mimi quilici buzzacchi pittrice gno ed il nuovo taglio dei suoi disegni o alla scuola romana di Scipione e Mafai per la succosa pennellata ricca di colore che accompagna fluida le rovine, i paesaggi, le figure, ma a me pare che questi richiami spieghino non solo l’evoluzione, bensì anche l'ap- profondimento del discorso che stiamo seguendo nell’opera della pittrice. L’esperienza romana dura poco più di dieci anni e il ritorno a Ferrara e alla sua metafisica atmosfera si esprime come nuova tendenza. L’artista chiama « ombre folli » il distendersi delle lunghe pennellate di toni bassi a delimitare piani e spazi di una contrada ferrarese (via di Porta Po, 1954) ridotta a pura essenza spaziale. Ritorna il culto giovanile della forma rigorosa, ma ora è carica della eccitante esperienza romana, che non sarà più da lei dimenticata. A questo punto, nel momento della fertile maturità produttiva di Mimi Quilici Buz- zacchi, conviene fare un'osservazione di fondo che, se pur ci porta indietro nel tempo, alle origini contemporaneamente permette una visione più completa dell'opera della pittrice, anche quella di oggi. Si tratta delle sue origini: nata nel mantovano, vissuta la giovinezza nel ferrarese si è sempre portata dietro la sua natura padana; abbiamo così i paesaggi « semi folli » delle valli di Ferrara, con le « luci surreali e metafisiche », l’esperienza segue con i pae- saggi di Spina, del Tevere e del Po, ma è sempre il motivo padano che permea di sè l'opera, unificando l'ispirazione e i risultati. I motivi, I luoghi sono diversi, ma per Mimi Quilici Buzzacchi son tutti paesaggi padani: si può dire che agisca in lei come un inconscio sentire, che diventa un'unica pittura e una sola nota poetica, pur nella diversità di motivi e del linguaggi. E cosi II discorso della pittrice continua, si apre, si rompe, le forme e I colori si staccano per ricomporsi liberamente quasi In forme astratte dal reale con lo stesso motivo che si ripropone e che l'attento spettatore ritrova anche nelle opere più disincantate libere deM'artista. Il disegno, come sempre, accompagna l'attività di pittrici di Mimi Ouilici Buzzacchi e l’esperienza romana, che ha dato tanta pittoricità al suo segno, continua anche oggi con una aggressità che molti giovani le invidierebbero. L’ho vista lunedì mentre in piazzetta dietro S. Andrea stava lottando con foglio e pennarello per fantasticare sulle meravigliose e complesse prospettive dell'Alberti ed esprimerle con un segno che continuasse il suo discorso. LUIGI FRACCALINI 26 ATTUALITÀ D’ARTE Il Sindaco di Mantova offre al Tenore Mario Del Monaco, applauditissimo « Otello » nella stagione lirica del Sociale, una statuetta in bronzo raffigurante Virgilio, quale simbolo di cordiale e riconoscente saluto della cittadinanza ad uno dei massimi interpreti del nostro melodramma. 27