di Palazzo Cavrianì. L’apparente arcaizzare della tela di Perseo, nella sua enfasi teatrale, nel ricorrere di fastosi moduli cinquecenteschi, può essere interpretato come particolare reazione del Marchesi all’ambiente locale, alla cultura mantovana; soprattuto alla tradizione di Giulio Romano, che dovette apparire, nel suo aspetto più « asiatico », congeniale all’assunto narrativo e scenografico del Marchesi. Dott. Prof .ssa CHIARA TELLINI PERINA 1. La tela risulta essere data in deposito dal Palazzo Ducale di Mantova (cfr. L. OZZOLA. Si ignora l’originaria destinazione del dipinto. 2. Si vedano i libri IV e V delle « Metamorfosi » di Ovidio. Inoltre: Enciclopedìa dell'arte antica classica c orientale, voi. VI, p. 66 6 3. ORETTI, Ms B 134 c. 11. 4. C. TELLINI PERINA, Giuseppe Bazzani, Firenze, 1970, pp. 39-40, 73. 5. Josué, 10, 12. L. RÉAU, Iconographie de l’art chrétien, Paris, 1956, voi. I, t. Il, p. 225. 6. Giudici, 15, 14-17. 7. Re, 18. 8. Jud. 13, 11. 9. R. ROLI, Per la pittura del Settecento a Bologna: Giuseppe Marchesi, in Paragone, 1971, n. 261 ss. Colgo l'occasione per ringraziare il prof. Roli che ha autorevolmente confermato l'attribuzione al Marchesi delle opere qui presentate. 10. ROLI, cit. tav. 30 a. 11. E. MARANI, In Mantova: le Arti, voi. Ili, Mantova, 1965, p. 221; A.M. MATTEUC-Cl, Carlo Francesco Dotti e l'architettura bolognese del Settecento, Bologna, 1969, pp. 35, 55-57. 7