Si può affermare, polemicamente, che Mantova « è morta » proprio con la mostra del Mantegna. Tutto questo è stato conseguenza dell'affermarsi alla direzione del potere locale di una Democrazia Cristiana che, per i suoi orientamenti e per le sue componenti, si è solo caratterizzata all'insegna del clientelismo. Qualcuno poteva anche credere, in buona fede, che nel 1962 la scelta di centro-sinistra avrebbe consentito alla nostra città ed alla sua provincia di andare avanti più speditamente sulla strada del riscatto economico e del progresso civile; ma dopo questo decennio crediamo che la buona fede non possa più essere concessa a nessuno. Mantova ha sufficientemente sperimentato cosa può dare il centro-sinistra per cui continuare in questa scelta in presenza di una chiara e logica alternativa ci pare solo « suicidio politico ». Questa lunga analisi ci è parsa necessaria non solo per far riconsiderare autocriticamente la loro esperienza quanti, dentro o fuori del Consiglio, hanno umiliato sè stesso in questo rapporto con la D.C., ma per dare e offrire una valutazione seria ed obiettiva delle proposte di bilancio per il 1972. Noi non siamo fra coloro che sono pregiudizialmente contro il bilancio perché ci propone un mutuo a pareggio di 2.565.000.000, solo che questa proposta ha fatto nascere delle domande per le quali non abbiamo trovato risposta alcuna nelle due relazioni della Giunta. Votiamo contro questo bilancio: 1) Perché gli manca il supporto Dolitico della credibilità e una maggioranza che creda e che voglia realizzarlo e, quindi, che sappia gestirlo. Non è un giudizio nuovo il nostro: già lo demmo sul bilancio 1971 in piena crisi di maggioranza e i risultati ci hanno purtroppo dato ragione. 2) Perché al suo interno propone delle scelte (università - aereoporto - tipo di sviluppo edilizio - interventi nel campo della scuola - mercato ortofrutticolo) e ne tace altre (rapporto con la Regione - sviluppo economico - comprensorio - zona annonaria - laghi - porto - salute - ecc.) che più delle prime rappresentano i bisogni reali della città e consentirebbero davvero anche una maggiore « produttività » della spesa pubblica. Certe proposte rappresentano solo il tentativo della Giunta di uscire dalla situazione di depressione con trovate di falso prestigio ». Il capogruppo comunista, dopo avere ricordato che il voto contrario dei comunisti a questo bilancio di previsione discende anche dal fatto che nella relazione dell'Assessore alla Programmazione non è espresso alcun nuovo e più concreto modo di intendere la programmazione e il rapporto popolazione-Comune e Regione proprio mentre nei mantovani è più vivo che mai il desiderio di ritornare ad essere I protagonisti della loro storia, ha così concluso: C'è stato un documento unitario dei Sindacati: c'è stato un incontro dei loro rappresentanti anche con la Giunta: dovrebbero essere stati assunti degli impegni; ma nel bilancio di previsione non ne troviamo alcuna traccia. Di che cosa ha bisogno la città? Come risponde il centro-sinistra allo spopolamento della provincia? Quale aiuto da a coloro che si battono per le riforme? Come pensa di gestire la Giunta la nuova leg^e sulla casa? Come pensa di reagire alla spirale di un indebitamento comunale che fra alcuni anni potrebbe anche essere senza via d'uscita? In queste mancate risposte c'è la conferma della pochezza della proposta politico-amministrativa del centro-sinistra e del suo rifiuto a confrontarsi sui problemi veri della società mantovana. Riassumendo: Qual è il giudizio che noi diamo di questa situazione e quali sono le risposte che proponiamo per un suo superamento? L'economia mantovana soffre di difficoltà di natura strutturale legate al tipo di sviluppo capitalistico della nostra società; della crisi dell'agricoltura e del depauperamento del suo ambiente sociale; del blocco nella espansione di una industria tecnologicamente e produttivamente più valida di quella che abbiamo; dello sfogo di questi squilibri socio-economici nel settore terziario e delle conseguenze che questo impoveri- mento della provincia ha determinato sulla già difficile situazione degli Enti locali. Lo sbocco che abbiamo indicato e che indichiamo per superare questi squilibri è innanzitutto quello di combattere ogni Illusione infrastrutturale per affermare, nel quadro di una corretta programmazione nazionale e provinciale, l’obiettivo di nuovi investimenti: — per garantire l'attuale livello di occupazione, messo In forse dalla recente crisi monetaria; — per aumentare II livello di questa occupazione soprattutto in direzione della mano d'opera giovanile o qualificata; — per impedire che ristrutturazioni aziendali e traoformazlonl tecnologiche si scarichino ancora nel settore terziario o sul lavoro a domicilio; — per favorire, anche con uno diversa politica del credito, l'ammodernamento delle piccole e medie Imprese che non hanno capacitò autonoma di finanziamento; — per consentire alla nostra agricoltura di superare II nuovo stadio di crisi e di garantire uno prospettiva