(premesse, impostazione, dati tecnici) del P.G.R. in relazione alla loro presente opportunità ed attualità. 3) Elementi di ordine settoriale individuabili in quelle particolari aree del territorio comunale in cui si è palesato urgente un intervento esecutivo che, alla luce della situazione attuale, comporterebbe una variazione della destinazione urbanistica. Quindi non interventi parziali, ma un procedimento organico, quale verifica generale delle vocazioni territoriali del Comune nell’ambito di una visione comprensoriale capace di promuovere un tipo di sviluppo al di fuori di anacronistiche formule campanilistiche. Viene cioè precisato l’impegno di dare il via a questo processo di assetto territoriale, con la revisione del P.R.G., che organizzi i territori non solo del Comune di Mantova ma anche dei Comuni del comprensorio. Da molto tempo si parla di comprensorio e il Comune di Mantova aveva individuato a suo tempo e lo sta verificando, una dimensione ipotetica non chiusa di circa 17 comuni (Mantova, Bagnolo S. Vito, Biga-rello, Borgoforte, Castelbelforte, Castel d'Ario, Castellucchio, Curtatone, Goito, Marmirolo, Porto Mantovano, Rodigo, Roncoferraro, Roverbella, S. Giorgio, Villimpenta, Virgilio), localizzandolo in una cerchia di Comuni confinanti che finora hanno retto abbastanza bene il livello demografico con aumento di popolazione per riflesso immediato della vicinanza con il capoluogo, e in una ulteriore cerchia di Comuni che invece denunciano la flessione demografica per effetto deM'esodo dall’agricoltura. Questa prima ipotesi di comprensorio però dovrà essere verificata al più presto ma non esclude e non è incompatibile con altre idee o proposte (vedi l’asse Mantova - Suzzara e l'asta della Brennero verso Verona) che tutte le forze dovranno responsabilmente a loro volta approfondire e confrontare in un contesto generale. Il fatto caratterizzante di questo piano regolatore resta nella dimensione comprensoriale, in questo modo nuovo di pensare. I Comuni nella loro piena autonomia saranno i protagonisti del processo di ricerca dello sviluppo economico, sociale e culturale capace di mettere in movimento il decollo delle nostre terre sottosviluppate in una provincia più volte definita con crudo realismo « la cenerentola della Lombardia ». La formula del piano intercomunale, già sperimentata da altri Comuni, quasi sempre con risultati negativi, è apparsa senz'altro inadatta per le difficoltà che tutti conoscono della legge urbanistica che risale, tra l'altro, al 1942. Noi abbiamo ritenuto invece di adottare uno schema di piano comprensoriale per linee essenziali, ma tuttavia sufficienti per tracciare gli indirizzi di un assetto territoriale che ai mantovani insieme con gli altri comuni dovranno individuare, prevedere e organizzare. Il piano si potrebbe meglio configurare in una successione di schemi spaziali (dall’assetto territoriale del comprensorio ai piani particolareggiati) vistualizzanti le scelte connesse ai reali programmi di intervento. In funzione della gestione e dell’intervento attuativo il piano sarà temporalizzato e distinto in programmi operativi a breve, medio e lungo termine individuanti i successivi strumenti per il conseguimento di finalità precise e definite nel campo degli interventi strutturali e infrastrutturali. La zonizzazione ed ogni criterio vincolistico passivo saranno intesi ed usati come strumenti di salvaguardia in funzione degli interventi necessari, e non come cristallizzazione del destino delle varie particelle del territorio. L'intervento pubblico, sia nel campo dei servizi ed infrastrutture, sia nel campo della casa (inteso come servizio sociale), sia nel campo del controllo, incentivazione, intervento diretto, per gli insediamenti produttivi, è lo strumento prioritario di attuazione del Piano nella prospettiva di una reale gestione pubblica del suolo. Il piano comunale del capoluogo deve necessariamente integrarsi ad uno schema di assetto territoriale del comprensorio predisposto di concerto con gli altri comuni in particolare per quanto riguarda viabilità, trasporti, insediamenti produttivi, salvaguardia, valorizzazione artistico ambientale e servizi sociali. Il lavoro di predisposizione del piano deve costituire già fase di gestione e di pianificazione continua attraverso la costante integrazione fra dato tecnico, scelte politiche e successive verifiche. In questo senso dovrà innescarsi fin da ora un processo di partecipazione e non di mera consultazione, di tutte le forze interessate ai vari livelli. in sostanza un dibattito a vasta partecipazione per le scelte orientative fondamentali, di individuazione delle scelte politiche determinanti, in relazione agli strumenti ed ai programmi di intervento operativo. I punti fondamentali intorno ai quali è già iniziato il processo contemporaneo di ricerca e di dibattito sono: II comprensorio rapporti tra P.R.G. e piano comprensoriale e rapporti con la Regione. I piani particolareggiati controllo e verifica della loro elaborazione nella fase preparatoria del P.R.G. Piano per la casa - revisione 167 legge sulla casa (865) come strumento prioritario per l'attuazione del piano e programmazione degli interventi e nuove proposte del Comitato della Programmazione (7 novembre 1973). Laghi integrazione fra il problema specifico e quello più generale delle scelte territoriali alla luce della variante già approvata per la salvaguardia ambientale delle sponde. Affermazione del principio del rapporto inscindibile città-laghi che rappresenta un tutt’uno storico, culturale, ambientale. Centro storico inteso non come settore particolare, ma come la città in cui è connaturato il carattere di Centro Storico. La revisione del P.R.G. interesserà in modo rilevante anche il C.S. inserendolo nel contesto generale, individuandone chiaramente il ruolo e le funzioni neN’ambito comunale e comprensoriale, favorendo le attività compatibili e scoraggiando quelle in contrasto con le caratteristiche fisiche, formali e socio economiche. Così viabilità e trasporti dovranno prevedere una politica del traffico non attraverso soluzioni tecniche costose o inattuabili, ma attraverso strumenti di politica urbanistica poggianti su valutazioni moderne e avanzate. 17