direzione di un decentramento verso il quale le esigenze di una gestione moderna spingono ineluttabilmente. IL PROGRAMMA Tutto quanto detto sino ad ora si riferiva al Bilancio. Non sfuggono a nessuno tuttavia gli aspetti metodologici che le iniziative illustrate comportano in tema di programmazione. Questo discorso comunque sarà ripreso in altra occasione. Ora appare opportuno avanzare, sempre in materia di programmazione, una proposta che, in realtà, allo stato delle cose è più di una proposta, ma un progetto in fase di elaborazione. Abbiamo detto e ripetuto, e tutti hanno concordato su questo tema, che non è possibile uno sviluppo economico del nostro Comune se non verrà radicalmente potenziato il settore dell’attività industriale. Ciò non è evidentemente una novità: nel 1867 « La Favilla », un battagliero giornale mantovano scriveva: « A Mantova c'è bisogno di industria, giacché se noi mandiamo continuamente fuori il nostro capitale e mai non ne importiamo deM'altro, ci divoriamo presto o tardi da noi ». E' però altrettanto evidente che le industrie non stanno appese al cielo e che a Mantova potranno venire se troveranno dove insediarsi. Il Comune di Mantova a questo proposito ha già fatto molto negli scorsi anni con la creazione di fatto di una Zona Industriale. L’operazione non è certo stata facile né gratuita. Inoltre il mancato riconoscimento uffi- ciale della zona stessa ci ha privato di notevoli benefici. I risultati sin qui ottenuti mostrano comunque che quella fu una politica giusta e giustificata. Ora però ciò che abbiamo non basta più. Occorre quindi mettere a disposizione di eventuali iniziative industriali strutture ed infrastrutture che sono sostanzialmente tutte da creare. E' chiaro che il Comune di Mantova da solo non può farcela. Non può farcela perché il suo territorio in sostanza non basta; non può farcela perché l’approntamento di quelle attrezzature che una zona industriale richiede per essere appetibile, al di là di altri fattori, costa un occhio e le nostre finanze (è sempre l’Assessore al Bilancio che scrive) non ce lo consentono; non può farcela anche perché compiti di tal genere non devono essere affidati ad una Amministrazione Comunale, alla quale spetta il compito di sollecitazione e di partecipazione diretta, ma che, per carenza di mezzi tecnici e per incongruità delle sue strutture, non può seguirne la gestione. Occorre un organismo ad hoc, occorre qualcosa che sia all’altezza del compito e che abbia tutte le caratteristiche giuridiche necessarie oltre, ovviamente, ai mezzi. Tale organismo non può essere che un consorzio. Un consorzio per la zona industriale che veda raggruppati attorno a questo problema Enti Pubblici, organismi economici, associazioni di categoria interessate e cosi via. Non è qui il caso di fare anticipazioni inutili che potrebbero essere smentite subito domani. E’ evidente che è un problema da affrontare con il massimo di elementi di valutazione assolutamente attendibili. Dire ora se la zona industriale dovrà essere unita o frazionata, dire quale dovrà essere la sua collocazione sul territorio o le sue dimeni sioni è assolutamente prematuro. Di certo ritengo che debba esserci questo: il rifiuto aprioristico di deteriori campanilismi ed esclusivismi e la massima apertura a tutti quegli enti, non importa di quale estrazione, che siano in grado di portare un effettivo contributo ad una iniziativa che vuole attuarsi a favore della collettività. Ne parleremo presto, nelle sedi opportune e sarà, ci auguriamo, una salutare scossa per la nostra economia. Geom. NELLO ZANIBONI Assessore al Bilancio e alla Programmazione 5