Soggiorni estivi a cura dell'Assessorato all loiene. l'Assistenza e ai Servizi Sociali del Comune di Mantova sono stati tenuti pure a Rosapineta e Baselga di Piné. 30 NICOLA RIVA IL CAPPOTTO DI FELICE ORSINI Sulla fuga di Felice Orsini dal Castello di San Giorgio di Mantova, ove trovasi prigioniero dalla fine del febbraio 1855, si è scritto e parlato molto. Essa avvenne il 29 marzo 1856, calandosi dalla finestra della sua cella, dopo aver tagliato le sbarre (lavoro lungo e meticoloso fatto con molta cura e prudenza, per evitare di essere scoperto) usando lenzuola tagliate a pezzi ed arrotondate a mo' di corda, per scendere e scivolare nel fossato, che contornava il Castello, ad una altezza di parecchi metri. Impresa non facile, tentata da pochi, con riuscita meno fortunata di quella dell'Orsini. Sulla trafila che aiutò l'Orsini a fuggire e a porsi in salvo, poco svelò esso nelle sue memorie, per quella necessità allora di riservatezza, essendo sotto la tirannia austriaca, e per non coinvolgere altre persone che sarebbero state arrestate ed imprigionate. L’Orsini in un punto delle sue « Memorie » esclamò fieramente: « ho l’orgoglio di dire che l’Austria non saprà mai per che recondite vie corrispondessi co’ miei amici ». Però un po’ per indiscrezione degli emigrati, un po' per l’abilità delle spie qualche cosa trapelò, malgrado il riserbo del protagonista. Nelle sue « MEMORIE » (Ediz. 1862 - T. Degiorgis - Torino - cap. IX) l'Orsini, scrisse: « Le persone che fecero tutto per la mia evasione durante i prepa-