di funzionare nel 1972. Cercheremo le sedi per l’attività degli organi del decentramento e vi collocheremo quei servizi che la vita autonoma del quartiere richiederà e quelli che il Consiglio comunale riterrà di decentrare. C’è attesa per questa realizzazione, c’è attesa nella popolazione, nei partiti politici, nel Consiglio e nella Giunta. Essa non sarà delusa e contiamo che difficoltà non ci vengano dagli Organi tutori dai quali ci attendiamo la manifestazione della loro sensibilità ad un problema, ad un modo di essere della democrazia che non può essere più rinviato. Naturalmente i 10 milioni hanno una precisa destinazione che è quella relativa al funzionamento degli organi periferici e dei relativi centri civici. Occorre però che i centri civici ci siano e se intendiamo per centri civici non tanto e non solo le quattro stanze in cui si svolge l’attività del Consiglio di Quartiere o di qualche ufficio comunale decentrato, ma anche altre strutture, altri servizi sociali di quartiere che, nel loro complesso costituiscono un centro civico autentico, queste strutture vanno create. Ebbene per questa dotazione il Bilancio espone una cifra di 100 milioni. E’ chiaro che trattandosi di un mutuo l’ammontare deM’esposizione è di relativa importanza. Altrettanto chiaro però è che questi 100 milioni saranno un primo banco di prova su cui si eserciterà la funzione di scelta e di proposta dei Consigli di Quartiere che si costituiranno. Abbiamo tentato di offrire una lettura in chiave programmatica del Bilancio 1972. Crediamo di aver messo in luce alcune linee di sicuro interesse che non sono delle semplici enunciazioni ma che spesso hanno dietro già qualcosa di impostato e di avviato e di cui vedremo prossimamente gli sviluppi. Come dicevamo il piano predisposto dal Governo per il 1971-75 sta per essere reso di pubblico dominio. Entro sei mesi dovremmo avere anche le prime linee del piano regionale. Contiamo di trovare neM’uno e nell’altro elementi per guardare avanti con maggiore fiducia. Siamo pronti a dare il nostro contributo di proposta e di critica affinchè il discorso su Mantova sia, una volta tanto, un discorso serio e non vuoto. APPENDICE Questo Bilancio avrebbe dovuto conoscere gli effetti della riforma tributaria approvata dal Parlamento. Ma come tutti sanno gli slittamenti della stessa nel tempo restituiscono la parte relativa alle entrate alla sua forma consueta. Il documento comunque reca già l’indicazione di quelle voci che subiranno in seguito i mutamenti previsti. Poiché, come è noto, l’attribuzione della quota di tributi agli Enti Locali si baserà sulla somma effettivamente incassata neM'anno di riferimento, l’Assessorato ai Tributi ha compiuto uno sforzo per garantire nel 1972 un gettito consistente. Dicevamo che i 600 milioni di imposta di famiglia rappresentano una cifra realistica e garantita. Riteniamo utile presentare qui una tabella che riporta la situazione stessa al 25 ottobre 1971 e l’aggiornamento delle cifre globali al 31 dicembre, dalla quale si evince che la nostra precedente affermazione ha un preciso riscontro contabile, qui riportato. 36 IMPOSTA DI FAMIGLIA 1971 - SITUAZIONE AL 25-10-1971