Mantova. Sede dell’Archivio di Stato. Particolare della facciata dopo il restauro. (Foto dovetti, Mantova) Effe. ."**%■ Mantova. Casa demolita di via della Conciliazione n. 43. racciata. 14 palazzo d’Arco 14 e della fronte della vasta casa segnata coi numeri 8-12 di via Fratelli Bandiera15. È da sperare che così confortanti esempi di sapiente civismo possano sollecitarne altri. Il mio scarno e rapido ragguaglio esige infine la citazione di una casa che purtroppo è stata di recente abbattuta e la cui facciata poco prima della demolizione, asportato l’intonaco, aveva rivelato nel piano nobile con evidenti tracce la serie completa delle quattro originarie finestre gotiche 16. Di tale casa, che sorgeva al numero 43 di via della Conciliazione e della quale permane la documentazione fotografica, è da tenersi conto, nel quadro dello sforzo di ricupero del Medioevo mantovano, perchè essa mostrava, con la particolare collocazione delle dette aperture, già la presenza del gusto di una disposizione ritmica che si riteneva avesse avuto inizio con l’operosità di Luca Fancelli, portatore del linguaggio architettonico rinascimentale 17. Ottobre 1970. ERCOLANO MARANI 1. L’opera di base per la presa di conoscenza dell’arte medievale mantovana è quella di Giovanni Paccagnini edita dall’Istituto « Carlo d’Arco » : G. Paccagnini, Mantova: Le Arti, voi. I, Mantova, 1960. Devono intendersi per « nuove luci * gli elementi emersi dopo tale pubblicazione. 2. E. Marani, Il paesaggio lacustre di Mantova fra l’Antichità romana e il Medioevo, in Civiltà Mantovana, 1967, n. 8, pp. 93-114, e n. 11, pp. 361-387. 3. Cfr. la parte IX (« Riepilogo ») del saggio indicato nella nota precedente. Il volume dell’Azzi (E. Azzi, Mantova e il problema dei suoi laghi, Mantova, senza data ma 1958) è ancora legato, per quanto concerne l’epoca che qui interessa, a vecchie affermazioni incontrollate. 4. E. Marani, Le tre cerehie di Mantova: Una città in espansione nel tardo Medioevo, in Civiltà Mantovana, 1969, n. 20, pp. 69-78; Indicazioni documentarie fondamentali sulle tre cerehie di Mantova, in Civiltà Mantovana, anno cit., n. 22, pp. 225-240. 5. E. Marani, Gli avanzi delle mura della prima cerchia, in Civiltà Mantovana, 1969, n. 20, pp. 79-86, figg. 7 (in appendice allo scritto su Le tre cerehie di Mantova menzionato nella nota precedente); Gli avanzi delle mura della « civitas vetus Mantuae », in Atti del XIV Congresso di Storia dell’architettura (in corso di pubblicazione). * 6. Ne diede l’annuncio già nel 1959 la Gazzetta di Mantova: si veda, nel numero del 10 luglio di tale anno, p. 5, l’articolo sulla cosiddetta « casa di Rigoletto » (con fotografia). 7. Achille Piccoli. 8. Stanno preparando comunicazioni su tale ritrovamento Ricciardo Campagnari e Achille Piccoli. ** 9. Chiese alcune delle quali sono tuttora esistenti, mentre altre, scomparse, ci appaiono in vecchie mappe o piante della città : S. Pietro (cioè la cattedrale, ricostruita a partire dal 1545 sul posto del duomo precedente), S. Paolo (demolita), S. Andrea (ricostruita a partire dal 1472 sull’area di una chiesa preesistente), S. Zenone (convertita in autorimessa), S. Salvatore (demolita), S. Domenico (demolita), S. Francesco, ecc. 10. G. Paccagnini, voi. cit. nella nota 1, p. 137: « La questione è tutt’altro che una disputa erudita poiché la precisa indicazione dell’ubicazione e delle sorti subite dagli antichi palazzi pubblici porterebbe un notevole contributo per un maggior chiarimento della struttura urbanistica del nucleo originario della città, che fu il teatro principale degli avvenimenti storici e politici del periodo comunale ». Ivi per « nucleo 15