Il servìzio di medicina del lavoro ciò d'igiene, con una valutazione ponderata delle possibilità concrete di attuazione. Esso è solo uno schema, e non è rigido, proprio perchè sappiamo di attraversare un momento di transizione per quanto concerne la regolamentazione della materia sanitaria. D’altra parte non intendiamo porci obiettivi velleitari ma solo una anticipazione di quell’azione di tutela della salute da parte delle comunità locali e degli stessi lavoratori che speriamo venga definita al più presto nelle leggi dello Stato. Affrontiamo questo problema in un momento di difficoltà economiche (ma anche di ricatti economici), dopo una lunga stagione di attacchi non solo verbali ai sindacati e ai partiti democratici. C’è certamente bisogno di ripresa economica. Si sta discutendo di ordine e non c’è dubbio che ci sia nella popolazione un desiderio di rapporti civili più ordinati. Prendiamo per esempio il lavoro. Scrive il prof. Gaffuri: « Se riteniamo, come è giusto, che il lavoro è un elemento insostituibile dell'evoluzione umana, dobbiamo conseguentemente individuare e rimuovere tutti quei fattori, Introdotti neM’organizzazione del lavoro, che disturbano l’equilibrio psico-fisico dell'uomo e minacciano la stessa sopravvivenza della specie ». Se il processo industriale, che pure è fonte di ricchezza, si sviluppa solo secondo la logica del guadagno, trasferisce forzatamente intere popolazioni dal loro ambiente, inquina l’aria e l'ambiente, sfibra gli addetti ai lavori come quelle macchine che l’usura ha ben presto espulso dal ciclo di produzione e ne fa non più degli uomini, ma del materiale per gli ospedali ed i ricoveri, ebbene in questo malessere esiste la causa principale del disordine della nostra società. Nel proporre questo servizio, pensiamo quindi non solo di maggiormente tutelare la salute dei nostri concittadini, ma di dare anche un contributo per rapporti civili più ordinati. NINO ROSSI Assessore all’Igiene e Sanità 10 NELLO ZANIBONI Proposte per la ripartizione del territorio Comunale in Quartieri e per la formazione dei relativi organismi democratici La suddivisione del territorio comunale in quartieri e la creazione dei relativi organi direttivi è prassi che si propone il conseguimento di alcuni obiettivi di carattere politico, organizzativo e pratico. Sul piano politico l’obiettivo fondamentale è rappresentato dalla possibilità di partecipazione diretta dei cittadini alle scelte interessanti la collettività; sul piano organizzativo-burocratico si persegue lo sveltimento di talune pratiche attraverso la delega amministrativa o strumenti similari; infine sul piano pratico si ha la possibilità di una maggiore aderenza degli interventi alle effettive esigenze locali nonché di una più completa e puntuale informazione sulle stesse. LA PARTECIPAZIONE La partecipazione popolare alle scelte di ogni livello in un sistema rappresentativo come il nostro, notoriamente non è facile né frequente. Peraltro, al di là delle implicazioni ideologiche, il sistema rap- presentativo costituisce la soluzione tecnica cui collettività molto vaste non possono fare a meno di ricorrere fintantoché qualche fantascientifico dispositivo che consenta una totale e tempestiva consultazione popolare non sia inventato. La complessità e la specializzazione cui ormai sono giunti i problemi, tuttavia — come ho già avuto modo di rilevare in altra sede — rendono illusoria la possibilità di una effettiva e generale presa di coscienza dei problemi stessi. Esiste comunque il problema di una distribuzione orizzontale del potere nella misura in cui ciò è possibile senza che vengano compromesse l’unità e la solidarietà dell’istituto pubblico che sono condizioni indispensabili per una politica che non può abdicare alle proprie prerogative ed ai propri doveri in ordine alla generalità degli interventi. La partecipazione si pone quindi come modalità che tende a rendere il cittadino sempre più soggetto e non oggetto dell’intervento pubblico sia a livello politico che, ad esempio, economico e socio-assistenziale. L/Ente pubblico dovrebbe quindi accentuare la sua funzione di servizio senza per questo che venga ridotto o annullato il suo ruolo di centro decisionale, responsabile e rappresentativo. Funzione di servizio sociale o meglio funzione di coordinamento, di iniziativa nel campo dei servizi sociali intendendo questi non tanto e non solo come soddisfacimento di bisogni, fatto peraltro molto importante, quanto come sollecitazione a contribuire ad attività produttive a livello creativo, rivolta a tutti i cittadini. In tal senso il servizio sociale assume una funzione educativa in senso lato, contribuendo alla utilizzazione a fini comuni della creatività innata in ognuno ed inserendo ciascuno al posto che gli com- 11