Onorevoli consiglieri, sono terminati da pochi giorni gli incontri con la città e il riesame critico delle osservazioni che la Giunta ha ritenuto di fare per stabilire un giudizio su queste esperienze. Sembra ingenuo ma la partecipazione, non certamente oceanica (valutabile attorno alle 500 persone) ha dato a noi tutti la sensazione fisica che ce la faremo a superare la difficile crisi che colpisce il Paese perché la città ha accolto il senso della svolta operata. Non è solo un problema di solidarietà nella tempesta, ma l'avvertimento lineare che la conoscenza delle vicende, il confronto dei reali problemi sono la premessa per la comprensione delle soluzioni e per il superamento di un passato. In fondo il grande discorso della autonomia locale riassume tutte le questioni che investono in termini di contrasto i rapporti sociali nel nostro Paese. Le assemblee di quartiere in particolare, ma anche gli incontri con i sindacati, con gli imprenditori e con le rappresentanze di categoria, (al di là ripeto del limite quantitativo ancora assai modesto) hanno dato con chiarezza la misura della validità delle nuove battaglie civili e politiche che vanno combattute sino in fondo, se si vuole realmente difendere la democrazia e le sue istituzioni. Vi sono oggi sul tappeto della vita politica, sociale ed economica del Paese tali drammatiche situazioni che solo un nuovo modo di porsi di fronte ad esse può permetterci di risolverle. E' venuto il momento di superare « l’Italia dei notabili » per dare l'avvio ad una Italia democratica che può essere tale soltanto con una larga partecipazione alla vita politica, e quel che più conta alle scelte che si ripropongono in maniera sempre più decentrata. 2 Le aspirazioni più vive per una espansione dei servizi pubblici e sociali dei consumi collettivi, l'esigenza profonda oramai come dato culturale e diffuso di una seria programmazione di una politica del territorio, una vera riforma fiscale, una reale autonomia politica-finanziaria dei Comuni e degli Enti Locali sono i punti nodali di una vicenda politica che il grande confronto del 15 giugno pone sul tappeto, e la soluzione dei quali dovrà garantire o meno la sopravvivenza dei presidi democratici di base che le entità comunali hanno dimostrato e dimostrano di essere, poiché prima di ogni altro hanno avvertito il superamento del momento illuministico (quand'anche questo ci fosse stato) per dare l'avvio ad un momento rivoluzionario autentico, perché partecipativo. L’abbiamo avvertito particolarmente nel discorso del pensionato che ci ha detto della drastica riduzione della sua mensa provocata dall'inflazione, compressore inesorabile dei ridotti limiti di sopravvivenza di questa categoria che nella nostra città ha raggiunto il limite imponente del 25% dei suoi abitanti (a larghissima maggioranza al di sotto delle 100 mila lire mensili); nel discorso dell’insegnante che ci ha invitato a mettere in cantiere nuove scuole per le aumentate esigenze dei nostri ragazzi e per le insufficienze di un decentramento nella provincia. L'abbiamo avvertito nella rabbia del qiovane che ci ha domandato quali prospettive si aprono per un lavoro nella sua città, denunciando così la carenza di riequilibrio che la Regione Lombardia aveva posto nel suo stesso nascere; nelle frasi secche di condanna contro la mancata riforma tributaria, che ha dimostrato quanti interessi conservatori e privilegianti legano l'alta burocrazia e il ceto capitalistico del Paese, disposti solo a ritrasferire sulle categorie dei lavoratori il difficile momento economico. L'abbiamo avvertito nelle dure precise condanne alla criminalità dilagante, a questa esaltazione della violenza che vede in Italia aggressioni, pestaggi, furti, rapimenti che il democratico condanna e vuole certamente che abbiano termine, come vuole abbiano termine le provocazioni che rientrano in una logica squadristica, atta a determinare una situazione insostenibile e sostanzialmente provocata dalla destra, che intende portare avanti un processo di disgregazione che solo l'impegno civile delle forze democratiche potrà sventare. L'abbiamo avvertito nelle richieste di nuove case popolari insufficienti alle esigenze dei lavoratori per il dilagante rincaro degli affitti in parte legato all'enorme costo dell'investimento; nella esigenza di una educazione sanitaria e di una medicina preventiva capace di battere in breccia errori e pre-giudizii, di ridurre i danni alla salute e realizzare realmente i momenti riabilitativi; nella domanda di una lotta solidale con i produttori agricoli al pauroso caro-vita alimentare che travolge il bilancio delle famiglie dei lavoratori, i quali non vedono compressi, come altre categorie, i consumi individuali superflui, ma quelli elementari. 3