r e concretezza delle relazioni e soprattutto di quella della Giunta che lo accompagnano. Ho riscontrato nella relazione della Giunta Municipale una nebulosità di indirizzo politico, alcune contorsioni tra l’essere e il non essere su una strada piuttosto che sull’altra, che lasciano profondamente perplessi. In sostanza, se non è chiara la volontà politica e l'indirizzo preciso, ben difficilmente si potrà dare un affidamento alle soluzioni concrete che se ne potranno trarre. L’unica politica a cui si deve rivolgere la nostra amministrazione mi sembra che ruoti attorno al dramma dei finanziamenti per la soluzione dei nostri problemi. Ora che in materia di finanziamenti stanno assumendo una forma ed un contenuto estremamente evanescente le speranze messianiche della Regione, dobbiamo raccoglierci nella difesa della nostra città e dei nostri cittadini nel modo più concreto per avere i problemi e le soluzioni a portata di mano. Ci sono alcuni problemi che vorrei toccare solo di sfuggita, riservandomi di intervenire eventualmente durante la discussione dei singoli capitoli. Uno che mi interessa è quello della pubblicizzazione dei trasporti. Abbiamo già visto cosa significa pubblicizzare determinati servizi. Basti un accenno: la nettezza urbana. E' vero che il gestore privato a cui era stato affidato il mandato della nettezza urbana è fallito, ma è altrettanto vero che quella spesa complementare, quel costo che noi davamo all'imprenditore privato, oggi si è moltiplicato fino ad arrivare ad un’integrazione e di 420 milioni di spesa annua sulla nettezza urbana sia cifra spaventosa se si pensa che già noi singoli cittadini paghiamo con la tassa il servizio di nettezza urbana. Un’altra cosa che desidero rilevare è quella della rinuncia, già esplicita in altre occasioni, fatta dal-I Amministrazione a difendere la navigazione fluviale. Nella relazione deM’assessore alla Programmazione si parla di navigazione fluviale fino a Mantova, ma, per essere veramente una navigazione fluviale importante per Mantova, deve essere in transito per Mantova e collegarsi a quel progetto che oggi si rifiuta e che invece è di importanza radicale per noi come per tutta la parte del nord Lombardia e cioè al canale Ticino-Mincio, oggi accantonato. Se c’è un errore fondamentale nella navigazione interna e nei suoi progetti, compreso quello asserito da certi personaggi molto importanti durante il congresso del Po, è stato quello di dire che il canale Cremona-Milano risolve tutti i problemi: è un errore che ha infiniti aspetti e che non si capisca perchè venga sostenuto anche dai politici. In realtà, il canale Ticino-Mincio è il vero canale che può dare un'infrastruttura indispensabile all'evoluzione delle zone più depresse della Lombardia e collegarle a quelle già potenziate in modo che la cosiddetta disincentivazione della megalopoli avvenga per vie naturali. Per quanto concerne, infine, la programmazione, la cosa fondamentale che in questa programmazione di cui parla il bilancio noi del gruppo liberale troviamo assente è una parola, una frase da cui risulti che nella programmazione si dia respiro anche all’iniziativa privata. Si parla di Enti, si parla di creare le condizioni, ma non si dice che nel programma di ricostruzione economica e sociale della nostra provincia e della nostra città la iniziativa privata ha e deve avere la sua importanza fondamentale insieme alle altre forze, sia esse politiche, sia esse sindacali. L'iniziativa privata è uno degli elementi che, se trascurati, uccidono l'economia, il benessere, il progresso sociale-civile di una popolazione. Dott. MANFREDO GENERALI - M.S.I. La relazione della Giunta recita: « La Giunta ritiene inoltre che lo stato dovrà essere difeso dagli attuali inquietanti rigurgiti fascisti nella tutela di valori essenziali contenuti nella nostra costituzione repubblicana, frutto della volontà comune della forza di resistenza. Pertanto l'antifascismo rimane impegno politico e civile delle scelte sociali che caratterizzano l'Amministrazione; un antifascismo non celebrativo, ma attuale, vigile, attivo contro le spinte e la tendenza verso destra ». E' ancoru una volta II vecchio gioco attraverso II quale, nostalglcamonte richiamandosi al fascismo, si tira di mano l'antifascismo per paura di una affermazione di ordine e di socialità che affermo II MSI vuolo soprattutto od anzitutto. So noi nominarti la destra si Intende parlare del MSI, noi vi diciamo che non rappresentiamo il fascismo, per noi II fascismo non esiste più perchè è finito nel 1945 con la sconfitta della Italia In guerra. Questo è quanto io ritengo e quanto voglio Interpretare In senso democratico; se mi sbaglio, vuol dire che la democrazia non esiste e non è mai esistita. Questa preclusione, signor sindaco, che lei ha fatto verso questa destra, mi impedisce di partecipare ad una discussione di un bilancio che dovrebbe essere soltanto a livello amministrativo e dovrebbe richiedere il parere di tutti quanti, anche delle