SCHEMA DI RELAZIONE 2 La revisione del PRG è un'occasione da non perdere in quanto offre un'opportunità difficilmente ripetibile di totale ripensamento della organizzazione del territorio comunale, del ruolo del Comune di Mantova, neH'ambito del suo comprensorio e della Provincia, del suo modo di porsi di fronte a problemi di ampio respiro quali lo sviluppo economico del mantovano, la difesa dell'ambiente e, soprattutto — per il grande significato politico che ciò assume — la partecipazione dei cittadini ad un moderno processo di gestione del piano e di pianificazione continua. Per questo non ci si può limitare, non ci si deve limitare a cercare un tecnico, an- 2 che se fosse il migliore ed affidargli il compito di rivedere il piano regolatore, ma è indispensabile creare un’organizzazione con strutture ora temporanee e poi permanenti che inneschi un processo di autentica programmazione e della relativa pianificazione territoriale in grado di garantire la partecipazione di tutte le forze sociali, territoriali e non, di seguire costantemente l'evoluzione dei fattori socio-economici della società mantovana, di adattare gli strumenti a tale evoluzione e di svolgere azione di promozione nei vari settori al fine di ottenere il razionale sfruttamento delle risorse esistenti e future, di qualsiasi origine esse siano. Ecco perchè iniziamo questo discorso parlando della struttura, dell'organizzazione di ciò che intendiamo creare attorno a questo momento essenziale rappresentato dalla revisione del PRG. Questa strada ci pare rispondere alle giustificate attese sia di chi ritiene che non si possa procedere all'affidamento dell'incarico senza aver compiuto prima alcune scelte, sia di chi invece ritiene necessario che l’interazione tra tecnici e politici (intesi questi in senso lato] debba realizzarsi su un terreno costituito da proposte alternative aventi origine dagli studi degli esperti. La proposta che avanziamo non è però una soluzione di compromesso: è invece una moderna interpretazione di un lavoro che deve essere interdisciplinare e non solo multidisciplinare, che deve articolarsi su una attività di ricerca guidata, in grado di svolgersi sulla base di scelte politiche e non secondo una utopistica neutralità e capace di fornire nei vari momenti proposte di intervento non slegate ed estemporanee, ma che, conservando le caratteristiche dell’univocità dell'impostazione, consentano altresì di operare concrete attività graduate nel tempo e nello spazio senza alterare il disegno generale. In questo senso si dice che il piano assume carattere strumentale rispetto al processo di analisi, scelta e verifica delle direttrici di sviluppo del territorio, processo che deve prevedere a sua volta e di riflesso l'intervento pubblico quale strumento prioritario di attuazione del piano attraverso gli interventi nel campo dei servizi, delle infrastrutture, della casa e del controllo, incentivazione ed intervento diretto per gli insediamenti produttivi. Perchè diciamo che il piano assume carattere strumentale? Non certo evidentemente per sminuire la circostanza che è dalla necessità di rivederlo che tutto questo discorso prende le mosse, ma perchè esso in una corretta visione del problema appare necessariamente come il risultato di una certa politica e non come la causa di essa. In pratica quindi che cosa si intende fare? Esponiamo le linee generali della proposta. E' chiaro a tutti che fra i problemi il cui studio deve essere affrontato in questa sede taluni appaiono di carattere generale, di base a tutti gli altri, altrettanto importanti ma più specifici e di schietto carattere urbanistico. Gli uni rappresentano la grande ossatura del discorso, gli altri l'indispensabile completamento dello stesso a livello spaziale minore e temporalmente più contenuti. Pensiamo che ognuno dei problemi del primo tipo debba poter contare su una struttura tecnico-politica a sè stante, variamente costituita, e che tutti questi organismi siano coordinati dall'incaricato della revisione del plano il quale, accanto alla diretta responsabilità dell’elaborazione in senso formale del nuovo plano, avrà il compito di elaborare le linee generali di intervento sul territorio e di offrire In sostanza la matrice culturale su cui articolare il lavoro dei singoli settori. Detta cosi può apparire una struttura macchinosa e portata a dilazionare nel tempo le decisioni concrete. In realtà si vedrà, entrando nel particolare, che tali pericoli sono in effetti inesistenti. Ognuno degli organismi sopra descritti farà capo non in senso funzionale, ma in senso politico all’Assessore competente il quale garantirà in tal modo il collegamento con l'Amministrazione attiva, con il Consiglio Comunale attraverso le Commissioni e con la cittadinanza, attraverso la consultazione e la promozione della partecipazione che sono evidentemente atti squisitamente politici. Alcuni di questi organismi sono destinati a concludere la loro attività in tempi lunghi al massimo quanto la revisione del piano, altri invece continueranno ad operare in futuro, attraverso una struttura modificata ed integrata nell'organico dell’Amministrazione ed assicureranno la gestione del piano per quegli aspetti per i quali il piano non rap- presenta la conclusione ma solo l’inizio di un processo evolutivo. Vi sono ancora due considerazioni da fare: la prima è che per alcuni dei problemi cui ci riferiamo una simile struttura o già esiste o si sarebbe creata comunque, la seconda è che non si può rischiare di trascurare il necessario approfondimento di un problema solo perchè si teme la pesantezza di una struttura. Il procedimento sarà quindi il seguente: a livello del coordinatore si avrà, sentiti gli organi politici, l’elaborazione delle linee generali di intervento; i singoli organismi entreranno in funzione per approfondire i temi particolari toccati nelle linee generali, secondo modalità di lavoro autonome ma coordinate; i risultati rappresenteranno la verifica delle ipotesi e saranno a loro volta verificati a livello politico e di coordinamento. Questo metodo di lavoro consentirà che ogni volta che una scelta anche parziale sia consolidata e riconosciuta conforme alle linee generali, possa già essere oggetto di provvedimenti e di interventi. Presentiamo qui uno schema che illustra gli organismi tecnici e le loro caratteristiche. 9