istanza e ad ogni livello si adagiano nell’inerzia delle tendenze naturali e nella pura espressione verbale, collocandosi così, di fatto, nella sfera dell’interesse del capitale e non certo in quella dei cittadini lavoratori. La data del 1° aprile rappresenta per noi un momento di verifica di tanti discorsi e di tante promesse. E’ un elemento anche di nostra partecipazione attiva e di richiesta non solo per lo sviluppo Industriale ma per tutte le conseguenti infrastrutture di servizio essenziali che favoriscono la localizzazione e l’espansione delle attività produttive. Urbanistica - Piano regolatore generale e piani particolareggiati Come ci prepariamo noi all’ipotesi dell’assetto territoriale e quali strumenti possiamo usare? Anzitutto con la revisione del Piano Regolatore che organizzi i territori non solo del Comune di Mantova, ma anche dei Comuni del comprensorio. Il comprensorio che costituisce l’interland del capoluogo si va ormai definendo in una cerchia di comuni confinanti che finora hanno retto abbastanza bene il livello anagrafico di aumento di popolazione per riflesso immediato della vicinanza col capoluogo, e in una ulteriore cerchia di comuni che invece denunciano la flessione anagrafica per effetto dell'esodo dall’Agricoltura. Essi sono: il capoluogo, Bagnolo San Vito, Bigarello, Borgoforte, Castelbelforte, Castel d'Ario, Castellucchio, Curtatone, Goito, Marmirolo, Porto Mantovano, Rodigo, Roncoferraro, Roverbella, S. Giorgio, Villimpenta, Virgilio. E’ una scelta questa che dovrà essere liberamente accettata dai vari Comuni, nella propria sfera di autonomia e che non costituisce solo una formula, ma un nuovo modo di prevedere, un nuovo modo di pensare. Possiamo dire che la completa maturazione della visione compren-soriale di per se stessa giustifica il ritardo della revisione del Piano. Non andremo a ricercare la formula del piano intercomunale completo ed assoluto che sappiamo per esperienze altrui, di difficile e faticosissimo varo, ma uno schema per linee essenziali, tuttavia sufficienti, per costituire II lembo mantovano di assetto territoriale che i mantovani hanno il diritto prioritario di prevedere e di organizzare. Anzitutto la scelta delle localizzazioni industriali, la cosidetta zona industriale, oggi chiusa nei limiti territoriali del Comune, che dovrà invece articolarsi per tutto il comprensorio spingendosi proprio verso quelle zone che con l'esodo dall'agricoltura stanno subendo una sensibile flessione. Eviteremo così il pericolo di un sia pur piccolo concentramento di iniziative che non riuscirebbe a salvare il paesaggio mantovano, l'ecologia e aggraverebbe il pericolo degli inquinamenti. Gli insediamenti abitativi terranno conto di quelli industriali anche se fuori del nostro Comune, onde evitare il più possibile inutili e costosi pendolarismi. La salvaguardia di alcuni aspetti del paesaggio mantovano avrà così modo di espletarsi più facilmente anche con veri e propri vincoli formali. La direzione della viabilità maggiore e minore avrà modo di essere facilmente verificata e concordata. Ouesti quattro elementi essenziali potranno costituire l’ossatura del nostro assetto territoriale comprensoriale ed essere solida base per concordate distribuzioni di servizi, con formule consortili, secondo le esigenze delle popolazioni. L’intervento pubblico, sia nel campo dei servizi ed infrastrutture, sia nel campo della casa (intesa come servizio sociale), sia nel campo 6 degli insediamenti produttivi, è lo strumento prioritario di attuazione del Piano, nella prospettiva di una reale gestione pubblica deN'uso del suolo. La fase di elaborazione del Piano deve costituire già fase di gestione e di pianificazione continua attraverso la costante integrazione fra scelta politica e verifica tecnica. Ed è proprio in questo senso che dovrà inserirsi fin dall'inizio un vero processo di partecipazione, e non di mera consultazione, di tutte le forze, ed ai vari livelli. L'esaltazione del ruolo e della funzione dei quartieri come struttura organica della città nella visione comprensoriale, dovrà rappresentare la base di partenza di questo processo di partecipazione alle scelte per il futuro di Mantova e delle sue genti. Il nuovo Piano Regolatore di Mantova viene quindi focalizzato su un ben più vasto territorio del precedente, il cui assetto si basa prima ancora che su una delibera formale, su un accordo politico amministrativo, sul quale potranno facilmente convergere le singole Amministrazioni. Noi non conosciamo i tempi e i termini di un Piano di assetto territoriale lombardo. Ma sappiamo che saremo presenti quando la tessera mantovana verrà inserita nel mosaico regionale, per l’armonizzazione del quale potremo anche pagare un prezzo ragionevole, prezzo che non sia comunque quello del ristagno e della depressione. Contemporaneamente al Piano Regolatore Generale poniamo mano ad una serie di piani particolareggiati che ci permettano di liberalizzare anche iniziative edilizie private, al di fuori della speculazione, nei limiti in cui la città mantenga il suo profilo storico, le corrette cubature e non venga quindi snaturata. Ma con lo sforzo tuttavia di reperire le aree necessarie per i servizi pubblici essenziali di cui, col tempo, qualche comparto sente la carenza. Il problema grave da risolvere è il settore dell'ediIizia che sul piano dell’occupazione tende a livelli bassissimi. Pensiamo che, sia pure con dosaggio assai diverso dal passato, accanto alla componente pubblica, di cui ci occuperemo fra breve, anche una corretta iniziativa privata, possibile a termini di legge, possa continuare ad essere presente. Fermo restando il principio per noi irrinunciabile (e la stessa legge « ponte » ha voluto ribadire con estrema chiarezza) che nessuna operazione di trasformazione edilizia o urbanistica di un certo rilievo, può avvenire in mancanza di uno strumento pianificatorio particolareggiato. Con i piani particolareggiati si tratta, in sostanza, di sollecitare un rilancio urbanisticamente corretto deM'attività edilizia, in difesa della occupazione. Sono, a tal fine, già state individuate alcune zone: S. Leonardo - ex Ghetto - Borgochiesanuova - Cittadella - Lunetta Frassine - attuale Macello - ex Ceramica - Valletta Vaisecchi. Occorre sollecitare un'indilazionabile opera di risanamento e rivi-talizzazione di quartieri di rilevante interesse storico ed artistico che costituiscono parte fondamentale del nucleo storico, per consentire un loro reinserimento efficace aH’interno del contesto urbanistico di Mantova. E’ proprio di questi giorni la notizia che la Regione intenderebbe riservare una quota parte dei finanziamenti che perverranno sulla nuova legge per la casa per un intervento pilota di risanamento dei centri storici (come del resto previsto dalla legge stessa). Non conosciamo 7