5) un Convegno internazionale indetto a Varenna [Como) sulla « Seconda guerra mondiale nella prospettiva a trentanni dall'epilogo », con la partecipazione di docenti universitari provenienti da Italia, Francia, Inghilterra, Russia, Stati Uniti, Polonia ecc.; 6) un Incontro-dibattito a Jesolo (Venezia) sulla figura di Silvio Trentin e sull'attualità del suo pensiero neH'ambito della lotta antifascista unitaria per una Europa democratica, con relazioni di Leo Valiani, Paladini e dello storico elvetico Tobler. Ma veniamo ormai alla fine, mentre mi scuso per la durata della mia relazione. « L'azione armata della Resistenza non fu fine a sé stessa; si tradusse, malgrado tutte le difficoltà, nell’instaurazione della Repubblica italiana e nella promulgazione della carta fondamentale del nuovo Stato: la Costituzione. Punto di partenza e non d'arrivo. Qualunque siano le vicende che il futuro riserba all'Italia, è certo che la strada dellavvenire passa per la Resistenza, è certo che le forze popolari hanno messo nel paese quelle radici profonde che erano mancate nel primo Risorgimento, è certo che mai più un qualsiasi tentativo di dominazione straniera o interna potrà strappare al popolo italiano la patria cosi faticosamente conquistata. Ne è prova lo stesso fatto che, a tanti anni di distanza, la lotta di liberazione si sottrae a qualsiasi facile schema celebrativo, rifiuta d'essere « Imbalsamata », ma conserva Intatta la sua carica polemica e II suo messaggio di speranza ». Fino a che punto il Battaglia, che pose tale giudizio alla fine della sua Storie della Resisterne italiane, sottoscriverebbe ancora questa conclusione, questa speranza? Come è possibile, scriveva II poeta Saba, * dopo Maidenek, dopo la scoperta, cioè dei campi di concentramento, di quel modo nuovo di uccidere e di morire, com'è possibile essere come prima, pensare e parlare come prima? ». Il voler dimenticare non significa annullare gli eventi accaduti; se i giorni migliori per l'uomo sono quelli nei quali egli può coltivare i suoi affetti senza l’incubo di sovrastanti tragedie, guardare con fiducia al domani, operare serenamente nella società in cui vive, è da dire che, nei passati decenni, la guerra, il dolore e la coscienza del dolore hanno alimentato l’irrigidirsi dei sentimenti, l'impietrarsi dei cuori: « il cuore si corazza; ma non può negarsi siano tempi infelici (scrive Jemolo), quelli in cui si deve ritenere legge ineluttabile di vedere continui lutti intorno a sé ». Ma questo non deve più avvenire. RENATO GIUSTI 14 movimento operaio e fascismo nel mantovano |»-***. a* hmj«(»rw * FM*«*», h jCa Società SHJUaoU Organo del Partito Liberale italiano lavora ** irtfwjwre, tu**.Mi «wk ma» 4rl* Ma *w*«« m iw **(&?&«•*« Ut “UÌ'U PACE GIUSTIZIA LIBERTA . I popolo i ä ***** *** t» tìi dkti* cM f*> ma 1 zàt tttftr* i irr» urrfv* | Le nove responsabilità dei sopravvissuto 1 npwii i Bm tmm tei r~ ml'-i --r w. - . - «MMMhk *** W VSO U Ì rflKlVO f *.4 . UMANITA : **« xy-f ¿sài****, v, maìXS<4&, 4V&3. Q ASO UtiL-UNIOMC: UH UVUMfOXI lUlUM 15