Segnate o la Villa Cavriani alla Garolda, per passare ad alcuni esempi di architettura religiosa, come il Monastero di San Benedetto in Polirone, la Chiesa di Santa Maria della Pieve a Cavriana, il Collegio delle Vergini a Castiglione delle Stiviere, la Chiesa Parrocchiale di Antonio Bibiena a Villa Pasquali, e per ritornare poi al tema dell’architettura civile, già impostato con il primo volume, portando però l’accento della trattazione non tanto sull’edificio singolo, quanto su una realtà più complessa, quale è la « corte » nel suo significato « padano », secondo esempi quali la Corte Castiglioni a Casatico, la Corte Spinosa, le Corti di Canicossa e, fra le altre, la cosiddetta Piccola Versailles gonzaghesca, cioè « La Favorita », alle porte di Mantova. Questa elencazione di alcuni dei monumenti studiati mi sembra possa essere già sufficiente a dare un’idea dell’interesse, sul piano culturale, della Collana iniziata, che potrà avere - come ci auguriamo - un ulteriore seguito, dato che altri sono i temi che potrebbero essere trattati, mentre anche in quelli già toccati le opere degne di essere conosciute ed illustrate sono nella nostra terra ancora moltissime. Il Prof. Arch. Piero Gazzola, Soprintendente ai Monumenti della nostra zona, il quale ha benevolmente steso la « premessa » ai singoli volumi, ha espressamente riconosciuto - cito qui le sue parole - che « iniziative come queste costituiscono chiara testimonianza che l’apprezzamento dei valori fondamentali ed imperituri è saliente caratteristica di una società sensibile, aperta ai problemi di una autentica civiltà, poiché inserisce i fatti culturali nella vita quotidiana e li ritiene scopo e matrice del progresso teso ad una vita armoniosa ». È proprio questa sensibilità che ha spinto l’organizzazione degli industriali mantovani a dar vita ad una manifestazione apparentemente estranea ai suoi fini istituzionali, ma che si inquadra, del resto, In una serie di iniziative che l’industria italiana ha realizzato e sta realizzando per promuovere e sollecitare anche il progresso culturale - oltre che quello economico e sociale - del nostro Paese. Tale nostra testimonianza è stata in fondo ispirata dalla convinzione che i valori dello spirito e della cultura, dell’arte e della storia, non possono e non debbono essere soffocati dal tecnicismo moderno ed anzi, nel richiamo al passato, possono e debbono trovare ancora e sempre motivi di esaltazione e di stimolo per l’avvenire. GIULIO PAULETTI 18 CENTRO STORICO DI MANTOVA: CARATTERISTICHE E PROBLEMI Le caratteristiche del Centro Storico di Mantova e i problemi ed i pericoli ai quali è esposto sono, nelle linee generali, abbastanza simili a quelli di altri importanti complessi storici italiani e si possono così riassumere: Notevole ampiezza. Si parla di un’area di oltre 200 ha, e di una popolazione di circa 32.500 abitanti (su un totale di circa 66.000 del Comune). Particolare ubicazione rispetto al resto della città. Data la coincidenza assoluta tra Centro Storico e Centro Direzionale, molte sono le cause di congestione e le occasioni di « attacco » al patrimonio storico. I pericoli che minacciano il Centro Storico vanno inquadrati nello stato di precario equilibrio fra la funzione direzionale moderna ed il complesso edilizio antico. Precarie condizioni igienico-sociali in relazione al degradamento di buona parte del patrimonio edilizio. Nel Centro Storico, purtroppo, la densità edilizia, la larghezza delle strade e l’altezza degli edifici sono spesso lontani da quel « minimo standard » che gli urbanisti hanno fissato per i quartieri di nuova costruzione: peraltro l’esigenza culturale, anche se preponderante, non può tuttavia far dimenticare l’impegno per le esigenze fondamentali di igiene delle abitazioni. Notevole importanza e notevole numero di aziende insediate e di comunità residenziali organiche. Occorre evitare che le comunità sociali organiche attualmente insediate nel Centro Storico (che ne assicurano la vitalità) si disgreghino, e che gli edifici risanati attraggano in misura crescente le aziende economiche, che trasformerebbero radicalmente la fisionomia della zona. Inadeguatezza delle strade urbane in rapporto alle esigenze del traffico. Il traffico, problema comune a tutti i Centri Storici, non ha ancora raggiunto la congestione che si riscontra in altre e maggiori città. Anche a Mantova, tuttavia, qualora non si prendano adeguati e rapidi provvedimenti, è facile prevedere la « paralisi » completa; e questo in conseguenza sia dell’aumento della domanda di traffico, sia della parti-