda sono lo Stato e tutti gli Enti che hanno un Bilancio che è fatto di Uscite ed è fatto di Entrate. E quando le uscite sono superiori alle entrate si hanno I deficit, I disavanzi, che per gli Enti locali comportano debiti e per lo Stato svalutazione della moneta. Non è con parole che lo Stato paga quanto di più spende. Lo paga con carta moneta stampata e la 32 maggiore circolazione monetaria significa svilimento della moneta, riduzione di valore dei nostri risparmi, maggiore costo della vita. Tutti noi, dunque, paghiamo debiti dello Stato. Il vecchio principio liberale del pareggio del Bilancio è il sano principio di chi, Ente o privato, adegua le spese alle Entrate, di chi fa il passo secondo la gamba. Il Bilancio che ci viene presentato non ha una importanza politica di rilievo, sia per gli avvenimenti che incalzano sia perché il 1971 è definito dagli Amministratori « un anno di attesa » e non mi dilungo nell'analisi di esso. Rileverò solo che viene preannunciata una seria revisione generale della imposta di famiglia nonostante sia caratteristica della Giunta di Centro Sinistra l’aumento di tale imposta dalle lire 370.000.000 del 1965 alle L. 570.000.000 del 1971 con un aumento della incidenza per abitante dalle L. 5.747,30 del 1965 alle lire 8.561,50 del 1971. E rileverò che la Giunta si ripromette ulteriori aumenti anche per il 1972 quando è impegno del Governo di Centro Sinistra di varare la riforma tributaria nel 1971! Concludo esprimendo il dissenso dei liberali da una politica di incremento della spesa e di aggravio tributario espressa da una Giunta che non appare più sostenuta da forze politiche che l'hanno composta e preannunciando il voto contrario dei liberali al Bilancio 1971 che ci è stato presentato. VINCENZO GIANCHINO - P.R.I. Ho ascoltato la obiettiva e sincera relazione del Sindaco e dell'Assessore, certo che a prima vista è un Bilancio che lascia perplessi per le grosse cifre passive, per la sua impostazione, mentre dal punto di vista politico si presenta carente per le scelte e rappresenta solo una generica elecazione di bisogni e di problemi senza indicarne la priorità e l’urgente necessità. Non entro nel labirinto dei numeri perchè sono stati trattati dai miei predecessori. Ad ogni modo la politica economica del P.R.I. è nota, ma poiché da promesse fatte dai responsabili, e che non sono da mettere in dubbio, risulta che la situazione dovrebbe migliorare in seguito alla riforma tributaria, alla revisione dell'imposta di famiglia, al contenimento della spesa, ecc. per l'anno 1971 il P.R.I. approva il bilancio, riservandosi nel prosieguo della discussione, di approfondire la validità dei vari stanziamenti e di giudicare nel corso dell’esercizio finanziaro il lavoro che la Giunta farà per la concreta attuazione del bilancio. GIORGIO BIONDANI - P.S.I.U.P. In sede di dichiarazioni preliminari il Consigliere BIONDANI, concordando pienamente con la posizione del Consigliere comunista, a nome del P.S.I.U.P. annuncia che manterrà lo stesso atteggiamento del gruppo consiliare comunista, laddove si denuncia quella mancanza di coesione politica del centro-sinistra indispensabile per affrontare e sostenere con serietà e responsabilità II mandato amministrativo assunto. Il Cons. BIONDANI dice: « Credo che il nostro voto contrario non possa essere che la conferma della sfiducia che noi nutriamo nel confronti della cosidetta maggioranza di centro-sinistra perché le prove, che tale formula di alleanze politiche cl ha fornito nel corso di questi mesi, sono decisamente negative. « La prova della precarietà su cui si regge tale alleanza l'abblamo avuta anche oggi quando ad una richiesta per un quanto mai necessario chiarimento politico sulle vicende dell'ultima crisi, ultima va precisato solo in ordine di tempo, non si è trovato di meglio che ricercare una unità al livello più basso e con riflessi tipo quello di gestioni commissariali in alcuni importanti Comuni della provincia, che peseranno sulla condizione delle nostre collettività. « Negare la fiducia ad una maggioranza che si basa sul presupposto di formule politiche ormai ritenute superate anche da larghe componenti di quelle forse più rappresentative o che la compongono, mi sembra possa essere un modesto contributo per accelerare, da un lato, il superamento della formula di centro-sinistra e dall’altro contribuire alla saldatura tra questo indirizzo politico e le istanze popolari che esse dovrebbero rappresentare. « Che sia vero questo affermiamo è suffragato da due elementi: uno di carattere generale, l’altro più vicino a noi che è pure emerso nello stanco dibattito cui abbiamo assistito oggi in quest'aula. Nel documento che è emerso dall'ultimo comitato centrale del P.S.I. si dice tra l'altro: « Il P.S.I. Intende operare per una prospettiva che possa meglio corrispondere alle esignze nuove che si manifestano nella Società Italiana oggi e che si manifesteranno nel futuro, le quali, per essere soddisfatte richiedono modifiche profonde del sistema economico e sociale auspicando poi nel prosieguo del documento convergenze politiche per una autonoma battaglia socialista. « Questo per quanto riguarda gli aspetti generali delle vicende politiche, generali, ma non incompatibili, anzi, legati al nostro impegno amministrativo e politico. Per quanto si riferisce invece all’elemento emerso dal dibattito basta considerare le dichiarazioni del prof. Salvadori che possono aver trovato come ovvio la reazione contrariata del sen. Darè, ma che si incamminano in quel processo lento, ma siruro, che emerge dalla realtà politica del Paese che, come dicevo, va verso il superamento del centro-sinistra. « Questi elementi politici emergono altresì tra forze cattoliche più avanzate e che sono oggi sempre più consistenti. « Per queste ragioni avevamo chiesto un chiarimento che ci avete negato. « Avete ritrovato attorno ai numeri del bilancio una maggioranza che non potrà avere quel supporto politico necessario per portare a compimento i vostri programmi e pertanto il voto del P.S.I.U.P. non può essere che negativo ».