NOTIZIARIO Mantova - Settembre 1971 - N. 2 SUPPLEMENTO _¿LLA JjVISTA . CITTA DI MANTOVA ■ N. 51 SPEDIZ. IN ABBON. POSTALE - GRUPPcTT^U^^I^SBÉSTRE OGGI L’INAUGURAZIONE DELLA SEDE DELL’ E. M. M. La nuova sede dell'E.M.M., completamente restaurata grazie al disinteressato lavoro dell’Impresa Bot-toli e al generoso contributo della Banca Agricola Mantovana, ha un notevole valore monumentale. A questo proposito pubblichiamo un breve saggio del prof. Ercolano Marani, illustre studioso di cose mantovane, suH'origine dei due porticati della Pescheria. L'origine dei due porticati deila Pescheria, su uno dei quali ha ora posto la sua sede l'Ente Manifestazioni Mantovane, è legata a quella di un edificio assai celebrato dai vecchi autori locali e demolito nel secolo scorso: il Macello giuliesco, che occupava un po’ più dell'area dell’odierno Lungorìo e la cui costruzione era stata cominciata da Giulio Romano nell'autunno del 1536 (come risulta da una delle lettere dello stesso Giulio pubblicate da Piera Carpi). pale allievo di Raffaello ormai da dodici anni si trovava a Mantova, dove già aveva portato a compimento la sua opera più largamente ammirata: il palazzo del Te. Frattanto, valendosi deM’ampiezza di poteri conferitagli in materia architettonico-urbanisti-ca daU'illuminata stima del Gonzaga dominante, Federico II, si era pure dedicato al miglioramento della città con quella geniale somma di progetti e di accorgimenti per cui qualche anno dopo, nel 1545, il Vasari avrebbe dichiarato che in Mantova sarebbe stato giusto erigergli un monumento ad o-gni angolo. Benché finora non sia emerso alcun diretto documento circa la costruzione dei due porticati anzidetti, il fatto che già intorno al 1540 il precedente luogo di vendita del pesce non fosse più adibito a tale uso (un accenno a ciò si trova nell'inedita Descrizione dei confini delle parrocchie, conservata nell'Archivio di Stato) lascia intendere che tali porticati sorsero insieme col contiguo Macello nel quadro di una concezione unitaria. Fino allora il Macello aveva avuto sede, dal 1281, entro il corposo fabbricato che oggi contiene fra l'altro il cinema Bios, mentre la Pescheria dagli inizi del '400 era situata dove adesso si apre, dalla parte di corso Umberto, la via Battisti. Lo stimolo all'idea di trasferire sul Rio tanto la Pescheria quanto il Macello, rendendoli nel contempo intercomunicanti, era venuto evidentemente dalle considerazioni di ordine e di pulito decoro cui la civiltà rinascimentale si era fatta sensibile. La vicina acqua corrente avrebbe consentito a tale riguardo, nel duplice impianto, risultati ingegnosi e soddisfacenti. Ma al di là e al di sopra del fine utilitario è da tenere conto, nell’ampio complesso, dell'originale ed estrosa impostazione, articolata con libertà di schema e volta a sfruttare anche in senso estetico, con spirito manieristico, la presenza di un elemento naturale quale il passaggio del- l'acqua. Le due parti componenti l'insieme furono concepite come strutture ad assi reciprocamente perpendicolari: con un fianco sul Rio il lungo e spazioso Macello (ne è un avanzo il colonnato di sostegno, che si erge su un piano quasi a pelo d'acqua) ; con svolgimento passante sul Rio medesimo la Pescheria, scissa a sua volta in due porticati paralleli. Ouesti, disegnati a robusti pilastri e modellati in finto bugnato secondo quei '• vace ordine rustico che aveva avuto im|W go nel palazzo del Te, svolsero così il ruolo sia di composizione frontale del Macello che di fiancheggiamento del ponte detto allora di San Domenico, sul quale le aperture ad arco inquadrarono gustosamente, da un lato e dall’altro, la vista del canale. E testimonianze preziose sono tuttora i porticati in questione, anche se oggi, per essere propriamente i resti di un maggiore organismo e per la scomparsa della chiesa e del convento di San Domenico, cui tale organismo si appoggiava, essi si presentano in larga misura sottratti al contesto che in passato dava loro risalto. E. MARANI IL PROGRAMMA DELL’INAUGURAZIONE Sabato 25 settembre, ore 18: inaugurazione della sede con apertura della retrospettiva del pittore Defendi Semeghi-ni (1852-1891); Domenica 26 settembre, ore 11: presentazione degli scritti di Sandro Bini « Responsabilità della forma » editi a cura del-l'E.M.M., del « Portico » e di Vanni Scheiwiller.