al mondo contadino; — per una difesa dello stesso territorio che è messo in crisi proprio dall'abbandono delle sue genti. Non abbiamo nessuna diff'coltà a riconoscere che questa battaglia non si vince solo a Mantova; che è necessaria una svolta radicale nella politica economica dell'Intero Paese e che bisogna attendere la piena attuazione delle riforme. Ma su questo terreno il centro-sinistra non ha svolto nessun ruolo; noi, quanto meno, avremmo saputo batterci. In questo discorso di rilancio delal nostra economia il Comune può e deve giocare un ruolo nrimario nel senso di formare, in collegamento con i lavoratori, le riforme dal basso; di rendere le sue scelte funzionali alle rivendicazioni ed ai bisogni primari dei lavoratori e di favorire la partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, per battere il qualunquismo e fare concretamente dell’antifascismo. Siamo fermamente convinti che attorno al bilancio comunale sia stato giusto aprire questo ampio dibattito politico, non solo per la nuova crisi che ha interessato questa Giunta, ma perché investe un nuovo modo di collegarsi da parte del Comune nei confronti della comunità locale, nei confronti delle rivendicazioni dei movimenti dei lavoratori e della necessità di costruire una più democratica e partecipata organizzazione dello Stato. Ma tutto ciò non può essere dato dal centro-sinistra, che deve essere definitivamente sconfitto e sostituito da una nuova alleanza che non solo è possibile, ma ormai necessaria ». GIORGIO BIONDANI • P.S.I.U.P. Il consigliere Biondani del PSIUP nel su:» intervento affermava che anziché « bilancio preventivo 1972 » si sente di suggerire un titolo più appropriato « raccolta dei problemi non risolti in dieci anni di amministrazione di centro-sinistr?. Porse sarebbs stato meno presuntuoso e più realistico e rispettoso nei confronti della collettività che si pretende di amministrare. La Giunta di centro-sinistra pretende così di superare la propria permanente crisi con affermazioni demagogiche dopo aver rifiutato in ogni momento le idee, i suggerimenti, che l’opposizione di sinistra ha cercato di portare nei vari dibattiti in questo Consiglio, creando steccati insuperabili, non all'ideologia, ma al buon senso. Confermare una 40 maggioranza di centro-sinistra nel nostro Comune, credo in tutta sincerità che Mantova ed I suoi cittadini. le loro speranze di riscatto, sociale, politico e culturale riceverebbero un duro colpo che si riper- cuoterebbe negativamente per molti anni. Ecco perchè mi permetto di rivolgermi a Quei sinceri democratici presenti nelle file della D.C. ed ai compagni socialisti che siedono in questo Consiglio comunale, per chiedere loro, prima di dare il proprio avvallo politico, una serena riflessione. Ai compagni socialisti, in particolar modo, chiedo come sia possibile far collimare le loro scelte ideologiche e politiche emerse con ancora maggior forza in questi ultimi tempi, con il contenuto del cappello politico che precede la relazione della Giunta e quella dell’assessore Zaniboni. I socialisti debbono spiegarci quale impegno antifascista essi intendono far svolgere ali Ente locale, quando la relazione fa propria la teoria degli opposti estremismi in cui si afferma testualmente ohe « ...il programma del futuro governo dovrà essere la salvaguardia della legalità repubblicana contro tutti gli attacchi e le insidie, da qualsiasi parte dovessero provenire ». Questa è la teoria e la prassi della destra economica e politica del nostro Paese! Non vi è dubbio che le dichiarazioni politiche contenute nelle relazioni, rappresentano un notevole passo indietro di una alleanza — quella di centro-sinistra — che non si può dire certo abbia mai brillato per impegno politico inteso come volontà e coraggio, di saper interpretare quanto di nuovo emergeva nella nostra società, verso un allargamento della base democratica per una maggiore partecipazione dei cittadini alla gestione della cosa pubblica, garanzia questa per la salvaguardia delle istituzioni democratiche. Il centro-sinistra, in sostanza, ci propone un discorso politico sul bilancio ancor più moderato che nel passato. Di ciò ne saranno certo soddisfatte le componenti conservatrici interne ed esterne alla maggioranza, ne saranno ancor più soddisfatti i socialdemocratici e tutti gli alfieri del partito dell avventura ed i fautori della svolta politica a destra. ... . . ..... Proseguendo nel suo intervento il consigliere Biondani affermava, per quel che riguarda il ruolo dell tn- te locale, che esso non può essere visto solo come una perfetta macchina distributrice di certificati, o, peggio ancora, come cassa di compensazione in cui trovano soluzione problemi e relativi costi sociali che il meccanismo di sviluppo in atto scarica sulla collettività. E' necessario, e questo è comunque un discorso che trova completamente sorda l'attuale maggioranza di centro-sinistra, che il Comune rivendichi, con la propria azione la propria autonomia, il proprio ruolo e combatta ogni forma autoritaria per imporre