una valida testimonianza di architettura rinascimentale minore è andata irrimediabilmente perduta. Casa di via F.lli Bandiera n. 8-10-12 Nel 1970, durante i lavori di restauro alla facciata dell'edificio contrassegnato dai numeri civici 8-10-12 di via F.lli Bandiera sono venute alla luce importanti tracce di aperture collocabili attorno i secoli XIII e XVII. Vistose, anche se incomplete, esse constano in due ghiere con bardellone contigue, una ad arco ribassato e l'altra a tutto sesto, appartenute a due antichissimi ingressi, più una serie di sguanci corrispondenti al primitivo ordine di finestre al piano terreno oltre a due archi di scarico sovrapposti. Alcuni lembi di decorazione, anche questi amorosamente rimessi in luce, sono quanto resta della ricchissima affrescatura rinascimentale oggi purtroppo quasi totalmente scomparsa. Per la storia, questa casa, nei secoli più vicini, fu dimora gentilizia e parte di essa sorge al posto dell'antico oratorio di S. Maria Gentile o dei S.S. Innocenti demolito nel 1786. Nel medioevo fu sede della confraternita della Morte, la compagnia di laici dalla terrificante veste che aveva il compito di accompagnare al patibolo i condannati. Parte delle tracce rinvenute sono dunque collocabili a questo periodo e la immediata contiguità delle due ghiere lascia presumere debba trattarsi, una del portale deM’oratorio e l’altra dell’ingresso alla sede della confraternita, in contrasto con le convinzioni fino ad ora accettate, le quali collocano il ciclo evolutivo della chiesa al completo pressappoco dove ora c’è il numero 8. Il ripensamento è dato dalla presenza in questo punto del muro medioevale di confine appartenente al contiguo edificio numero 6 ed ora visibile nella grande soffitta, il quale essendo estremamente curato « a vista », caratteristica tipica delle superfici esterne, induce a ritenere probabile il trasferimento degli attributi religiosi dal presunto oratorio situato dove ora si apre il numero 12 alla sede costruita « ex novo » su area rimasta libera fino al 1614. Ad attestare poi con una certa efficacia non la demolizione totale, bensì l'assorbimento delle strutture della chiesa seicentesca avvenuto per l’ampliamento della casa in argomento nel 1786, stanno gli archi di scarico messi in evidenza e che originariamente si sovrapponevano alle piattabande del portale d'ingresso e del finestrone, come pure le tracce dei due spioventi del cornicione ed infine un discretamente leggibile frammento di fregio pittorico ad ovuli che segnava l’arco della volta interna. La scoperta di questi significativi elementi indispensabili per una precisa indagine architettonica del pregevole edificio, è dovuta alla veramente encomiabile passione del nobile Ippolito Cazzaniga Donesmon-di, gelosissimo custode di un considerevole archivio di documenti riguardanti la storia della nostra città, il quale già in passato diede prova della sua squisita sensibilità riportando alla luce in alcune sale interne uno stupendo ciclo d’affreschi in parte di sapore mantegnesco, probabilmente avente per tema le quattro Repubbliche Marinare. Oltre al doveroso elogio al nobile Cazzaniga Dosnemondi per l’opera di restauro veramente encomiabile, una nota di assenso è pure meritata dall’impresa edile Gobbi e Ratti, esecutrice materiale dei lavori, 34 la quale con vera capacità ha saputo validamente interpretare e tradurre i più limpidi dettami della difesa e valorizzazione deN'arte. Casa di via F.lli Bandiera n. 17 Sempre nel 1970 fu finalmente posto mano a quella stupenda casa al n. 17 di via F.lli Bandiera dalle molteplici e preziose tracce di più epoche. La facciata, scrupolosamente restaurata, è riapparsa nel suo rinnovato splendore ripresentando vivi tutti gli elementi pittorici ed archi-tettonici che precedentemente venivano male identificati. Sono state rivalorizzate le due ghiere trecentesche che innanzi i lavori facevano capolino da uno squarcio d’intonaco, come pure altre parti di ghiere venute alla luce dalla rimozione di calcinacci. Motivi dominanti del restauro in parola restano comunque i lembi d’affresco, lodevolmente vivificati i quali testimoniano con estrema eloquenza lo splendore trascorso dell’edificio. Pur nell’apparente scomposizione essi rendono sufficientemente l’idea dell'originaria affrescatura della facciata il tema della quale consisteva in una elaboratissima trabeazione con putti e festoni sostenuta da colonne distanziate su un fondale ad anelli concatenati. Una squisita opera del pieno rinascimento nella quale non sembra estraneo il gusto mantegnesco. Casa di Via F.lli Bandiera. Prima del restauro. 35