Il Messale è del XIII secolo. Una grande miniatura rappresenta un Cristo circondato da figure di angeli. I colori predominanti sono l’oro, l’azzurro e il rosso12. Abbiamo poi un Messale del XVI secolo13, il cui frontespizio, riccamente miniato, porta anche uno stemma gentilizio non ancora identificato. MARIO VAINI 1. G. Benelli, Cenno storico della Regia Biblioteca di Mantova, in « Giornale delle Biblioteche », a. II, n. 3, 1868; L. C. Volta, Sull’origine della Biblioteca Comunale di Mantova, breve nota a cura di R. Salvadori in « Civiltà Mantovana », a. II, quaderno 7, gennaio-febbraio 1967, pp. 45-49. 2. Biblioteca Comunale di Mantova (B.C.M.), ms. I. VI. 31 (1358). 3. Mostra dei Codici Gonzagheschi: La Biblioteca dei Gonzaga da Luigi I ad Isabella, Biblioteca Comunale, 18 settembre-10 ottobre. Catalogo a cura di U. Meroni. Mantova (Cuneo, S.A.S.T.E*), 1966. 4. Per la biblioteca dei Capilupi cfr. J. Andres, Catalogo de’ codici manoscritti della famiglia Capilupi di Mantova illustrati dall’abate J. A., Mantova, presso la Società all’Apollo, 1797. Parte di questi codici si trovano ora nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Cfr. T. Gasparrini Leporace, I Manoscritti Capilupiani della B.N.C. di Roma, Roma, 1939, (in « Guida storica e bibliografica degli Archivi e delle Biblioteche d’Italia », voi. V). 5. B.C.M., ms. I.VI.34 (1361/1-2). 6. B.C.M., ms. C.III.20 (340). 7. B.C.M., ms. B.IV.13 (239). 8. B.C.M., ms. D.III.15 (441). 9. A. VENTURI, Storia dell'arte italiana, Milano, U. Hoepli, 1903. voi. III. p. 449 e figg. 417-18. 10. P. Toesca. La pittura e la miniatura nella Lombardia, Milano, U. Hoepli. 1912, p. 75 e figg. 50-51; dello stesso, Storia dell'Arte, Torino, UTET, 1927, voi. I, p. 1058. 11. P. D’Ancona, La miniature italienne, Paris. 1925, p. 10, tav. VI; A. Venturi, op. cit., p. 453, figg. 419-20. 12. P. D’Ancona, op. cit., p. 10. tav. XII; A. Venturi, op. cit.. p. 453, figg. 419-20. 13. B.C.M., ms. F.1V.29 (760). 50 AFFRESCHI QUATTROCENTESCHI SCOPERTI A GUIDIZZOLO La stampa ha già dato sommarie notizie sul ritrovamento di alcuni affreschi, avvenuto durante l’ultima fase delle opere di ampliamento della chiesa parrocchiale di Guidizzolo. Per quante esplorazioni si fossero fatte sotto le scialbature a calce e sotto i vari strati degli intonaci sovrapposti nel corso degli anni sui vecchi muri, non s’era mai trovato nulla. Tanto che si cominciava a pensare che potesse avere fondamento l’affermazione pronunciata dal Matteucci agli inizi del nostro secolo : « per l’arte cristiana non vi è niente di notevole » nella parrocchiale di Guidizzolo. Ma poco tempo fa gli operai, i quali avevano appena iniziata la demolizione del muro che faceva da ultimo diaframma fra la parte vecchia e quella nuova della chiesa, notarono delle particelle di colore, non sull’intonaco superficiale, ma nel bel mezzo del grosso muro. Il lavoro venne sospeso immediatamente. La Soprintendenza competente, avvertita, diede l’incarico allo scrivente, ispettore onorario, di seguire i lavori. In breve tornarono alla luce tre affreschi : il primo, raffigurante Cristo in croce fra la Madonna e San Giovanni, ben conservato, con figure intere, quasi al naturale; il secondo, raffigurante San Giacomo, dal colore brillante, ma tagliato a metà verticalmente e di cui la metà destra appariva irrimediabilmente perduta; il terzo, raffigurante un santo Vescovo, di cui si trovò soltanto un frammento della parte superiore della figura, dal busto in su. Gli affreschi non vennero trovati prima dell’inizio della demolizione dei muri, durante l’esplorazione degli intonaci delle pareti, semplicemente perchè erano stati murati: infatti gli affreschi ritrovati si trovavano sotto un muro dello spessore di circa mezzo metro. Quando avvenne questo occultamento e perchè? È troppo presto per dirlo: bisognerà studiare a fondo gli elementi oggettivi tornati in luce con le murature e consultare pazientemente le carte d’archivio. Per ora si può dire soltanto che le pitture ritrovate sono molto belle e possono essere assegnate al secolo XV. Dopo il ritrovamento degli affreschi s’era formata un’atmosfera euforica nell’ambiente; ma il più bello doveva ancora venire. Qualche giorno dopo, mentre continuava il lavoro nel cantiere, procedendo cautamente nella esplorazione dell’ultimo residuo di un muro destinato alla