i manifesti del Comune COMUNE DI MANTOVA 1 OTTOBRE 1971 RIAPERTURA DELLE SCUOLE Scolari, studenti, insegnanti. riprenda oggi l'impegno e il sacrificio di un nuovo «irlo di studio. I/Amministraiione Comunali'. sensibile (Ile esigente eh« presiedono alla fati» romane di allievi e insegnanti, sta compiendo notevoli afoni, nell'ambito dell* propria competenza, per migliorare la ricetione scolastica. Ha i problemi sono molti e non tì sono bacchette magiche che possano risolverli tutti insieme in un sol momento. Responsabilità e doveri, obblighi e diritti sono dunque destinati ad essere contemperati in un'axione unica da cui si sprigioni una grande fora morale e una visione di chiare, future prospettive. Scolari, studenti, insegnanti, con il desiderio sincero e l'impegno di essere sempre più vicini e partecipi delle vostre necessità e utili all’esigenza riformistica che la Scuola, bene primo e indiscutibile della comunità, si preBgge, porgiamo il consueto augurio di BUON ANNO SCOLASTICO ! —M—H. IL SINDACO 2 ARRIGO BRAGUZZI «N. 865» La legge per la casa La legge per la casa è stata approvata, e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in data 22-10-1971 col. n. 865. E’ inutile credo soffermare la nostra attenzione sulle « rincorse » parlamentari che hanno preceduto l’approvazione. E’ stato un dibattito particolarmente lungo e difficile che ha impegnato tutte le forze politiche insieme con le forze sindacali e tutte le componenti vive e vitali del Paese. E’ inoltre ancora prematuro entrare nel vero discorso tecnico che richiede indubbiamente un lungo periodo di « digestione » o per meglio dire di rodaggio, tra l’altro recepito dalla legge stessa quando pone le basi per il finanziamento dei programmi, limitato al triennio ’71 -’73 in attesa delle leggi delegate che saranno emanate entro il 31-12-72. Ritengo possibili comunque, anche a distanza di pochi giorni dalla pubblicazione, alcune considerazioni di carattere personale, salvo ritornare più avanti sull’argomento con idee indubbiamente più chiare. Il contenuto politico fondamentale della legge « la casa intesa come servizio sociale » è chiaramente Individuabile laddove si dice che i programmi di edilizia residenziale devono comprendere tutte le opere di urbanizzazione e tutte le attrezzature sociali; che le nuove residenze devono essere localizzate ai posti di lavoro; che deve essere garantito si lavoratori un efficiente sistema di trasporti pubblici; che deve essere definita una disciplina di fitti basata sull’equo canone e l’uso di alloggi a prezzi non speculativi. La legge tende quindi ad innovare profondamente una situazione di progressivo cedimento della mano pubblica di fronte alla iniziativa privata che ha consentito indubbie speculazioni, palpabili sviluppi disordinati delle città e la formazione di un mercato gravemente squilibrato in cui non si contano e gli alloggi mancanti con un canone di affitto compatibile con il reddito medio dei lavoratori e gli alloggi sfitti perchè di costo troppo elevato. Ecco quindi che è possibile un giudizio già da ora positivo sul piano politico e sociale per gli aspetti qualificanti contenuti nella legge che presuppone chiaramente un vero rilancio dell’edilizia pubblica, che riconosce negli enti locali la vera forza motrice per un assetto razionale del territorio. Accanto a tale giudizio positivo è giusto tuttavia far presente alcune riserve o preoccupazioni in ordine a tre aspetti: a) finanziamenti; b) tempi di attuazione; c) possibilità concrete di dare un avvio sollecito alla riforma.