E.M.M. 1970-71 Ma perché la parola divertimento non venga ristretta in un concetto di tempo libero ormai superato, diamo di essa l’estensione più valida, affinché nel « divertimento » operi la cultura come mezzo-critico per guardare alla società, ai fatti, all'uomo. Il discorso quindi è quello di far scattare una presa di conoscenza, di mettere in movimento una situazione, nella quale ciascuno giocherà con le proprie mani le carte che vorrà giocare, però non da solo, non più con l'orgoglio pionieristico o con la disperazione della solitudine, ma con il consenso o la critica o l'emulazione del contributo intellettivo della collettività. Prima ancora di essere d'accordo sulle manifestazioni, sulle ideologie, sugli spettacoli, sugli stili, sui luoghi, sulle cose da fare, si tratta essenzialmente d'essere d'accordo e coscienti sul fatto che dobbiamo svolgere un certo ruolo, che dobbiamo stabilire dei canali comunicanti e delle osmosi, degli scambi di opinioni e di esperienze. Questo è necessario per dare un volto alla vita dell'Ente, un volto che rifletta l'esigenza culturale della città. Ma ò un volto che dobbiamo costruire assieme, nelle convergenze e nelle divergenze. Dott. LUIGI GRIGATO Sindaco di Mantova L orchestra di Stato e il complesso corale di Brno (Cecoslovacchia) al Sociale. li simbolo dell'Ente Manifestazioni Mantovane a-dottato dopo un concorso pubblico che ha visto prevalere l'invenzione grafica della studentessa mantovana Donata Meneghello. Considerazioni dopo un anno di attività del Presidente dell’E.M.M. Aprile 1970, aprile 1971. Trecentosessantacinque giorni. Sarebbe facile rispondere a questo primo appuntamento con i lettori con un trionfalistico bilancio di attività, di spese, di contributi ottenuti o negati. Un’attività senza dubbio che non ha precedenti per la nostra città sonnolenta, da tempo lontana dai fasti culturali gonzagheschi, se vogliamo considerare il numero degli spettacoli, dei concerti e anche delle conferenze e delle mostre. Ma anche se siamo orgogliosi di quanto è stato possibile fare, sentiamo che non basta. Sentiamo che l’Ente Manifestazioni Mantovane per colorare di verde il suo futuro deve divenire veramente parte integrante della città. Non è possibile, anche se migliorerà la sensibilità degli Enti, fare una politica culturale che veramente serva alla città e non solo a gruppi più o meno illuminati o pretenziosi, se non con la città. Abbasseremo le quote, se la difficoltà dovesse essere questa, anche se le serate di Mina e di Bramieri (ad una media di 4 mila lire!) potrebbero, con le centinaia di partecipanti, farci pensare il contrario. Ma sentiamo che illusori sarebbero i nostri sforzi senza il conforto o il dissenso dei cittadini di Mantova e provincia. Aliassemblea presentiamo dunque un consuntivo di dubbi e di preoccupazioni. Con onestà ci siamo impegnati, ma non vorremmo illuderci. Per questo chiediamo adesioni. Una vita collettiva; la partecipazione di tutti non per sbagliare con tutti, ma per realizzare almeno un angolo piccolo, piccolo di cose valide e utili. On. GIANNI USVARDI Presidente dell’E.M.M. 13