ENTE MANIFESTAZIONI MANTOVANE 1970-71 IL DISCORSO DEL SINDACO ALL’ASSEMBLEA ELETTIVA Signori, concittadini, Soci dell’Ente Manifestazioni Mantovane, quando il 31 gennaio di questo 1970, noi, rappresentanti del Comune, della Provincia, della Camera di Commercio, dell’Ente Provinciale per il Turismo e della Gazzetta di Mantova, quali Soci fondatori dell’E.M.M., proponemmo la prima riunione pubblica in questa stessa saletta per illustrare i motivi e i fini dell’iniziativa intrapresa (chiedendo e raccogliendo consensi, pareri e adesioni dei cittadini e degli Enti Mantovani) anticipammo volutamente i tempi burocratici di formazione del costituendo nuovo organismo. Pesava ancora qualche dubbio sulla sua strutturazione effettiva, dubbio che ci aveva accompagnato in questi anni di attesa e che aveva in certo qual modo condizionato uno stato d'animo ed una volontà operatrice, a suo tempo ben condivisa e propugnata dopo il positivo esperimento di collaborazione ai tempi della mostra mantegnesca. Ebbene, oggi si deve dire che questa forzatura di tempi e il favore che molti di loro già in quell'occasione espressero affinchè, sia pure con organi direttivi e tecnici provvisori, l'Ente iniziasse la sua vita, è stata senza dubbio di buon auspicio. Dal 6 marzo scorso infatti l'Ente Manifestazioni Mantovane ha potute darsi una veste giuridica ed il Comitato Direttivo provvisorio, a nome del quale questa sera mi esprimo, ha potuto mantenere la parola data: di convocare cioè entro fine marzo (le feste di Pasqua hanno consigliato il rinvio brevissimo di una settimana) l'assemblea elettiva dei Soci, che permetterà infine di completare le nomine del Consiglio di Amministrazione. Dopo di ché i rappresentanti legalmente eletti in carica potranno assicurare una linea programmatica di attività dell’Ente Manifestazioni per un futuro non solo di immediata scadenza. Inoltre, con la legale formazione dell’E.M.M. e il conforto di un’istituzione funzionante, gli Enti Soci fondatori potranno molto giustamente e con motivi avvalorati dai fatti, far pesare le proprie scelte e i propri indirizzi nei bilanci sottoposti sinora al taglio inesorabile dell’Autorità tutoria. Tagli che continuando in futuro si presterebbero quantomeno ad una patente di chiara e inequivocabile contraddizione. E d’altra parte, talune iniziative prese in futuro nell'ambito di un organo legalmente costituito, potranno rientrare sotto quei provvedimenti di aiuti governativi che a tal scopo sono previsti e autorizzati Ma non voglio addentrarmi in quelli che saranno gli aspetti organizzativi e finanziari demandati al futuro Consiglio di Amministrazione. Mi limiterò qui a dar conto a lor Signori del lavoro svolto dal Co- 10 PRIMO BILANCIO DI UNA INIZIATIVA POPOLARE mitato Direttivo provvisorio, alle iniziative prese ed a quanto sta maturando, sempre però nei limiti di provvedimenti atti semplicemente ad iniziare un discorso, discorso che necessariamente potrà apparire frammentario data la sua veloce elaborazione. Discorso anche, mi preme ricordare, che è stato elaborato tenendo conto esclusivamente del corredo finanziario devoluto dal Comitato Mantegna e senza intaccare i proventi delle quote associative sinora giunte e che saranno amministrate dal Consiglio che questa sera la Assemblea eleggerà. Mi si consenta comunque, a titolo personale, ma abbastanza fiducioso di interpretare le aspettative e le esigenze della Comunità che ho l onore di rappresentare a tutt’oggi, mi si consenta, dicevo, qualche considerazione prima ancora di dare le notizie di cui sopra accennavo e che il Comitato mi incarica di comunicare loro. Ricordando poco fà, molto brevemente, le origini da cui scaturì l’idea dell’Ente, non ripetei gli scopi e le finalità che l’Ente si prefigge. Non l'ho fatto ovviamente per non tediare l’uditorio e perché sono già state dette, scritte e a loro Signori rese note anche attraverso lo Statuto, già recapitato presso i relativi indirizzi. Ma questo vorrei aggiungere: il fatto di averle ora taciute non esime nessuno dal pensare che queste ragioni e finalità vadano ripensate, modificate o ristrutturate secondo una linea critica che tenga conto del tempo che è passato e delle cose che nel frattempo sono mutate. Non abbiamo fatto allora una magna carta di bronzo o di marmo, nè esiste bronzo o marmo che il tempo non corroda, e noi tutti sappiamo come da qualche anno, il tempo corra molto in fretta! Un aspetto fondamentale pur tuttavia dei propositi dei Soci fondatori non è cambiato ed è, alla luce di quanto sopra detto, a mio avviso estremamente valido, e cioè: la partecipazione attiva della città, la critica quindi che viene daM’interno dello strumento di cultura che siamo andati pensando e costruendo. « Quale sarà, si domanda Brecht, l’atteggiamento produttivo nei riguardi della natura e della società che noi figli di un’ora scientifica assumeremo ” con diletto ” nei nostri teatri? Sarà un atteggiamento critico ». Il noto sociologo Johan Huizinga individua nell'essere umano di ogni tempo una componente che lo caratterizza come « homo ludens », un essere cioè teso sopratttuto al divertimento, lo direi che, specie oggi, questa considerazione debba essere tenuta presente tra le varie facce deH’iniziativa che stiamo studiando. 11