rabile ambasciatrice, presentando venti giorni fa un suo nuovo libro di interesse anche mantovano, ha augurato che il 1973 sia l'anno da segnare con lapillo bianco per la città. Al palazzo del Te, rivitalizzato, intendiamo portare, noi ce lo auguriamo, nuovi indirizzi di cultura, di arte e di pace per il paese intero. E’ un nostro obiettivo; auguriamoci dunque insieme che si concretizzi questo e quanto abbiamo letto sopra, per volontà ed impegno di tutti ». 8 I RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI CONSILIARI SERGIO BIONDANI - P.C.I. « Signor Sindaco, signori Consiglieri, gli interventi che i Consiglieri comunisti hanno portato in questa sede sul dibattito per il bilancio preventivo 1973 del Comune di Mantova mi facilitano ìi compito nell'esprimere la dichiarazione di voto del nostro gruppo. Il nostro voto contrario al bilancio ed il giudizio negativo sulle relazioni politiche e programmatiche presentateci dalla Giunta, partono da valutazioni sui contenuti, sulla sostanza dei problemi, e non per scelte precostituite di astratti schieramenti Negli interventi di ieri ed in quelli di oggi su« temi più importanti inseriti nel bilancio che abbia mo definito nel suo complesso velleitario, ribadiamo questo nostro giudizio complessivo anche perchè lo stesso dibattito di oggi lo dimostra ampiamente, in quanto le richieste di chiarimenti da noi sollecitate sui problemi più importanti e consistenti, sono rimaste, tutto sommato, senza risposta. Ci sono infatti cifre stanziate senza essere surrogate o sostenute da precise indicazioni di scelte prioritarie e di progetti precisi! Ciò che, soprattutto, ci ha portato al voto contrario è costituito dal fatto che nel bilancio non sono state compiute quelle scelte prioritarie che, a nostro avviso, avrebbero meglio potuto qualificare questo atto fondamentale del l'amministrazione del nostro Comune Vogliamo ricordare, perchè aeniora a noi determinante, che la nostra critica rivolta alla maggioranza è costituita dal fatto che l'atto più importante della vita amministrativa di un Comune qual'è il bilancio, da cui discendono le scelte, è stato fatto senza il minimo apporto dei cittadini. Già l’anno scorso, da parte nostra, sollevammo II problema e ci furono a quel proposito, scuse e promesse (ma promesse del centro-sinistra); quest' anno si è ripetuta la stessa cosa. E' stato disatteso e quindi inficiato anche uno degli obiettivi fondamentali quali II ruolo del cittadino, e la sua partecipazione da protagonista alle scelte (siam^ convinti, lo ribadiamo, che il concorso dei cittadini alle scelte che abbiamo qui discusso avrebbe di gran lunga facilitato la soluzione dei problemi stessi). E questo discorso, signor Sindaco, lo facciamo proprio perchè Lei stesso, ieri sera, ha ribadito testualmente che: « non è possibile stabilire dall’alto determinate scelte », ma la risposta che Lei, signor Sindaco, ci ha dato ieri sera è stata in contrasto con quanto da Lei affermato dopo e cioè che la mancata consultazione era determinata dal fatto che mancava la istituzionalizzazione dei quartieri. Mi permetta, signor Sindaco, di rifiutare questa giustificazione, in cui — sono fermamente convinto, — anche Lei stesso non crede. Diciamo queste cose perchè siamo convinti che Lei stesso, signor Sindaco, I compagni socialisti credano come noi che, per combattere ogni forma involutiva della nostra società, sia necessario raggiungere al più presto l’obiettivo dell’al largamente della base democratica, come scelta di democrazia e di salvaguardia delle istituzioni democratiche. Scelte ed atteggiamenti che si possono avere, solo con la massima credibilità nei cittadini della coscienza del loro ruolo, cui debbono però corrispondere scelte ed atti che le istituzioni debbono compiere in quella direzione e non in contrasto con questi obiettivi. Il centro-sinistra a Mantova, in questa direzione, ha fatto ben poco, — noi lo ripetiamo — per contrasti interni alla coalizione, e quindi, non crediamo perciò che sia suf- ficiente la singola volontà a modificare questo quadro negativo. In questa direzione continueremo comunque a pungolare la Giunta ed a dare il nostro contributo specifico in questa battaglia per la democrazia. Avevamo detto, nel nostro intervento sulla relazione politica generale, che non potevamo condividere le questioni di fondo, contenute soprattutto in merito al giudizio dato sul centro-sinistra ed ancora di più non condividiamo questo richiamo al centro-sinistra come toccasana di ogni male nel Paese. In fondo, dieci anni di centro-sinistra hanno dimostrato i limiti di questa formula governativa, e cioè ritardi e carenze di cui paghiamo oggi le conseguenze. C'è un giudizio nella relazione sulla cris* monetaria mondiale e sulle ripercussioni europee che non comprendiamo così come non comprendiamo, sig. Sindaco, come i compagni socialisti abbiano potuto accogliere questo discorso; una crisi, tra l’altro, che non fa che accentuare la crisi economica che travaglia il nostro Paese, proprio per i ritardi strutturali, per la mancanza di momenti riformatori che hanno finito col porre alla coda il nostro Paese nel contesto europeo. Squilibri e contraddizioni che a Mantova, nella cosiddetta Regione più industrializzata d’Italia, si possono toccare con mano. La maggioranza ci ha parlato delle esigenze inderogabili di sviluppo industriale di cui abbisogna il nostro territorio. Questo è vero, come è altrettanto vero che non sarà sufficiente programmare la realizzazione di infrastrutture (che non significa la mera acquisizione di aree) che dovremo organizzare a livello di comprensorio, sul quale fa perno Mantova. La rivendicazione dello sviluppo e-conomico, sociale e culturale, deve diventare una lotta, un impegno di tutto il popolo senza però perseguire obiettivi campanilistici, lotta In cui si Inserisce, con un proprio ruolo di coordinamento e di guida, Il Comune stesso. Abbiamo però colto — diciamo questo senza la presunzione di voler dare del giudizi sugli Interventi del consiglieri — li taglio politico dato dai compagni socialisti. Il collega Novellini, parlando a nome del gruppo socialista. ha giustamente parlato di stretto legame fra ente locale. — la sua politica e le sue prospettive — con la politica e la situazione nazionale. L’esigenza di col legare le lotte dei lavoratori e delle loro organizzazioni in rapporto sempre più stretto con l'ente Comune è oltremodo sentita. La richiesta dei compagni socialisti di un governo che inverta le tendenze politiche in atto ci trova consenzienti; molto meno invece quando si invoca il ritorno alla formula, per noi superata, del centro-sinistra. Ciò che noi vogliamo ribadire ai compagni socialisti ed ai democratici presenti in questa sede è di chiedere e rivendicare una svolta politica nel paese, ¡a cacciata del governo An-dreotti-Malagodi e la possibilità di collegare questa battaglia con la scelta compiuta, a livello locale, di una alleanza con una Democrazia Cristiana; questa non è un'affermazione gratuita ma documentata da« recenti atti di questo partito. Noi, in sostanza, non crediamo che la scelta compiuta dai compagni socialisti possa alimentare in senso positivo la battaglia più generale per un rinnovamento democratico della nostra società. Nella nostra realtà comunale sono possibili alternative al centro-sinistra, alternative che potrebbero veramente sostanziare quelle indicazioni di politica generale che i compagni socialisti hanno avanzato in questa sede e collocare, con scelte democratiche avanzate, la nostra città fra i Comuni di punta del nostro Paese. Per concludere, sig. Sindaco e sigg. Consi-