ancora tempi e modi; basti pensare alla necessaria istituzione di un comparto in base alla « 167 »! Ma sarà nostra cura seguire con attenzione tale possibilità provvedendo in merito tempestivamente. Mantova crediamo possa essere ritenuta sede idonea per tale intervento. Poiché i tempi per la revisione del Piano Regolatore Generale sono più lunghi di quelli dei piani particolareggiati, pur partendo insieme, i piani particolareggiati si potranno avere più rapidamente e con essi gli effetti positivi. D'altra parte i criteri seguiti nella scelta delle aree da sottoporre alla elaborazione dei piani particolareggiati hanno tenuto conto del grado di compatibilità con la revisione del Piano Regolatore Generale valutando un largo margine di sicurezza nella stabilità urbanistica delle aree interessate. Questa revisione e questi studi del Piano Regolatore Generale e dei piani particolareggiati trovano finanziamento nel bilancio e possono senz’altro ritardo essere iniziati con l’affidamento degli incarichi, di cui porteremo proposta, e che discuteremo ed approveremo, entro marzo aprile. CASE E COSTO D’INURBAMENTO La nuova legge sulla casa e la precedente « 291 » pongono aliquote di pubblico denaro e finanziamento dell’edilizia come grossa componente della ripresa della occupazione edile e di tutta l'industria e l’artigianato che vi ruotano attorno. Ma soprattutto si delinea un preciso collegamento fra costruzione di appartamenti e spesa per servizi di primo inurbamento. Abbiamo sempre denunciato questa mancanza di mezzi adeguati in dotazione agli Enti Locali, causa prima dello squilibrio nei servizi pubblici dei quartieri periferici di recente e anche meno recente costruzione. Con la nuova legge il Comune è in grado di ricuperare questo costo. Sono all’ordine del giorno del Consiglio comunale le richieste dei terreni che il Consiglio stesso deve assegnare, attraverso anche espropriazione, richieste fatte dall’I.A.C.P. e Cooperative per centinaia di alloqgi in Lunetta Frassino, Colle Aperto, Borgo Chiesanuova e zona Ex Eridania. Da parte nostra abbiamo chiesto l’assegnazione di un mutuo a tasso agevolato di circa un miliardo (che trova riscontro in bilancio) per provvedere tempestivamente alla prima urbanizzazione. Per prima urbanizzazione si intende come loro ben sanno, strade, fognature, luce, acqua, gas. Restano quindi esclusi servizi essenziali come scuole, trasporti per cui bisognerà provvedere in tempo e diversamente, dato il silenzio sul prolungamento della legge dell’edilizia scolastica ormai scaduta. L’edilizia sovvenzionata costituirà il pilastro più forte, d’ora in avanti, che assieme all’edilizia privata fronteggerà il problema della ripresa della occupazione edile. La Regione, dalla quale ora dipendono i Provveditorati delle Opere Pubbliche, con i decreti delegati che entreranno in vigore il 1 aprile, ha la dotazione di fondi per l’edilizia sovvenzionata in Lombardia e non potrà non tener conto delle esigenze mantovane. E' una grossa battaglia e già si ventilano cifre e suddivisioni, non ancora ufficiali, dove ogni ragione è valida, non esistendo ancora un piano di assetto territoriale lombardo che dovrebbe logicamente stare a monte di ogni altra decisione e dell'assenza ci rammarichiamo. TRASPORTI E VIABILITÀ’ Il bilancio che presentiamo trova per i trasporti un impegno decisamente più forte degli scorsi anni. Assieme ad un raddoppio (da 40 a 80 milioni l'anno) di contributo all’A.P.A.M., per la gestione delle linee urbane, abbiamo collocato nella parte straordinaria un primo impegno di carattere promozionale (cento milioni) per la creazione di un Consorzio con i vari Comuni della Provincia e con l’Amministrazione Provinciale. Consorzio alla cui gestione parteciperemo sia nella fase decisionale oltre che nella caratura di contributo da prestabilire. La pubblicizzazione dei trasporti in tutta la Provincia, che l’Amministrazione Provinciale ci indica come problema incalzante, ci trova perfettamente consenzienti. L’obiettivo di pubblicizzare tutti i trasporti della provincia è problema di grande momento e di grande sforzo finanziario. Occorrerà un piano pluriennale, forse decennale. Diciamo subito però che occorre siano mantenuti, possibilmente aumentati, quei contributi oggi assegnati ai concessionari. La Provincia attende da tempo il trasferimento delle concessioni. Alcuni concessionari, visto l’assottigliarsi degli utenti, la scarsa remunerazione delle tariffe, sono disposti a cedere la concessione. Ci interessa la pubblicizzazione dei trasporti, ma non siamo disposti ad entrare in un Consorzio che erediti dai concessionari solo dei debiti, o meglio quelle linee che passano dall’attivo al passivo ed esattamente nel momento in cui il concessionario si è intascata l'ultima lira di reddito (che non è poi reddito, ma contributo dello Stato). Affrontiamo un piano di pubblicizzazione dei trasporti in cui gli Enti Locali siano trattati, per lo meno, ai livelli dei concessionari, cosa che fino ad ora non è avvenuta. Un piano quindi di trasferimento delle concessioni agli Enti Locali dove ci sia annualmente il buono e il meno buono. Un piano che non sia fatto per i concessionari - pronti, quando è il momento, ad andarsene in punta di piedi. Confidiamo che la Regione, che oggi, per gli accennati decreti delegati, si occupa anche dei trasporti, possa facilitare l’operazione della pubblicizzazione sia sul piano dei contributi, sia sul piano dei trasferimenti di concessione, per cui noi auspichiamo la formula del-l'esproprio. Naturalmente: collegamenti tra i vari Comuni e col Capoluogo vanno visualizzati in una integrazione con le ferrovie i cui impianti fissi costituiscono un patrimonio imprescindibile per la soluzione globale del problema. Occorre perciò riconfermare il ruolo delle ferrovie per le quali troppo si è parlato di rami secchi. La soluzione data alla stessa Ferra-ra-Suzzara-Parma-La Spezia, per cui si temeva la soppressione, indica la validità del potenziamento dell'impianto, già deciso, e della pubblicizzazione. Il problema della stazione delle autocorriere troverà, nella revisione del Piano Regolatore, la sua dimensione e la sua localizzazione con possibilità quindi anche di trasferimento dalla posizione attuale. Il discorso della pubblicizzazione fatto con la Regione dovrà quindi mettere a punto le esigenze interne della provincia, ma dovrà altresì esaltare la posizione della provincia in un sistema di interessi interregionali. L'A.P.A.M. potrà essere valido strumento di programmazione in 9