NELLO ZANIBONI Iniziative e proposte a proposito del bilancio e del programma dell’Amministrazione comunale IL BILANCIO Una iniziativa in tema di bilancio? Che cosa può apparire più arido e più consegnato a rigide procedure del bilancio di un Ente Pubblico? Certamente le variazioni sul tema dei contenuti (e quindi delle risultanze) possono essere molto varie: si può fare un bilancio in pareggio, oppure ci si può avventurare sul terreno del disavanzo colossale avente sapore di denuncia (e talora di demagogia); o anche si può tendere a spremere il bilancio ed a farne un documento realistico, prudente ma attuabile, come si è fatto in questi ultimi anni senza peraltro rinunciare aM’iniziativa. Ma esiste un modo di interpretare la funzione di questo documento programmatico che esula dagli schemi sin qui seguiti e che tende a porlo su un piano di effettiva operatività. Questo è un po’ il sunto dei concetti che sul tema ho avanzato, sia pure a livello di intenzioni, nella relazione al Bilancio 1971 che ho avuto modo di illustrare al Consiglio Comunale. Trovandoci ormai nei tempi di preparazione del Bilancio 1972, sono maturate le condizioni per tentare una sperimentazione dalla quale questo Assessorato si ripromette significativi risultati. Quali? Anzitutto una razionalizzazione del lavoro dei funzionari e degli Uffici che consenta risparmio di tempo e di denaro e controllo dei costi. Poi maggiore responsabilizzazione e partecipazione dei funzionari ed un migliore coordinamento delle loro attività. Da ultimo, ma non in ordine di importanza evidentemente, possibilità di sgranare il lavoro della Giunta Municipale da aspetti molto pesanti ma di ordinaria amministrazione, per consentirle di affrontare con maggiore respiro lo studio collegiale di problemi di ampia portata. Tali obiettivi possono essere conseguiti mediante alcune iniziative in sede di formulazione ed in sede di gestione del Bilancio. In sede di formulazione, a partire da quest'anno, vengono chiamati in causa direttamente i Capi Ripartizione. E’ evidente che le Ripartizioni costituiscono la struttura funzionale più importante dell'Azienda Comune. Ebbene i responsabili di dette Ripartizioni provvederanno direttamente alla formulazione delle proposte per jl Bilancio di previsione per la parte ordinaria (o di spese correnti). Ciò comporta che il funzionamento degli Uffici sotto il profilo deH’utilizzazione del personale, dellapprontamento dei mezzi e degli strumenti e dell'organizzazione e inoltre, le spese per il mantenimento dei servizi di interesse collettivo (scuole, strade, fabbricati, impianti, ecc.) saranno analizzati con particolare cura e ciò consentirà di operare successivamente delle 2 sintesi ragionate che ci metteranno in grado di impostare un sistema di controllo dei costi oggi assolutamente indispensabile in ogni azienda che voglia attuare una gestione ordinata. Interessare inoltre in prima persona i funzionari alla stesura e poi alla gestione del Bilancio appare un metodo per attuare un aspetto di quella partecipazione che riteniamo di particolare importanza per il suo contenuto di democraticità e, nella fattispecie, per il suo innegabile valore sotto il profilo deN’apporto tecnico. Ciò sarà ulteriormente rafforzato da una prassi che questo Assessorato sta introducendo e che consiste nella periodica riunione collegiale degli stessi Capi Ripartizione tendente a creare una vera e propria direzione aziendale. Ma a parte ciò, l’aspetto più innovativo della piccola riforma in sperimentazione è costituito dal «dopo », cioè dalla gestione del Bilancio una volta che esso sia stato definitivamente approvato dagli organi tutori. Il programma è infatti quello di procedere, ad approvazioni ottenute (e con le nuove disposizioni ciò deve avvenire entro tempi utilmente brevi), all’articolazione del Bilancio per Assessorati, o comunque per settori di competenza, ed all’affidamento di ogni parte ad ogni singolo Assessore per la gestione. Ciò non contraddice il principio della unitarietà del Bilancio in quanto esso verrà studiato, preparato ed approvato unitariamente dalla Giunta prima e dal Consiglio poi e la responsabilità dello stesso rimarrà interamente agli organi competenti, nella loro collegialità. Inoltre, allorché ogni Assessore sarà investito delia responsabilità di gestire la quota di Bilancio che gli compete, dovrà presentare all'approvazione collegiale della Giunta un piano di utilizzazione che sarà dettagliato e che rappresenterà la traduzione in termini concreti di ciò che in sede di formulazione del Bilancio avrà introdotto nello stesso. Si tratta in sostanza di una delega di poteri che non costituisce, come può apparire ad una osservazione superficiale, una diminuzione delle prerogative della Giunta, ma al contrario rappresenta una organizzazione del lavoro che consentirà alla Giunta stessa di affrancarsi da tanta ordinaria amministrazione. Pensiamo solo ad un dato: l’ordine del giorno della riunione di Giunta del 27 agosto scorso reca l’elenco di pratiche che superano largamente II N. 1600 di protocollo! E’ evidente che occorre fare qualcosa e mi pare che le iniziative assunte e riferite più sopra, cui fanno ovviamente da corollario tante altre innovazioni che qui sarebbe ozioso spiegare, siano in grado entro breve tempo di assicurare maggiore organicità e razionalità al lavoro degli organi amministrativi e burocratici del Comune. E’ un primo passo in