sponde con dei vincoli precisi, ben definiti, e di adeguamento agli stan-dards urbanistici per il verde pubblico. Sono state create ampie zone a verde pubblico attrezzato con possibilità di insediamenti per il gioco dei bambini, attrezzature per piccoli impianti sportivi e ricreativi che dovranno costituire un vero « polmone » di verde anche in previsione dell'incremento demografico. Sono state pure previste vaste zone a verde protetto e di rispetto. In tutte queste aree, sarà nostro dovere precipuo mantenere per quanto possibile e ricreare, l’ambiente tipico, per non disperdere quell'ingente patrimonio della flora e della fauna per molti aspetti irripetibile e forse anche unico al mondo. La relazione elaborata dalla commissione di esperti nominata dal Comune per lo studio storico paesistico della sponda sinistra del lago di Mezzo ha trattato ampiamente e con estrema efficacia (la « Gazzetta di Mantova » lo ha ripreso e pubblicato dedicando parecchi servizi) il problema ambientale. Al di là di qualsiasi polemica e di retrive posizioni (che hanno trovato soltanto sparute solidarietà più o meno spontanee), possiamo ribadire che la cittadinanza ha sostenuto le finalità indicate, che erano emerse dallo studio della commissione fornendo una cruda analisi, proposte e idee altamente impegnate per raggiungere gli obiettivi da noi perseguiti. Non a caso abbiamo ritenuto di intervenire con urgenza sulle sponde di tutti i tre laghi, ma anzi proprio per salvare il salvabile e per garantire ai mantovani un futuro chiaro sulla loro sorte. Inoltre con la sedimentazione di materiali di riporto dragato si venivano a creare aree già sotto il pelo dell'acqua per le quali il piano regolatore vigente non prevede chiaramente la destinazione e potevano creare illusioni per interventi a sfruttamento residenziale in netto contrasto con i princìpi e i criteri storico paesistici perseguiti sui laghi. I laghi e le sponde non dovranno vedere la corsa al « cemento » e non dovranno essere circondati da recinzioni che non rendano possibile l’accesso ai cittadini. L'accesso ai laghi dovrà essere garantito, le sponde utilizzate e godute dalla collettività. La variante segna certamente una svolta importante nella politica urbanistica dei nostri laghi e tuttavia non ne esaurisce tutta la tematica, che dovremo verificare ed approfondire con la revisione generale del piano regolatore, per la quale è stato di recente affidato l’incarico. Il discorso va esteso a livello comprensoriale e ritengo non mancheranno motivi di grande interesse legati al problema ambientale, come il bosco Fontana ed altri. Un buon passo avanti è stato fatto, altri ne dovranno venire. FRANCO AMORI 50 PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE DEL COMPRENSORIO MANTOVANO Un Consorzio tra Comuni Il problema di un rilancio economico di Mantova, configurato essenzialmente come risultato dello sviluppo industriale di zona, è stato ampiamente dibattuto a tutti i livelli e in tutte le sedi di programmazione, di Enti locali e regionali e di categoria. La sua risoluzione è stata ed è ovviamente riconosciuta quale elemento di fondamentale importanza, e a tal fine, per tutto quanto cioè possa servire a incentivare l’insediamento di attività produttive nel mantovano, tutti i documenti ufficiali sono concordi nel ricordare la necessità che l'argomento venga affrontato con strumenti tecnici congrui e idonei. In questo senso, l'Amministrazione comunale di Mantova ritiene che uno strumento valido sia rappresentato da un Consorzio per lo sviluppo industriale che veda collaborare organismi ed Enti i quali, per le specifiche competenze e possibilità, siano in grado di affrontare il problema con un minimo di garanzia e di efficacia. Un organismo di questo tipo evidentemente ha come risvolto anche la possibilità di accedere alle previdenze previste dalla Legge 20 ottobre 1971 n. 912, per la quale anzi l’Amministrazione comunale ha già predisposto e avanzato gli strumenti necessari presso la Giunta regionale, nonché l'eventuale utilizzo degli strumenti previsti daN’Art. 27 della Legge 22 ottobre 1971 numero 865. Inoltre, l'occasione offerta dalla prossima revisione del Piano Regolatore Generale del Comune di Mantova (che dovrà avvenire con criteri ancorati alla dimensione comprensoriale), la esistenza di una nuova infrastruttura di grande importanza qual è l'Auto-Brennero, nonché l'avvio degli studi per una pianificazione lombarda in seno alla nuova realtà deN’Istituto Regionale, impongono di intervenire concretamente con efficacia operativa, a testimonianza della volontà di scelte espresse dalle forze locali. A tal fine, per ottenere un assenso di massima aM'iniziativa stessa di un Consorzio e alle linee generali che dovrebbero informarla, l’Assessorato alla Pogrammazione del Comune ha predisposto un breve promemoria e un invito per uno scambio di idee, anche bilateriali, a tutti gli Enti e Operatori che possono essere immediatamente interessati, a livello di costituzione del Consorzio. Chiaro quindi l’Invito rivolto ai Comuni che gravitano attorno al nostro Comune capoluogo (Bagnolo San Vito, Bigarello, Borgoforte, Castel d’Ario, Castellucchio, Castelbelforte, Curtatone, Goito, Marmirolo, Porto Mantovano, Roncoferraro, Roverbella, Rodigo, San Giorgio, Villimpenta e Virgilio), airAmministrazione provinciale per le funzioni di coordinamento dell’attività dei Comuni che ha mostrato di voler assumere negli ultimi tempi, alla Camera di commercio; infine alle forze imprenditoriali e agli Istituti di credito, che appaiono motore di iniziative cui non possono non essere interessati. Ovviamente, in sede di costituzione del Consorzio, negli organi di 51