scelte di sviluppo sociale autenticamente democratiche. Nella relazione della Giunta si parla di una attesa vigile della messa in moto della Regione. Quale ruolo l'Ente Comune debba svolgere, di stimolo e di partecipazione alle scelte che la Regione andra compiendo non si sa. Attendiamo, dice la relazione. Non è il problema, sempre tanto caro agli uomini del centro-sinistra di attendere per registrare i fatti, ma anticiparli se si vuole che poi le scelte vadano in una direzione favorevole alla nostra collettività. Così come si debbono rifiutare le affermazioni contenute nella relazione dell'assessore Zamboni a proposito degli insediamenti industriali auspicati, quando, volutamente, non affronta I analisi sulle vere cause che hanno generato gli squilibri in atto, del resto funzionali allo sviluppo capitalistico e alla esigenza ormai da più parti riconosciuta di invertire le tendenze. Tacendo questo l’assessore Zaniboni arriva alla logica conseguenza delle (sono parole sue) legittime finalità economiche delle aziende. II problema del rilancio economico e quindi sociale e culturale di Mantova, va posto con maggiore forza e deve diventare l’obiettivo principale di una battaglia di cui I Ente locale, assieme alle altre forze politiche e sindacali dei lavoratori, deve essere protagonista. Del resto che il centro-sinistra abbia dimostrato ampiamente di non sapere e volere assolvere a questo ruolo propulsore, è dimostrato dal fatto che a Mantova, tale formula di governo, ereditava una base di partenza buona che proveniva dall’operato delle amministrazioni di sinistra che avevano risollevato le sorti della nostra città dalla fine della guerra all'inizio degli anni '61. Ebbene non solo il centro-sinistra non ha migliorato quei risultati ma li ha relativamente peggiorati. Nelle relazioni della maggioranza, non vi è traccia degli incontri avuti dalla Giunta con le organizzazioni dei lavoratori, così anche il collegamento tra Ente locale e le forze più vive della nostra collettività quali sono i sindacati, per la Giunta di centro-sinistra trovano spazio solo In un rapporto paternalistico o come strumento di organizzazione del consenso. Le nostre genti non troveranno certo II loro riscatto con lo fantasiosa auspicata costruzione dell aroo-porto ne dell'università. Biondani affermava altresì che nonostante la tanto auspicata partecipazione popolare «Ile scelte cne coinvolgono gli Interessi della collettività da parte del centro-sinistra. Il bilancio comunale non è stato sottoposto, nemmeno dopo che era già stato tracciato, oM’esome del cittadini. Noi avremmo voluto qual- cosa d'altro ma non è stato fatto nemmeno questo minimo passo In avanti Ancora una volta si rimanda ad un imprecisato domani, facendo promesse di buona volontà che non si capisce quale credito possano trovare dopo tante promesse disattese. Il bilancio era l’occasione per un'ampia consultazione col cittadini, nei quartieri dove esistono al fatto I comitati di quartiere e là dove ancora non sono sorti era l’occasione per stimolare l'interessamento e la crescita di coscienza del ruolo del cittadino nella società. Sarebbe stato un atto democratico che avremmo salutato con soddisfazione, ma che il centro-sinistra ancora una volta ha disatteso. In questo quadro, se pur schematico, con le ragioni che ho cercato di motivare, c è la spiegazione del mio voto contrario a questo bilancio che la Giunta di centro-sinistra ci sottopone. Terminando il proprio intervento Biondani affermava di credere nella possibilità, anche in questo consesso, di avviare un processo di rinnovamento politico. Un processo che non vuole e non deve riproporre termini di alleanze superate dai tempi ma capaci di collègarsi alla realtà di oggi. Ecco perchè all’inizio ho parlato di una esigenza di riflessione che dovrebbe coinvolgere non solo i compagni socialisti ma anche quei cattolici che rifiutano nella D.C. Il ruolo assegnato a quel partito di salvaguardia degli interessi dei padroni. Superare la formula del centro-sinistra anche a livello del governo locale e un compito politico che spetta alle forze democratiche ed al contributo di ognuno di noi. Prof. VANNIO CAMPAGNARI - P. L. I. Il bilancio, nei suoi punti più concreti, non è tutto da rigettare e non si deve operare quella distruzione totale di cui parla il capogruppo comunista. Penso che ci sono dei punti che devono essere piena- mente approvati, ad esempio quello che riguarda il piano della scuola, che costituisce un pregevole tentativo di risolvere quell’enorme problema che assilla la nostra popolazione scolastica. Meno concreto è il bilancio quando si tratta di altri piani. Vediamo, per esempio, la mancanza di un piano globale per l’igiene e la sanità. Nelle relazioni del Sindaco e dell’Assessore si parla di opere singole da inquadrare nella riforma sanitaria, ma dobbiamo anticipare la visione del problema e delle sue soluzioni nell’istituzione di un servizio generale. . Se il bilancio ha luci ed ombre nel piano della concretezza, non altrettanto si può dire come vivacità