che lì c’era una chiesa rilevante (navata meridionale, e facendo dei calcoli si può sapere quanto fosse larga). Ciò è importante, perchè questi ritrovamenti sono rarissimi. Tre anni fa, a non molta distanza furono trovati i resti di una casa romana e anche lì si scoprì un mosaico. Indizi parrebbero dire che forse Mantova aveva due basiliche parallele, una dedicata al culto eucaristico e l’altra al culto martiriale. Monsignor Ciro Ferrari preannuncia le Celebrazioni Albertiane che si terranno a Mantova nel 1972, in coincidenza con il V centenario della morte del grande architetto e della ricostruzione albertiana della Basilica di S. Andrea. In una lettera del 21 ottobre 1470 l’Alberti presentava il progetto della nuova Basilica di S. Andrea al marchese di Mantova, Ludovico II Gonzaga. La lettera ebbe il seguito che si sa: il 12 giugno 1472 aveva inizio la fabbrica del tempio. Mantova, che possiede anche un altro monumento albertiano, la chiesa di S. Sebastiano, ha intenzione di celebrare degnamente tale data. Un gruppo di persone di cultura, per invito all’Autorità eccelesiastica e per interessamento del Sindaco, ha proposto un programma di massima che sarà definito a breve scadenza. Tuttavia l’annuncio ufficiale è già stato dato dal Vescovo. Nelle sue linee generali esso comprenderà: — la pulitura delle due facciate di S. Andrea, con particolare attenzione a quella posteriore, e la sistemazione della piazza intitolata all’Alberti, così da poterla rendere quasi una sala aperta, idonea allo svolgimento di varie manifestazioni (anche musicali e teatrali); — il restauro delle parte superstite dell’antico monastero benedettino attiguo alla Basilica; — una mostra di arte sacra minore dell’area gonz.aghesca, la quale comprenderà oggetti dal Medioevo al primo Ottocento; — un convegno albertiano aperto agli studiosi, al fine di proporre l'esame dei vari aspetti della figura deli Alberti, con particolare riferimento ai rapporti fra l'Alberti e Mantova; — connesso a questo, un’illustrazione della Basilica nella sua storia, cioè nell’arte, nell'urbanistica e nella vita religiosa e civile della città. La Prof. Gatti Perer osserva che un congresso sull’Alberti sarà certo del massimo interesse per il mondo dello studio. Monsignor Luigi Bosio dà notizie della costituzione di uno stabile Museo Storico Aloisiano in Castiglione delle Stiviere, aperto il 21 giugno 1969 a conclusione delle feste centenarie della nascita di S. Luigi Gonzaga. Ambientato nell’antica casa degli Aliprandi, ospita una sessantina di quadri, mobili del Cinque, Sei e Settecento in perfetto stato di conservazione, peltri di bottega mantovana ed, esposti in grandi armadi antichi, cimeli, autografi, argenti cesellati e sbalzati, avori, paramenti sacri in broccato, monete e medaglie. Della collezione, che occupa otto sale, verrà compilata una Guida. Mons. Bosio ha inoltre anticipato notizie sulla mostra di arte sacra minore che verrà allestita a Mantova nel settembre 1972 in occasione, come ha detto Mons. Ferrari, delle celebrazioni centenarie della morte di Leon Battista Alberti e della creazione della Basilica di S. Andrea. L Arch. Adolfo Poltronieri illustra, per lo « Studio Architetti Bas- 8 sani-Caprini-Galdi-Poltronieri », gli studi in corso sul Centro Storico di Mantova. Da quattro anni si sta infatti studiando il Centro Storico e sulla stampa a larga diffusione, più che su quella locale, gli studi sono stati da tempo ampiamente pubblicizzati. Attualmente si sta procedendo alla stesura della seconda parte dei lavori. In relazione a questa seconda parte, ai convenuti è stato illustrato e dato in visione uno studio completo di indagine del Centro Storico al fine dì precisare e verificare le scelte metodologiche. Tali scelte rappresentano un contributo originale alla vasta saggistica sui Centri Storici, in quanto interpretano puntualmente la problematica culturale del Centro Storico di Mantova. Lo studio, che affronta le implicazioni urbanistiche della città murata nella sua globalità, sarà articolato in zone urbane dando priorità a quelle di contorno, in quanto maggiormente esposte a casuali episodi di trasformazione. Il Dott. Giulio Pauletti, Direttore dell’Associazione Industriali della Provincia, illustra un’iniziativa di carattere culturale che ha ottenuto apprezzamenti lusinghieri. Si tratta della pubblicazione di tre volumi (un esemplare dei quali viene offerto in omaggio all’Istituto) riguardanti: il primo le ville e i palazzi del Contado Mantovano, il secondo le chiese e i conventi, il terzo le corti e le dimore di campagna. La pubblicazione è stata ideata in occasione del centenario dell’unione di Mantova all’Italia. L’Associazione si è valsa di una commissione composta da esperti della storia e dell’arte di Mantova e da alcuni rappresentanti della categoria. Per l’Archivio di Stato di Mantova il Direttore, Prof. Avv. Giovanni Battista Pascucci, osserva che fra coloro che frequentano tale Ente i giovani sono in numero sempre maggiore. Il fondo principale è il cosiddetto Archivio Gonzaga. Vi sono poi altri fondi di particolare interesse in relazione alla storia, all’architettura, alla pittura, alla musica, ecc. Si è parlato di una lettera dell’Alberti: altre lettere di grandi o comunque interessanti artisti sono venute alla luce in questi fondi non del tutto conosciuti. Una fonte notevole è, ad esempio, l’Archivio Notarile. Vi è, tra infiniti documenti, un testamento cinquecentesco dove si parla del quartiere nel quale sorgeva la casa di Giulio Romano. Un fondo pure prezioso la ricchissima corrispondenza diplomatica gonzaghesca, contenente note su avvenimenti storici ed artistici di grandi città, inaugurazioni di chiese, ecc. Il socio I.S.A.L. Dott. Paolo Carpeggiani presenta eloquenti diapositive sulla situazione di ville e palazzi nel Mantovano e illustra lo stato di decadimento di tali edifici. Infine il Dott. Mario Vaini traccia in rapide linee la storia della Biblioteca Comunale di Mantova e annuncia che in occasione dell’incontro I.S.A.L.-Mantova è stata allestita, nella sede della Biblioteca, una mostra di codici scelti tra i 1362 esistenti nella Biblioteca medesima : mostra che gli intervenuti visitano, dopo il saluto di congedo del Sindaco, che dichiara che gli Atti dell’Incontro saranno ospitati sulla rivista del Comune. Negli Atti saranno comprese anche alcune comunicazioni già programmate, ma che non sono state esposte dai rispettivi autori per mancanza di tempo. 9