minoranze che hanno un minor numero di rappresentanti. Sono qui a rappresentare un partito che è costituzionalmente valido, anche se qualcuno non vorrebbe. Quando non lo vorrete più nell'arco costituzionale, avrete cessato di averne I rappresentanti, ma finché è nell'arco costituzionale, i rappresentanti del M.S.I. hanno il diritto di andare a testa alta e di guardare negli occhi tutti. In merito ad un altro punto del bilancio si constata la confessione di una incapacità di carattere politico-amministrativo e cioè quando voi dite: « Il bilancio 1972 nelle sue cifre rappresenta la cruda drammatica situazione del nostro Comune, situazione non nuova, ma certo aggravatasi nel tempo ». Qui non si tratta soltanto di avere dei miliardi di debito ma si tratta di non aver realizzato opere che dovevano essere fatte per la popolazione mantovana. Quindi il mio gruppo non può assolutamente approvare il vostro bilancio. Cav. VINCENZO GIANCHINO - P.R.I. Con coerenza e assoluta fedeltà ai nostri principi politici intendiamo chiaramente dire che il giudizio maturato dai repubblicani sul primo anno e mezzo di governo della città da parte dell’attuale Giunta di centro-sinistra, non è del tutto positivo. Questa stagione che ci ha visti protagonisti nella misura concessaci dal ruolo che il Partito Repubblicano ha nell’ambito della coalizione di centro-sinistra, è stata condizionata, lo riconosciamo a chiare lettere, dal rituale imposto da un equilibrio instabile e, in conseguenza, da ripetuti rinvìi operativi nonché dalla stasi causata da ricorrenti ricerche di formule di rilancio. E se anche non si è mancato di concedere attenzione alla grave situazione economica e sociale della città, nonché alle preoccupazioni che essa suscita ormai da qualche tempo — come testimoniano le iniziative unitarie dei sindacati e gli incontri avuti con gli stessi della Giunta — si è trattato, dob- biamo riconoscere, di attenzione anche strumentale e strumentata ad un tempo. 42 In questa prospettiva e con la meditata consapevolezza dell’attuale difficile momento, che non sojo Mantova ma tutto il Paese attraversa, il Partito Repubblicano, ritenendo che la composizione del Consiglio comunale non offra alternative politiche pienamente maturate nella coscienza dei cittadini, considera necessario rinnovare con l'approvazione del bilancio 1972 il proprio sforzo di adesione, non tanto alla formula quanto alle caratteristiche ed ai contenuti programmatici che portarono alla coalizione di centro- sinistra con gli accordi del 1970. Affermata quindi la nostra posizione favorevole nei confronti del bilancio 1972 pur con le considera- zioni che in premessa abbiamo svolto, il Partito Repubblicano ritiene di dover puntualizzare, mediante alcuni contrappunti, qualche aspetto fra i più fondamentali del bilancio che ci viene presentato. In primo luogo ci preme sottolineare la carenza di informazioni e di costanza di rapporti reciproci e profondi con la Regione lombarda ed i suoi organi. Cade opportuno ricordare a questo proposito che da parte del Partito Repubblicano, or sono due mesi, è stata presentata una interrogazione per conoscere gli intendimenti della Giunta municipale e quindi quello della Regione lombarda a proposito deM’applicazione della legge 20 ottobre 1971, n. 912, relativa agli interventi straordinari nelle zone depresse del centro-nord, nonché sulla concreta volontà da parte del Comune di farsi attivo promotore del Consorzio di sviluppo della zona industriale. Nessuna risposta ci è stata data, né possiamo ritenere che il problema da noi sollevato meriti di essere rinviato e sottaciuto; l'accenno al problema, contenuto nella relazione deM’assessore alla programmazione, pone semmai in luce più drammatica la sostanza del problema e la esigenza di non dilazionare ulteriormente l'assunzione da parte della Giunta di urgenti iniziative intese a salvaguardare da incombenti e gravissime minacce la condizione di sviluppo industriale della città e della provincia. Sempre in merito alla lamentata carenza di stretti rapporti con la Regione, riteniamo che sarebbe stata utile, se non doverosa, una tempestiva informazione al Consiglio comunale dei termini con I quali la Regione lombarda si è espressa sulle esigenze prioritarie in materia di edilizia economica e popolare in relazione alla legge del 22 ottobre 1971 n. 865 — riforma della casa — e quale è il giudizio della Giunta sulla valutazione del fabbisogno abitativo della città e della provincia di Mantova, contenuta nella deliberazione del Consiglio regionale approvata nella seduta del 30 novembre scorso. Altro problema di grande interesse per i cittadini e per le famiglie dei lavoratori è quello degli asili- nido e l'attuazione della legge del 6 dicembre 1971 n. 1044 con la quale è stato approvato il piano quinquennale 1972-76 di intervento in questo settore dei servizi sociali, finalmente riconosciuto di pubblico interesse. Non vi è accenno nelle relazioni al bilancio 1972 a questo