IL CIMITERO PRINCIPALE DI MANTOVA Nota storica Per le nuove necessità del capoluogo che imponevano una maggiore capacità del cimitero, l'Ufficio tecnico comunale ha predisposto dal 1969 un progetto di ampliamento, per complessivi 33 mila metri quadrati di superficie, che ospiterà loculi, tombe e fosse. Il costo dell'opera, comprensivo dell' acquisto dell'area, fu calcolato in 900 milioni. Il primo lotto di lavori, affidato con gara d'appalto alla Cooperativa Muratori di Quistello per l'importo di 420.000.000, ebbe inizio nel dicembre 1971 ed è attualmente ultimato. Il primo cimitero del comune di Mantova, di cui si trova traccia, era posto fuori Porta S. Giorgio, in fregio al canale Fossa Manna, e la sua funzione cessa nel 1797, quando in seguito alla occupazione francese di Mantova, il generale di brigata Miollis, comandante il Mantovano, inviava alla municipalità di Mantova, l'11 Mietitore (29 giugno 1797 v. s.) il seguente proclama: « Vi prego, Cittadini di allontanare in quindici giorni i Cimiteri alla distanza di un miglio da tutte le città del Mantovano e di un mezzo miglio da tutti i luoghi, nei quali siano unite più di cinquanta case. Invigilate che siano sempre isolati a più di duecento passi per lo meno, situati in terreno assorbente, e suscettibili di impedire possibilmente malevoli esalazioni, che potessero spargersi per l'aria. A questo stesso fine i cadaveri devono essere seppelliti profondamente e coperti di cinque piedi di terra... ». La municipalità di Mantova, in osservanza del proclama del gen. Miollis, in data 4 agosto 1797 provvedeva all'acquisto di una parte di terra arativa ad uso cimitero civile e militare, di proprietà dei fratelli Marco Antonio e Don Ferdinando Cam-pagnoni, posto fuori Pradella a un miglio dalla città sulla strada degli Angeli. Il terreno era stato riconosciuto assorbente e suscettibile di impedire le malevoli esalazioni, e che trattata e stabilita la vendita coi proprietari di detto Fondo a ragione di doppie venti per biolche, e tale area cadeva sul Fondo denominato S. Lazzaro. Tale cimitero detto dei francesi, veniva lasciato in stato di abbandono, e poi utilizzato come cimitero militare tedesco durante l'ultima guerra, quindi definitivamente demolito. Durante l'occupazione austriaca del Lombardo-Veneto non risulta che sia stato costruito altro cimitero, per cui si deve presumere che dopo l'annessione al regno d'Italia il comune di Mantova provvide all'acquisto di un appezzamento di terreno a pianta rettangolare delle dimensioni di mi. 164 a Sud, di mi. 204 ad Est, di mi. 161 a Nord e di mi 205,20 a Ovest, nel podere denominato Angeli S. Lorenzo e Visentina di proprietà di Francesco Sorregotti, posto nel Comune di Curtatone In fregio alla strada Provinciale Cremonese (ora Statale), e destinato per la costruzione del nuovo cimitero, per il quale si provvide alla costruzione del muro di recinzione, secondo il progetto dell'Ufficio edilizio municipale In data 29-4-1870. In seguito a necessità si provvide ad ulteriore ampliamento del nuovo cimitero, con la costruzione della casa del custode, con stradello di accesso dalla strada provinciale in data 13-12-1874, e poi nel 1875 si costruì la chiesa per il culto cattolico, ora demolita. Successivamente, in seguito a bando di concorso del Comune, in data 5 ottobre 1886, si addiveniva ad ulteriore ampliamento del cimitero con rifacimento del muro di cinta dei lati Est ed Ovest e di una facciata principale, si occupava un’area di 19,50 pertiche = ha 1,95 (mi. 122x161). Tale progetto prevedeva anche l'ossario comune a ridosso della chiesetta, il forno crematorio ed uno stradello centrale alla facciata per l’ingresso al cimitero dalla strada provinciale. All'inizio del nuovo secolo, nel 1901, l’Amministrazione comunale, preoccupata della situazione e necessità del cimitero, come dalla relazione del sindaco di allora, che affermava « sia riguardo la sua destinazione, sia riguardo ai confronti con altre città di pari importanza della nostra, sia infine al riguardo estetico ed artistico », ravvisò la necessità di provvedere il cimitero di una nuova facciata e di rendere disponibile altre aree, per le sepolture private da porre a disposizione della cittadinanza. Il Consiglio comunale nelle sedute del 3 e 21 dicembre 1901, approvava la proposta stessa, e allo scopo di avere un idoneo progetto di una nuova facciata, con sepolture murarie, ossari ecc. bandiva un concorso a premi con apposito programma, che ottenne un risultato poco soddisfacente, su parere dell'apposita commissione giudicatrice, e dovette essere rinnovato il 17 agosto 1903. Questa volta il risultato del concorso fu positivo, e la commissione esaminatrice prescelse il Progetto Immor- talità, dell’architetto Ernesto Pirovano di Milano, che il Consiglio comunale approvava nella seduta del 31 ottobre 1904, conferendogli il premio proposto. Per ragioni economiche il progetto non ebbe esecuzione, ma assillando sempre più il bisogno di soddisfare alle continue richieste della cittadinanza per le sepolture private, nel 1913, l'Amministrazione comunale riprese in esame le necessità del cimi- 21