GETTITO IMPOSTA DI FAMIGLIA 1971 SITUAZIONE AL 31 DICEMBRE 1971 Gettito Ruolo Principale 1971 (riscossione febbraio 1971) .... Gettito Ruolo Suppletivo II S. 1971 (riscossione agosto 1971)....................... Gettito Ruolo Suppletivo I S. 1972 per il 1971 (riscossione febbraio 1972) .... Ricorsi concordati dal 25-10 al 31-12-1971 . Presunto maggior gettito ricorsi pendenti (n. 83) Presunto gettito partite accertate (n. 359) . L. 428.834.280 L. 4.431.110 L. 123.427.120 L. 4.266.035 L. 30.000.000 L. 6.500.000 L. 597.458.645 38 Gli interventi dei rappresentanti i gruppi consiliari Geom. GIANNI LUI - P.C.I. Il geom. LUI — intervenendo a nome del gruppo comunista — dopo avere lamentato il grave ritardo con il quale la Giunta portava in discussione il bilancio di previsione per il 1972, conseguenza questa della ennesima crisi manifestatasi nella coalizione di centro-sinistra, e aver criticata la decisione dei socialisti di avere dato pubblicità e rilievo ad un documento per poi rimangiarsene i contenuti più significativi e tali da poter aprire un serio dibattito tra le forze politiche mantovane, ha così proseguito: «Nella relazione della Giunta si fanno gravi concessioni alla tesi tanto cara a quanti, di fronte alla crisi politica, economica e istituzionale che pesa sul Paese, lanciano generiche accuse ai partiti politici e alle istituzioni, anziché dire chiaramente alla gente che le responsabilità dell’attuale grave situazione sono della D.C., nel suo gruppo dirigente oltranzista e nella destra economica e parassitaria. Che senso ha dire, come è detto nella relazione della Giunta, che siamo ” in presenza di uno diffusa e voluta reazione alla politica delle riforme e alle conquiste dei lavoratori ” e che è ” ancora disatteso uno dei più grossi problemi del nostro Paese, quello del riequilibrio tra compiti e possibilità degli Enti Locali ”, senza dire da che parte viene questa reazione alla politica delle riforme, chi è il responsa- bile della grave paralisi degli Enti Locali e quali risposte dà la D.C. a questi pericoli? E’ questo il dato politico sul quale bisogna fare chiarezza, perché è da queste mancate risposte, quindi dalle scelte che si sarebbe dovuto assumere, che è dipeso il fallimento del centro-sinistra ed il fallimento di ogni illusione di rinnovare, con questa Democrazia Cristiana, la nostra società. A nessuno può sfuggire la gravità di una crisi che ha la sua origine in una D.C. che, spostandosi caparbiamente a destra, nessun contributo vuole dare per il suo superamento; in un P.S.D.I. che sta scrivendo un’altra pagina nera da aggiungere alle altre che i lavoratori italiani non hannno certo dimenticato (e che qui a Mantova pare trovi la sua logica espressione nel sen. Darè) e in un P.R.I. più che mai intento a rinnegare certe sue componenti democraticistiche. Da anni noi comunisti sosteniamo che la presenza di una Democrazia Cristiana schierata su posi- zioni di destra e legata alle forze della conservazione e dell'anticomunismo più stantio ha fatto assumere al centro-sinistra locale un ruolo di mediazione delle scelte nazionali, anche quando queste contrastavano chiaramente con i bisogni della nostra popolazione. Ouesto ruolo il centro-sinistra mantovano continua a svolgerlo anche oggi, tentando di darne addi- rittura una giustificazione pseudo-filosofica ed economica. E’ scritto infatti nella relazione dell’Assessore Zaniboni ” Noi non abbiamo il potere di far venire qui le industrie; non ce l’ha nemmeno la Regione e, In fondo, non l’ha nemmeno lo Stato ed è bene che sia così perché l’autonomia imprenditoriale è una componente dello sviluppo cui non si può rinunciare ". E contìnua più avanti l’Assessore; ” La concentrazione degli insediamenti produttivi che si è sino ad ora verificata, e contro la quale abbiamo levato la nostra protesta (con quanta convinzione ore lo si vede!), ha come ognuno sa dello giustificazioni di ordine economico che difficilmente possono essore totalmente negate Come si vede, anche a Mantova la Involuzione a destra ò sempre più accentuata o gravo, o non vediamo come I compagni socialisti la possano avallare. Dall'originario documento socialista alla odierna relazione della Giunta, anche l’Impegno antlfaslntu ha perso ogni credibilità ciò non solo per l'assurda tesi degli - opposti estremismi », ma perché nessuna delle due relazioni (e sono queste che contano, non i numerii) si sostanzia della convinzione che oggi si sbarra la strada al neofascismo ed ai suoi protettori, che sono nei grandi gruppi di potere, solo con un profondo processo che trasformi e rinnovi gli istituti democratici e che faccia partecipare e decidere le grandi masse organizzate. In sostanza il discorso è di quale tipo di governo, di come governare e di quali scelte concrete fare. Una questione emerge poi su tutte: quella del modo di governare che afferma un principio nuovo teso a rovesciare gli schemi tipici e tradizionali del modo burocratico e accentratore dì amministrare. E’ su questo terreno che noi voaliamo questa sera riproporre una considerazione critica e autocritica della decennale esperienza di centro-sinistra. Dieci anni sono un arco di tempo più che sufficiente per fare un bilancio serio sugli effetti diretti e indiretti della gestione comunale di centro-sinistra, sulla sua volontà e capacità dì fare delle scelte e sulla sua reale disponibilità alla partecipazione dei cittadini. Volendo fondare questo giudizio non sulla facile polemica, ma su elementi di fatto concreti, talché ne sia difficile la smentita, siamo andati a rileggere i bilanci dal 1960 e 1961 e dal 1962 e1963 per vedere quali problemi erano maturati e posti in essere dalle Giunte di sinistra; quali problemi le Giunte di cen- tro-sinistra hanno immediatamente abbandonato e quali altri, infine, il centro-sinistra sì è trascinato per 10 anni senza risolverli, anzi, aggravandoli ». A questo punto il consigliere Lui ha parlato dello sviluppo industriale della città, della zona annonaria, della azienda centrale del latte, del nuovo ricovero, dell'area ex-Migliaretto, della edilizia scolastica, del porto e dei laghi di Mantova, dell'autostazione per le corriere, delle strade di circonvallazione della città e della situazione deficitaria del bilancio comunale, per ricordare quale grave scarto si sia verificato tra i probeimi reali della società mantovana e l'attività politico-amministrativo della Giunta d centro-sinistra. tra gli impegni che la stessa si era più volte assunti e la mancanza di quei servizi per la cui realiz- zazione la Giunta si era impegnata. « Ma il giudizio critico che esprimiamo del centro-sinistra locale — ha continuato il geom. Lui — è ancor più negativo di quanto non appaia dalla panoramica dei problemi citttadini, per due motivi: 1) Nel momento del passaggio dalla sinistra al centro-sinistra Mantova era una città vìva, nella quale erano impostati ed avviati a soluzione i suoi più importanti problemi economici, sociali e culturali (si era in piena mostra « Mantegna »). Il centro-sinistra non partiva da zero, eppure tutto si è arenato. 2) Il decennio trascorso non è stato un periodo in cui la società abbia nel suo complesso cammi- nato lentamente; al contrario, è stato un periodo dì grandi cambiamenti, di rapide trasformazioni per cui « l'aver perso il treno, l'essere rimasta ferma » è stato ancora più grave per le ripercussioni che si sono avute nel suo sviluppo economico e sociale. 39