problema e quindi al fabbisogno di asili nido nel comune di Mantova. Si tenga presente inoltre che la stessa legge 1044 ha abrogato la disposizion che prevedeva obblighi ed oneri per le Aziende eh avessero alle dipendenze più di 30 donne coniugate; non conosciamo in quali termini questi obblighi siano stati osservati in passato dalle Aziende mantovane, ma sappiamo di una convenzione stipulata in materia fra l'Associazione degli Industrali e la Sede Provinciale dell'ONMI. Sarà bene quindi tener presente la portata effettiva di questa convenzione e far sì che rimangano acquisiti ai lavoratori i vantaggi che la stessa convenzione ha eventualmente determinato; spetta al Comune, che deve gestire gli asili-nido, provvedere tempestivamente a garantire ai lavoratori le conquiste acqui- site e lo sviluppo programmato di questo essenziale servizio. A questo punto possiamo chiudere le nostre osservazioni su specifici aspetti del bilancio, per dare atto che altri non pochi ed importanti problemi hanno invece trovato rilievo e valutazioni quantitative e qualitative sia nel bilancio che nelle relazioni che l’accompagnano. E' necessario però non sottacere che esistono problemi pregiudiziali che condizionano sul piano operativo le buone intenzioni ed i propositi che pure doverosamente sono stati espressi dalla Giunta municipale. Tali problemi sono sostanzialmente due, ma fra di loro interdipendenti. 1) compatibilità fra il crescente disavanzo economico ed il volume di Impegni finanziari per investimenti e spese in conto capitale previsti nel bilancio 1972; 2) necessità ormai indilazionabile, anche per la connessione con II primo problema, di un quadro generale di programmazione a medio termine — plano quadriennale — allo scopo di rendere realizzabili, entro tempi precisi e secondo chiare scelte prioritarie, I numerosi e notevoli Impegni di spesa cho pure costituiscono l'Indispensabile supporto dello sviluppo economico civile o sodalo della città. E' pur vero che a monte di questi problemi esiste la condiziono subordinata degli Enti Locali dovuto alla mancanza di autonomia finanziaria; prospettive ancora meno rosee, In proposito, vengono dulia riforma tributarla che stabilisce sino al 1976 un regime transitorio di entrato comunali somministrate dallo Stato in sostituzione delle Imposte soppresse. Prospettive meno negative, ma da conquistare con azione decisa, costante o coordinata di tutti gli Enti locali, potranno venire dalla riforma della leggo comunale e provinciale, da una migliore e più democratica articolazione del poteri locali e dalla definitiva legge finanziaria che opererà dopo il periodo transitorio. Ma queste sono prospettive lontane, mentre oggi a noi incombe di guardare alla realtà delle condizioni in cui operano gli Enti locali. Al di là quindi di ogni polemica strumentale, non resta alle componenti di questo Consiglio altra soluzione contingente oltre quella di compiere uno sforzo unitario e responsabile di volontà e di solidarietà per II bene dei cittadini e per l'avvenire della comunità mantovana». , Sen. GASTONE DARE’ - P.S.D.I. Nei documenti polìtici firmati dal P.C.I. e dal P.S.I.U.P. e pubblicati sulla Gazzetta, c'era una crìtica d'una certa situazione, che evidentemente io respingo per la parte che mi compete, ma il mio partito non è stato citato e forse per ovviare a questa dimenticanza questa sera sia il cons. Biondani che il cons. Lui si sono affrettati a mettere nel calderone anche il partito della socialdemocrazia. Per quanto riguarda l'affermazione che questa Giunta o la maggioranza di centro-sinistra non avrebbe una sensibilità su certe gravissime situazioni che sono attualmente di fronte alla nostra attenzione, e che forse minacciano di deteriorarsi, osservo che la Giunta nelle relazioni del Sindaco e dell'assessore Zaniboni si esprime molto chiaramente, affermando: « Situazione particolare esistente nel Paese e cioè la presenza di una diffusa e voluta reazione alla politica delle riforme ». Nella relazione deH'assessore alla Programmazione vi sono affermazioni molto impegnative special-mente se fatte a nome della Giunta, e che credo facciano onore non solo a chi le ha scritte ma alla Giunta nel suo complesso. La predetta relazione, mentre constata ancora una volta che siamo effettiva- mente, come del resto ha detto anche il geom. Lui, al centro della zona depressa indica alcuni strumenti perché si possa rimediare a questa crisi e auspica l'elevazione della popolazione mantovana che in fondo è il nostro reale scopo e quindi di certo non una politica reazionaria. Ma quello che mi sembra molto importante è una serie di dati che confortano quanto io ho detto. Al riguardo, potrei ricordare che tre o quattro mesi fa sia dai banchi dell'estrema sinistra sia dai banchi della democrazia cristiana vi è stato un simpatico riconoscimento alla fatica del nostro collega Gamba nella sua veste antipatica di assessore ai Tributi. Credo che sia utile almeno rilevare questo: se su 1806 43