de che sia fatta piena luce sulle responsabilità al fine non solo di colpire gli esecutori materiali ma tutti gli effettivi mandanti ». Restando sempre nel campo delle considerazioni di carattere generale condanniamo l’estrema lentezza con la quale finora vengono avanti nel Paese alcune indilazionabili riforme e le insufficienze di talune proposte avanzate così nel campo sanitario, così neM’urbanistica, così nella scuola tanto che auspichiamo che debba modificare rapidamente in senso politicamente più costruttivo e positivo l’attuale rapporto tra Stato, Ente locale e Sindacato. Il Paese ha bisogno di una vigorosa ripresa della programmazione che tenga atto delle istanze del mondo dei lavoratori e della crescita del reddito nazionale annullando tutte le cause aperte ed occulte che ne hanno a suo tempo impedito l'attuazione provocando l’attuale crisi economica nazionale. Forte preoccupazione ed allarme desta anche l’attuale braccio di ferro in campo monetario fra il Giappone, la Germania Federale e gli Stati Uniti, che si ripercuote negativamente sulle monete di quasi tutti i Paesi dell’Europa occidentale, con il gravissimo pericolo di una totale confusione valutaria che potrebbe portare ad un ulteriore indebolimento della nostra lira, preludio sicuro ad una maggiore difficoltà per le nostre esportazioni ed a una conseguenza negativa per l’occupazione e del potere d'acquisto: gravi preoccupazioni produttive dei salari dell’industria, dell’artigianato, del commercio e dell’agricoltura che tanto coinvolge la nostra economia. Noi crediamo fermamente che queste nostre decise prese di posizione a favore del ritorno della programmazione e di un governo di centro-sinistra alimenteranno soprattutto la fiducia nelle istituzioni democratiche ed allontaneranno le tentazioni deM’autoritarismo ed i pericoli del fascismo dai quali il nostro Paese non si è ancora liberato. L'anno 1973 vede rinnovarsi come non mai l’impegno delle forze democratiche in questo senso. Le cifre del bilancio, lo stesso deficit, rilevano lo sforzo di tenere il passo con una situazione difficile che si evolve rapidamente, in attesa sempre più cosciente di un equilibrio economico da parte della popolazione mantovana ed in una richiesta sempre più pressante di dilatazione dei servizi sociali. Il modo, la forma, la misura in cui l’Ente locale assolve il compito di erogatore dei servizi sociali risultano il termometro di un sistema democratico, la validità di un rapporto cittadino-comunità, la sostanza di un gradino di civiltà. In questa direzione è il nostro impegno a Mantova per il '73. E’ l’impegno anche di un’alleanza che si impone nel Paese per una sollecita e vigorosa ripresa di una politica di riforme che dia risposta a tanti drammatici bisogni di stabilità di posto di lavoro — di difesa del salario — servizi di sanità — di diritto allo studio in parità di condizioni tra campagna e città, equilibrio tra zone oggi congestionate e sottosviluppate. L’impegno deH'Amministrazione della maggioranza di centro-sinistra è la verifica di una volontà politica riformatrice intesa a perseguire obiettivi di costante adeguamento a nuove istanze in presenza di sempre nuovi problemi e deM’acuirsi di tensioni sociali sempre crescenti e ormai caratteristiche del nostro tempo. Difficile è la vita finanziaria del Comune e del tutto inadeguata la 4 normativa vigente in fatto di autonomia e poteri finanziari regionali, provinciali e comunali. Convinzione riaffermata anche di recente a livello di responsabilità di Partiti di centro-sinistra che hanno dichiarato in un documento congiunto la insufficienza del provvedimento governativo del « fondo di risanamento » per una soluzione del grave problema del disavanzo delle finanze locali, insufficienza denunciata altresì proprio ieri in sede di riunione dell'ANCI. La massima occupazione resta pertanto il modello prioritario cui tendere con le migliori energie nel sistema di decentramento Regione-Provincia-Comune, col metodo della dialettica e della collaborazione. Massima occupazione significa per noi difesa dei posti di lavoro nel settore chimico ed in ogni altro settore, ma significa anche la ricerca di nuovi posti di lavoro. L’istituendo consorzio per la zona industriale, con la presenza maggioritaria degli Enti locali, crediamo sia strumento promozionale valido per occasioni di lavoro, per un sistema solido di domanda e offerta che riesca a battere l'esodo dalle compagne e che riesca a fissare la popolazione sul terreno. La revisione del Piano Regolatore, che registra nel '73 uno dei momenti di maggior impegno, opera nuove scelte importanti e decisive per una ristrutturazione della zona industriale articolata oltre i confini comunali, in senso comprensoriale. E dalle scelte del Piano Regolatore derivano l'assetto del territorio e tutte le norme della difesa del suolo nella sua gamma di valori più ampia, dalla difesa urbanistica alla difesa ecologica. Siamo convinti che una sicura possibilità di lavoro ed un « habitat » urbanisticamente ed ecologicamente apprezzabile sono le due componenti indispensabili ma sufficienti per frenare l'esodo e per dare una inversione di tendenza che porti ad un graduale rilancio della economia mantovana. E' certo una azione di grande momento, che ci impegna per il 1973 e che ci apprestiamo a portare avanti col massimo di verifica democratica e col massimo di unità possibile delle forze democratiche presenti nel Comune e nel comprensorio. Il discorso della casa è un’altra componente del quadro sociale e civile per fissare la popolazione sul terreno che è base indispensabile per un rilancio dell’economia. Si palesa sempre più valido indirizzare l’intervento, sia nel settore pubblico che nel settore privato, il risanamento, il restauro edilizio e igienico di un patrimonio che rischia la fatiscenza anche nel centro storico della città. E’ in questa direzione che l'Amministrazione si muove, onde abbattere l’alta percentuale di antigienicità delle case mantovane che tanto si ripercuote sulla stessa salute del cittadino lavoratore e della sua famiglia. Proponiamo inoltre in questo bilancio l'iniziativa, diretta o attraverso l’Istituto Autonomo, della costruzione di piccoli appartamenti cui l'offerta di mercato è carente e dove possano trovare alloggio anziani che hanno bisogno di assistenza a domicilio, dopo un recupero alla vita civile, al di fuori dell’Istituto Geriatrico. Il 1973 vede letteralmente scoppiare il sistema dei trasporti affidati a concessionari. Stiamo vivendo il periodo della fuga dei concessionari dalle loro responsabilità, di operatori economici amanti solo del periodo 5