proposte per A questo proposito va ricordato che, mentre Reggio Emilia ha creato 13 quartieri per circa 130.000 abitanti, città come Bologna o Milano hanno dato vita a zone grandi ciascuna come Mantova, ma nelle quali poi si sono ripresentati i problemi dei singoli quartieri. Mi pare che quartieri dai 5.000 ai 10.000 abitanti siano tali da garantire il raggiungimento dei fini suesposti, b) Aspetti urbanistici tali da consentire una buona caratterizzazione del quartiere senza peraltro avallare definizioni capaci di creare ingiustificate graduatorie di valore. 2) COMPOSIZIONE E MODALITÀ' DI FORMAZIONE DEGLI ORGANISMI DI QUARTIERE: Anche per questo aspetto, una volta approvati i criteri informatori verrà presentata al Consiglio una proposta di regolamento della materia. Nel merito occorre considerare che gli organismi di quartiere (che propongo di chiamare consigli, anziché con l'attuale nome di comitati) saranno organismi politici e perciò non è da attendersi, né da augurarsi un disinteresse dei partiti alla loro formazione. Tuttavia appare molto importante, proprio per garantirne la funzione di consulenza e collaborazione con l'Amministrazione, che essi rappresentino essenzialmente la situazione della popolazione del quartiere. Mi pare che un onorevole compromesso in grado di soddisfare entrambe le esigenze di rappresentatività politica e territoriale, possa essere costituito da una norma che preveda una composizione mista dei consigli di quartiere e che pertanto in ciascuno di essi vi siano i rappresentanti politici in numero di uno per ogni gruppo consiliare ed un pari (o maggiore) numero di consiglieri eletti direttamente dai cittadini del quartiere « tra di loro ». Fra questi ultimi poi dovrebbe essere scelto il presidente, per votazione successiva. Fermo restando il principio che ogni membro dei consigli di quartiere partecipa all'attività nella sua veste di cittadino, a prescindere quindi dalla sua attività professionale o da altre caratteristiche, potrebbe essere presa in considerazione l’opportunità di far nominare i rappresentanti politici « dopo » l’elezione diretta di quelli del quartiere e ciò al fine di far confluire nel consiglio di quartiere, ove lo si ritenga necessario, persone che valgano ad integrarlo anche sotto il profilo delle categorie economiche e sociali presenti nel quartiere. I consigli di quartiere dovrebbero normalmente restare in carica per 16 i quartieri il periodo corrispondente al mandato del Consiglio comunale che li abbia in parte espressi. 3) COMPITI DEI CONSIGLI DI QUARTIERE: Stante la normativa vigente, ai consigli di quartiere possono essere affidate solo funzioni consultive, tuttavia mi pare che esista la possibilità di un impegno molto più qualificato, proprio a livello di decisione. E' evidente che per far ciò basta che il Consiglio comunale faccia proprie le decisioni dei consigli di quartiere quando a questi venga affidata, sempre dal Consiglio comunale, la deliberazione di qualche ar- gomento di diretto interesse locale. Ai consigli dovrebbero essere sottoposti in via preventiva i bilanci, i piani poliennali, i provvedimenti di immediato interesse locale che il Consiglio comunale intende promuovere. Successivamente potrebbe essere affidata agli stessi consigli la gestione di servizi comunali quali ad es.: scuole materne, sezioni della biblioteca, assistenza ad altri, non esclusa, sia pure avendo presente la crepuscolarità dell’organizzazione, l'attività dei medici e delle ostetri- che condotte. Totale autonomia dovrebbe naturalmente essere garantita in ordine alla attuazione di ricerche, di consultazioni della base popolare, di iniziative quali dibattiti, conferenze, eccetera. Tale autonomia potrà trovare concreta espressione nello stanziamento di appositi fondi da parte deM'Amministrazione comunale. 4) RAPPORTI TRA AMMINISTRAZIONE E ORGANISMI DI QUARTIERE: A parte quanto esposto sopra possono essere previsti contatti sistematici tra l’Amministrazione comunale ed i consigli di quartiere. L’Amministrazione dovrebbe servirsi all’uopo dell’assessore al decentramento assistito dalla competente Commissione consiliare (potrebbe anche essere la stessa prevista per la programmazione). Si può prevedere la possibilità di far partecipare alle sedute del Consiglio comunale anche i presidenti dei consigli di quartiere, con funzione consultiva, quando la materia lo richieda. Inoltre dovrebbe costituirsi l’assemblea dei presidenti con cui effettuare le consultazioni per materie di interesse generale (es. bilancio, piani pluriennali, P.R.G. ecc.). Naturalmente più strette forme di contatto dovrebbero essere pre- 17