Sen. Prof. DANTE BETTONI - D.C. Non intendiamo ripetere, nel nostro intervento, tutte le argomentazioni contenute nelle due relazioni, sulle quali largamente consentiamo, nè potrebbe essere diversamente. Ugualmente consentiamo su buona parte delle considerazioni espresse dal consigliere professor Sal-vadori, almeno per quanto concerne la prima parte del suo pregevole intervento. Tuttavia dobbiamo dire che non abbiamo sposato questo bilancio e non nè siamo nè entusiasti nè innamorati. Riconosciamo che esso appare fin troppo chiaramente come un bilancio di necessità, anche se non esclude scelte in modo assoluto e se non nasconde intenzioni, purtroppo non sempre confortabili con le cifre. C'è un divario enorme, nell'uscita, tra le spese cosiddette facoltative e le obbligatorie. Ora i bilanci si qualificano spesso proprio a livello di spese facoltative; le dimensioni del bilancio, costrette nei limiti del passivo portano alla paralisi delle scelte qualificanti. L'entrata reale è tutta assorbita dalla spesa corrente e non basta; per il rimanente, in dimensione notevole, bisogna ricorrere ad alienazione, a prestiti e mutui a ripiano del disavanzo. Nè ci pare si possa fare troppo affidamento sulla riforma (quasi mitica) della finanza locale. Sembrano indispensabili due ordini di operazioni; a) incremento dell'entrata; b) qualificazione della spesa. La prima operazione esige, evidentemente, capacità di guardare con verità la stessa realtà umana che amministriamo. Ciò pretende da noi coraggio, sufficiente gradualità, ostinazione nella ricerca, non atteggiamenti persecutori, decisa volontà di perequazione del carico tributario tra i cittadini. La lettura di certi ruoli non sembra a tale effetto edificante. Quando i mezzi a disposizione dell’amministratore sono insufficienti, ne soffre prima chi sta in basso. La seconda operazione è possibile anche quando vi sono difficoltà di quadratura del bilancio e mi sembra presente anche nel documento al nostro esame. E' indubbio però che i nostri problemi non si risolvono solo a livello comunale; diventa oggi indispensabile collocarci compiutamente nella nuova dimensione regionale: problema di collaborazioni e collegamenti. La nascita dell’ente regione ci pone di fronte a realtà nuove anche nel campo dei controlli. Troppo abbiamo sofferto e molto soffriamo per gli interventi non sempre comprensibili della Commissione Centrale della Finanza Locale. Basterebbe pensare alla facilità con la quale sono stati operati tagli sulle voci e sui capitoli che consentono la retribuzione del personale. Onestamente va però detto che il controllo realizzato in sede diversa non accrescerà l’entrata e non risolverà se non alcuni problemi. Bisogna prevedere la possibilità di accedere al fondo speciale; ma bisogna insieme assumere iniziative destinate ad offrire occasione di creazione di posti di lavoro e di conseguenti fonti di reddito. Non vorremmo sottolineare le affermazioni che sono state indicate come diverse valutazioni implicite, secondo alcuni, nella relazione del Sindaco e dell'assessore Zaniboni. Noteremo che la prima relazione si rivolge soprattutto ai problemi generali e la seconda più particolarmente agli aspetti di programmazione e di finanziamento. Prima di concludere vorremmo sottolineare alcuni punti che consideriamo qualificanti del bilancio e cioè II poso attribuito ai problemi della cultura, dell'assistenza, del l'occupazione; su questo punto specialmente insistiamo, vedendo in esso la chiave ed il rimedio all'emigrazione che colpisce, nella nostra città, anche a livello intellettuale e di qualificati. Riteniamo che con questo bilancio e con le relazioni che l'accompagnano e anche più per la coerenza con l'impegno assunto nella circostanza elettorale, la Giunta manifesti la sua disponibilità ad un discorso aperto, da realizzare nelle previste Commissioni Consiliari e anche oltre le stesse, nella misura in cui ciò convenga alla migliore amministrazione della città, in senso di democrazia e di partecipazione. Prof. RINALDO SALVADORI - P.S.I. Il cons. Prof. SALVADORI, dopo alcune osservazioni di carattere politico, passa ad un breve esame del contenuto del Bilancio. Sottolineando i punti, a suo avviso, più qualificanti, quelli cioè che lasciano intravvedere particolari importanti scelte che la Giunta intende operare, accenna agli stanziamenti preposti per il riassetto del personale dipendente, il settore culturale e l'Istituto Geriatrico di città. Definisce veramente significative le note relative all'area comprensoriale di industrializzazione, al Piano Regolatore Generale, ai laghi (in ordine al relativo inquinamento invita l'Amministrazione a sensibilizzare l'opinione pubblica), alle Commissioni Consiliari (che, a suo giudizio, devono accettare il confronto con le altre forze economiche cittadine nonché con I Sindacati e gli studenti) e alla revisione dell’imposta di famiglia affinchè all’aumento del gettito si associ la perequazione vera e propria. Apprezzando le intenzioni della Giunta espresse con II prospetto di Bilancio, assicura la collaborazione del suo gruppo ed auspica l’adesione della popolazione nonché un apporto parziale o critico di tutte le forze rappresentate in Consiglio affinchè le finalità preposte si possano realizzare. Esprime quindi, a nome del suo gruppo, il voto favorevole al bilancio. 34 Dott. GIAN ALESSANDRO ZANELLA - M.S.I. Il Cons. dr. ZANELLA, premesso che i debiti delle passate Amministrazioni pregiudicano gravemente ed inevitabilmente ogni soluzione lungimirante, impegnando in continuità la Giunta a risolvere ereditate pesanti situazioni, esprime una certa perplessità in ordine al rilancio di Mantova auspicato nella relazione del Presidente. Precisa poi che l’opposizione del M.S.I. non è un atteggiamento preconcetto, politico, ma nasce dalla considerazione di cittadini che vorrebbero dal Comune una politica coraggiosa, di rilancio che si stacchi nettamente da quella seguita dalle passate Amministrazioni e non che ne costituisca invece la continuità di azione, quale presumibilmente sarà quella attuata dalla presente Giunta, la cui azione, dalle precedenti, non si differenzia minimamente come linea politica. Mentre dimostra un giustificato scetticismo in ordine alle aspettative che il Comune nutre nell’Ente Regione in quanto questo nasce oberato da impegni per centinaia di miliardi, in una confusione programmatica, annuncia il voto contrario del suo gruppo che pur apprezza l’impegno dimostrato dall’Assessore al Bilancio, Geom. Zaniboni, nel presentare al Consiglio la drammatica realtà dell’Amministrazione mantovana. Invitando poi la Giunta ad una maggiore severità amministrativa, nonché a ricercare al di fuori di Mantova le soluzioni per sanare il pesante Bilancio, suggerisce di esaminare la possibilità esistente di attirare nella città, con un’adeguata politica economica, ogni attività che costituisca fonte di lavoro e di guadagno. Ciò, asserisce, eviterebbe di dover ricorrere agli antipopolari ed inutili aggravi fiscali.