principali : si pensi alle già ricordate Ghirardina presso Motteggiana (che reclama un restauro) e Favorita presso Sant’Antonio (un rudere, già parziale rispetto al tutto, destinato altrimenti a scomparire), alla Galvagnina Vecchia presso Moglia (dove non ci si fida nemmeno più a ricoverare gli animali)18, a l’Arrigona presso San Giacomo delle Segnate (umiliata a fungere da caseificio), alla Villa Cavriani a Garolda (uno sfacelo), alla Villa Zani a Villimpenta (giuliesca, un capolvoro in assoluto dell’architettura manierista italiana, ma sfasciata dalla guerra e non ancora riparata dopo venticinque anni). Per fermarci agli esempi essenziali. Una situazione per affrontare la quale, al punto in cui sta, necessita una grande spinta, d’ordine etico-morale ancor prima che tecnicoeconomico, e già iniziale, onde poter vincere l’enorme forza d’inerzia che vi si oppone. Spinta che io ritengo possa scaturire soltanto nella ferma convinzione di Mantova di possedere un preciso ruolo culturale sì, ma ancor prima etico e dunque sociale, di cui la regione tutta sia conscia e convinta; ruolo che mi sono sforzato di indicare, almeno quanto le mie competenze e la circostanza consentivano. CARLO PEROGALLI 1. F. De Dartein, Elude sur l’architecture lombarde, Paris, 1865-82. 2. G. T. Rivoira, Le origini dell’architettura lombarda, Milano, 1908. 3. A. K. Porter, Lombard Architecture, New Haven, 1917. 4. F. Arcangeli, Natura ed espressione nell'arte bolognese-emiliana, Bologna, 1970, p. 20. 5. Nel mio Castelli della pianura lombarda, Milano, 1960 (con un catalogo storico e descrittivo anche a cura di G. C. Bascapé), la provincia di Mantova è stata esclusa; nè vi ha portato adeguato rimedio il successivo libriccino — su analogo argomento — del 1969, ove figura il solo castello mantovano di San Giorgio. 6. Cfr. Bologna - Centro storico, catalogo della mostra a Palazzo d’Accursio, Bologna, 1970 (a cura del Comune di Bologna e dell’Ente Bolognese Manifestazioni Artistiche). 7. Al fine per cui lo si cita, può essere utile il confronto con il caso di Castelverde, Breda dei Bugni, nella vicina provincia di Cremona. 8. Escluderei che possano essere del Mantegna le due prime cappelle a sinistra (destinata a suo sepolcro) ed a destra nel Sant’Andrea albertiano. Tanto meno del-l’Alberti stesso. Se mai del Fancelli. Ma direi piuttosto d’un lombardo che ambiva aggiornarsi, senza molto riuscirvi, sui modelli brunelleschiani. 9. S. Romani e collab., Torri e castelli del Mantovano, redatta, in edizione ciclostilata, in occasione del censimento promosso dall’Istituto Italiano dei Castelli (I.B.I.) nel 1968. 10. E. Boriani, Castelli e torri dei Gonzaga nel territorio mantovano (in sovrac.: Castelli e torri del Mantovano), Brescia, 1969. 11. Cfr. in «Corriere della Sera», 9 marzo 1969, p. 10. 12. AA. VV., Palazzi e ville del Contado Mantovano, Firenze, 1966; ID., Chiese e conventi del Contado Mantovano, Firenze, 1968; ID., Corti e dimore del Contado Mantovano, Firenze, 1969. È pure in fase di pubblicazione un volume dedicato alla provincia di Mantova, oltrecchè a quella di Cremona, della Collana Ville Italiane, a cura di chi vi parla e dell’arch. Maria Grazia Sandri. 13. Me ne sono occupato in particolare in occasione degli « Studi in onore di Roberto Pane », in corso di pubblicazione. 44 14. Si pensi che, per quanto riguarda l’architettura lombarda contemporanea, mancano quasi tutte le voci dei maggiori architetti del « Novecento » : Alpago Novello, Gabiati. Lancia, Mezzanotte, Portaluppi, e persino Asnago e Vender. 15. Su Bartolino cfr. comunque Encicl. Univ. dell’Arte, ov’è ricordato sia per il Castello Estense a Ferrara (Vili, 125), quanto per quello di San Giorgio a Mantova (Vili, 68), oltre che per la Chiesa di San Francesco a Vigevano (Vili, 79) (mentre si tratta di quella di San Pietro Martire, 1463-1480). 16. Non senza riscontri in Toscana (Volterra), con la quale la Romagna in particolare era in contatto. 17. Un piano in effetti è in fase di elaborazione — già dal ’66 — da parte di quattro architetti mantovani: Bassani, Caprini, Galdi, Poltronieri, che in occasione della riunione del 24 ottobre ne hanno prodotto un parziale saggio. 18. Nella stessa giornata del 24 ottobre il Sindaco di Mantova, dott. Luigi Grigato, mi ha comunicato che la Galvagnina Vecchia, benché situata fuori dal proprio territorio, era già stata acquistata dal Comune di Mantova, in vista di un restauro. 45