Abbiamo sentito naturale salire la richiesta della difesa dell'ambiente e del territorio in nome della salute e della dignità di vita, così pure la esigenza di una diffusione culturale nei quartieri di iniziative, manifestazioni e dibattiti. Interventi duri, solidarietà generose, critiche attente, sollecitazioni franche: una realtà fatta di mille e mille problemi del collettivo e dell’esigenza di vitalizzare l’autonomia, oggi strangolata da leggi superate e da indirizzi centralistici degni degli anni '60 dello scorso secolo, ma non certo riffet-tenti l'attuale situazione. Altroché tempo di crociate e di cavalli bianchi, di delimitazioni e di scomuniche! Solo certi vertici della D.C. che intendono condurre in condizioni psicologiche e politiche eguali a quella della grigia stagione della campagna contro il divorzio, sembrano non aver avvertito che è finita l’epoca quattrocentesca. La problematica delle comunità locali impone un nuovo modo di amministrare e di gestire la città: in maniera partecipata decisamente progressista. Ecco perché l'ingiunzione prefettizia, per la prima volta intimata al consiglio comunale di Mantova (anche se in altri anni i bilanci hanno visto la luce talora in aprile e maggio) a discutere entro e non oltre una data « in alto decisa » ci è suonata — forse vorremmo sbagliare — non come l'applicazione della legge (dura /ex, sed lex) ma la critica ad un metodo che è certamente innovatore, non istituzionalizzato, ma Importante per definire l'impegno della volontà nella battaglia contro gli errori, i ritardi, gli scoramenti, la sfiducia, la crisi nelle strutture costituzionali che si assommano agli effetti della crisi economica. Infatti le difficoltà economiche mondiali hanno colto il nostro Paese in un momento di intrinseca debolezza. La cattiva gestione ha logorato le strutture e, al di là degli slogan di • cambiamento », di « nuovo modello », occorre dare significato concreto alle parole, perché non restino sterile esercitazione culturale di fronte ad una realtà che non può essere affrontata con divagazioni, ma con atti coraggiosi, con volontà costruttiva, con la netta capacità di tagliare ciò che è inutile e superilo, dannoso ed improduttivo, inquinato ed inquinante. Certo la crisi energetica ci ha colto con la sua ondata di piena facendo scoppiare le contraddizioni latenti nel nostro Paese. La inflazione proveniente dall'estero si è aggiunta a quella interna le cui ragioni sono congiunturali, strutturali e politiche ad un tempo, con responsabilità precise della classe politica dominante nel Paese che, come è largamente dimostrato nel volume di Giuseppe Tamburano « Iceberg democristiano », vede concentrato nelle mani del partito della maggioranza relativa, contro un 35% di elettorato, il 90% del potere. 4 Ma ciò che maggiormente preoccupa noi, oggi, assieme alla inflazione è la depressione. L'accresciuto aumento della cassa integrazione nella nostra città e nella nostra provincia pone al primo posto degli impegni dell'Amministrazione, per l'anno 1975, l'esigenza di garantire il lavoro e il potere di acquisto dei salari ai cittadini meno abbienti. In questo campo il Comune di Mantova ha cercato di indirizzare le sue scelte per il 1975 proprio verso quelle iniziative che Sindacati e autorità statuali hanno proposto come stimolanti e sostitutive delle imprese private e degli interventi industriali che oggi subiscono un duro contraccolpo. Il Comune intende svolgere in maniera reale la sua funzione insostituibile di produttore e di distributore di servizi sociali fondamentali per lo sviluppo non solo civile, ma anche economico e produttivo della collettività. Ecco perché chiediamo l'attuazione dei programmi straordinari ed ordinari di investimento anticiclico a livello locale che assieme all'incremento delle esportazioni, soprattutto delle merci, dei beni e dei servizi ad alto contenuto tecnologico, possono dare un contributo notevole al superamento della crisi economica. Assistiamo invece ad un irrazionale blocco creditizio, che certo non favorisce l'opposizione che tutto il Paese intende portare al passaggio dell'attuale recessione alla depressione temuta. La vita delle amministrazioni è resa sempre più difficile da questa mancata attenzione del Governo nei confronti degli Enti Locali. Abbiamo visto scaricare sui Comuni infatti in questi ultimi mesi buona parte delle ripercussioni finanziarie che emergono dalle esigenze di una politica deflazionistica, che solo ora accenna timidamente ad invertire la rotta. Da sempre le opere pubbliche hanno rappresentato un momento importante, decisivo della lotta contro l'inflazione e della crisi economica. Dall'epoca delle piramidi ai grandi lavori di bonifica. Ebbene il Comune di Mantova è nelle condizioni di poter mettere in movimento alcune centinaia di milioni di lavori pubblici su progetti approvati e sorretti da promessa di contributo statale e regionale e questi, per decisione certamente politicofinanziaria non arrivano! Il blocco del credito impedisce all'Ente Locale di fare la sua parte in un momento di avversa congiuntura di cui tutti stiamo subendo i danni. E' stato scritto e detto che il blocco del credito era assolutamente indispensabile per combattere l’inflazione e per invertire la scelta dai consumi individuali a consumi collettivi. Ma le decisioni governative sono da ritenersi in gran parte contradditorie, a prescindere poi dal fatto che il primo obiettivo da porsi era, a nostro avviso, l’attuazione della riforma fiscale presupposto per