dovranno essere presi i provvedimenti per risolvere tali situazioni. Concludendo, lo studio del Centro Storico permette di tracciare il quadro completo dell’attuale valore, entità e stato di conservazione del patrimonio monumentale, storico e ambientale di Mantova, e di valutare la liceità degli interventi in base a tali preesistenze. La conoscenza del Centro Storico rappresenta la base fondamentale affinchè l’Amministrazione Comunale possa attuare il piano urbanistico nell’ambito delle vecchie mura, sulla base di oggettivi dati di fatto e non su criteri discrezionali, decisi volta per volta. ADOLFO POLTRONIERI per lo « Studio Architetti Bassani - Caprini - Galdi - Poltronieri » VILLE MANTOVANE: APPUNTI E SCHEDE Questo intervento non vuole, e ovviamente non può in questa sede, essere un tentativo di offrire un panorama organico ed esauriente della situazione in cui si trovano, oggi, molte delle ville mantovane; bensì la denuncia di alcuni, pochi ma emblematici casi di incuria e di abbandono di edifici civili extraurbani. A ciò ho ritenuto opportuno di accompagnare la proposta per una interpretazione del linguaggio polivalente del singolo monumento: questo con lo scopo di illustrarne la validità come opera d’arte, il valore come testimonianza e documento storico. Sia comunque chiaro: non intendo - non è compito che mi spetti - porre dei responsabili, enti, associazioni, proprietari privati, sul banco degli imputati. Invece lo scopo di questo intervento è soprattutto di mettere in evidenza, di mostrare senza reticenze lo stato di conservazione spesso precario, talvolta disperato, comunque troppo di consueto ammalorato e disdicevole di monumenti degni di nota del contado mantovano, di chiedere per quanti di essi ancora possono essere salvati un intervento, una possibilità di vita. LA CASA DALLA VALLE DI CARBONAROLA La casa Dalla Valle di Carbonarola (fig. 1), che giustamente il Marani giudica tra i più antichi edifici civili superstiti nella campagna mantovana, può ritenersi una tipica abitazione padronale della prima metà del ’400. Vale a dire di un periodo nel quale ad una evidente dicotomia culturale fanno da sfondo un momento storico denso di pericoli e di insicurezza, una situazione politica che corre sui binari della contraddizione. Il periodo di governo di Gianfrancesco Gonzaga (1407-1444) e del successore Ludovico II (1444-1478) è caratterizzato da un lato dalla incapacità di esprimere scuole artistiche locali di un certo interesse, dall’altro dall’opera di mecenatismo dei principi, pronti ad accogliere in città alcuni degli artisti più in vista del tempo. È il caso, per soffermarci ai primi decenni del ’400, di Stefano da Verona e soprattutto del Pisanello, presente a più riprese a Mantova tra il 1425 e il 1447, autore delle famose medaglie dei Gonzaga e di Vittorino da Feltre e del ciclo di affreschi in Palazzo Ducale di cui recentemente sono stati rivelati lacerti di affresco e sinopie. Tali dipinti, non ancora oggetto di studi critici ed esegetici puntuali, paiono tuttavia rappresentare battaglie e trionfi di significato allegorico: quanto a dire l’esatto contrapposto della parallela e reale situazione storico-politica. Corrono gli anni in cui i Gonzaga sentono assai grave il compito di salvaguardare il proprio dominio: il piccolo principato estende gli orizzonti della propria politica, partecipa del pericoloso ed articolato gioco delle signorie; la sua sopravvivenza è legata ad un’abile condotta 23