a) inizio dei lavori per la realizzazione del Palazzetto dello Sport. Al riguardo va precisato che è stata espletata senza esito la prima gara di appalto dei lavori. Si procede quindi a licitazione privata chiedendo un ulteriore contributo al Coni. Sembra superfluo qui ricordare che il Palazzetto non è uno strumento destinato ad una « elite » nè occasione di esclusivo spettacolo, bensì un complesso atto a consentire la più larga possibile partecipazione alla pratica dello sport dilettantistico. b) Elaborazione di un piano di insediamenti sportivi, territorialmente articolati secondo le esigenze dei quartieri e zone cittadine. E' in corso lo studio relativo alle aree da utilizzare. In tale contesto verrà potenziato il nucleo esistente — quello del campo C.O.N.I. — ove già funzionano impianti di calcio, di tennis e di atletica leggera — realizzandovi una palestra destinata al gioco della pallacanestro e della pallavolo. Il relativo progetto, già predisposto dall'Ufficio Tecnico, verrà quando prima portato in Consiglio co munale. c) Sollecita realizzazione delle palestre previste dal capitolo relativo alla scuola dell’obbligo. Tali impianti destinati essenzialmente a favorire una più intensa pratica dello sport nella scuola, verranno nel contempo utilizzati — fuori dall’orario scolastico — anche dai molti cittadini che si dedicano al dilettantismo attivo. Tali direttrici sono scaturite dalla consultazione instaurata, tramite la Consulta comunale dello sport, con tutti gli operatori sportivi mantovani che giustamente, essendo i primi e diretti interessati alle scelte che l’Amministrazione compie in materia, debbono partecipare, come vi hanno partecipato, portando il prezioso contributo della loro appassionata e qualificata competenza. Nel quadro del riammodernamento della Piscina » E. Dugoni », che comporterà una spesa di 8 milioni di lire, si studierà il modo di allargare la vasca coperta da 18 a 25 metri, onde renderla più rispondente alle crescenti esigenze del settore agonistico e ricreativo del nuoto. UNIVERSITÀ' Il 1972 dovrà essere l'anno in cui si decide per la facoltà universitaria a Mantova. Non come tipo di industria, non con la presunzione di arrestare automaticamente la fuga dei giovani cervelli dalla città, ma semplicemente e più chiaramente come fatto culturale che è pur sempre un valido punto di partenza per combattere uno stato di arretratezza economico e sociale. Quest’anno la proposta fa un passo in avanti e prende forma più precisa: l'Università di Parma è pronta a riconoscere la piena autonomia della iniziativa e propone agli Enti Locali mantovani un corso di laurea di tipo umanistico con specializzazione in arti visive. La proposta comporta: l’approntamento di una sede adeguata per spazi ed attrezzature didattiche, scientifiche e sociali che costituisca nella città un polo culturale in cui la città stessa possa riconoscersi, un largo consenso possibile delle forze politiche e sociali della provincia; la definizione di un’area di gravitazione e il reperimento dei mezzi finanziari necessari per il funzionamento dei corsi, naturalmente in diminuzione per le tasse d’iscrizione che vanno incamerate. 20 Parlando di arti « visive » qualcuno già lo scorso anno l’ha banalizzata definendola la facoltà dei « vetrinisti ». Ci pare invece che essa sia cosa estremamente seria che scaturisce dalla situazione dei mezzi di comunicazione della nostra società che sono ormai prevalentemente visuali e non letterari. La solida struttura delle discipline ne garantisce la serietà. Vengono proposte come materie fondamentali comuni: letteratura italiana, storia della filosofia, due lingue straniere, estetica, psicologia della percezione, sociologia, istituzioni di storia deM’arte antica, deM'arte medioevale, dell’arte moderna e contemporanea, della critica d’arte, storia dell'architettura e dell'urbanistica. In caso di indirizzo contemporaneo: teoria della comunicazione visiva, storia dell’arte contemporanea, della fotografia, del cinema, della tecnica del design, urbanistica. Seguono altre trentacinque discipline complementari. Tale proposta la Giunta non pensa di dover accantonare, ne ripropone la spesa in bilancio e ne riproporrà presto il Consiglio il tema in tutta la sua ampiezza, proprio perchè pensa che in una città come la nostra e come tante altre si corre il pericolo che la pubblicità dei negozi, le insegne, la città « falsa » di plastica e di luci al neon sommerga la città reale degli abitanti falsandone ogni valore e rendendo la vita degli stessi abitanti sempre più complessa, più disarticolata, più inumana. La facoltà potrebbe trovare sede adeguata nel fabbricato dell'ex Orfanotrofio maschile di via Frattini, senza voler pregiudizialmente scartare altre ipotesi. AEROPORTO Il Consorzio per l'Aeroporto ha iniziato il suo iter togliendo alla città l'incubo di perdere l'aeroporto; ma lo sforzo degli Enti Locali evidentemente non può fermarsi ed esaurirsi nel puro semplice salvataggio della pista. Si tratta di potenziarlo e di concordare una linea di indirizzo che definisca la funzione del collegamento aereo con le altre città. Noi siamo del parere che l’idea del trasferimento della pista in località Streggia sia ampiamente superata. Anzitutto il costo dell'operazione è altissimo e di difficoltà formali (occorre una legge speciale). D’altra parte la tecnica moderna punta sul decollo breve e non nelle lunghe piste per aeroporti nazionali. Il Quartiere previsto nel vecchio Piano Regolatore Generale supera le più ottimistiche previsioni di dilatazione della città (15-20 mila persone) che se si deve dilatare si dilaterà in senso comprensoriale più che non comunale. I terreni agricoli da espropriare hanno valori ancora molto alti, né d’altra parte si può puntare su valori alti dell'attuale Migliareto come area di fabbricazione perché questo contraddice tutta l’attuale politica urbanistica e della casa. Siamo quindi convinti che la pista aeroportuale possa restare dove comoda alla città, con possibilità di potenziamento e di allungamento a sud con spese di contenuta proporzione. Per effettuare questo potenziamento, tuttavia, occorre che tale variante, tale scelta, sia urbanisticamente verificata (magari come una delle prime decisioni del nuovo Piano Regolatore) e che sia verificata la persistenza o meno, nelle vicinanze, del comparto della « 167 » per cui ancora non ci sono state richieste di assegnazione. Lo scoperto di cassa per l’acquisizione del terreno dell’ex campo di Marte sarà trasformato in mutuo. 21