un processo di ridistribuzione del reddito secondo gli auspici della stragrande maggioranza del Paese. Noi siamo convinti che la fondamentale richiesta della società è quella di raccordare il superamento delle obiettive difficoltà economiche che il Paese attraversa con /'irrinunciabile esigenza di espandere il livello dei consumi sociali e collettivi; ma sosteniamo che oggi non è possibile chiedere sacrifici al Paese senza apportare, contestualmente, cambiamenti nelle finalità e nei metodi della spesa pubblica e nei comportamenti della Pubblica Amministrazione, tali da garantire il raggiungimento dei fini preposti. I Comuni chiedono di poter partecipare alle scelte ed alle risorse e questo viene largamente negato; anzi, per una serie di incrostazioni che assumono l'aspetto di veri e propri boicottaggi unitamente al blocco dei crediti, l'autonomia finanziaria compromessa dalla legge di riforma tributaria deve subire la beffa ed il danno del ritardato versamento delle somme dovute dallo Stato in sostituzione dei tributi locali soppressi e la chiusura reale di quelle sezioni speciali di credito a breve termine, previste cinque anni fa come soluzione tampone in carenza di una riforma della finanza locale, che per quanto riguarda i danni sostanziali alla collettività mantovana si tramutano in circa un milione al giorno di interessi pagati alle banche all'astronomico tasso del 18/20% per poter far fronte con anticipazioni alle esigenze correnti. Vorremmo che gli onorevoli consiglieri non dimenticassero che la Cassa Depositi e Prestiti, nata per appoggiare gli Enti Locali e sostanzialmente legata al risparmio più popolare, perché sostenuta dai depositi postali, non vedesse stornare le proprie risorse per altri fini da parte del Tesoro come sta avvenendo in questi ultimi mesi. Chiediamo l'immediata modifica degli esorbitanti tassi di interesse per consentire un incremento dei finanziamenti per investimenti nell'ambito di programmi e di priorità definite, che come sarà dettagliatamente affrontato nel documento dell’Assessore al Bilancio, Mantova ha cercato di identificare garantendo la copertura dei servizi indispensabili alla vita civile della nostra comunità. II 18 febbraio u.s. diecimila amministratori del Paese sono convenuti a Roma e per la prima volta nella storia sono sfilati non soltanto per rivendicare dei diritti legittimi e assolutamente improcrastinabili, ma per chiedere una combinata azione delle diverse articolazioni dello Stato. Eppure il Governo non ha ancora avvertito l'esigenza di una scelta definitiva ed irreversibile che coinvolga e mobiliti l'intero sistema delle autonomie nella azione di stimolo e di crescita del Paese. L'esigenza primaria è oggi di stroncare i tentativi di eversione fascista e di individuare i mandanti e gli esecutori degli atti criminosi che ormai da troppo tempo si succedono nel Paese in varie forme e con varie provocazioni (non può essere soddisfatta soltanto mediante il ricorso a pur insosti- 6 tuibili misure d'ordine pubblico, che non certo possono essere rappresentate dal fermo di polizia!) ma richiede soprattutto una rigorosa azione di riforma democratica, di rinnovamento del costume politico dello Stato per colpire gli episodi di corruzione, gli sprechi ed i parassitismi. Gli Enti inutili debbono cessare di esistere ed allora molto denaro disperso per mille rivoli si indirizzerà verso i canali del decentramento, che sono gli unici capaci di rispondere alle esigenze del cittadino ridando ad esso fiducia. Ma non è possibile perseguire questi obbiettivi se non si pongono in grado di operare le strutture fondamentali di libertà e di democrazia dello Stato repubblicano, se non si ritrova la possibilità dell'autogoverno e del decentramento del potere affidando a Regioni, Province e Comuni un ruolo attivo per lo sviluppo politico, economico e sociale. Marzo sarà un mese importante per l'affermazione di queste esigenze indilazionabili, sia sul piano locale che nazionale. Infatti il 17 di marzo di nuovo a Roma si terrà l'assemblea generale di tutti gli ottomila Comuni d'Italia, i quali riproporranno le loro indicazioni per la soluzione dei problemi del Paese riaffermando l'impegno attivo degli istituti elettivi per superare il difficile momento che stiamo vivendo, che vive l'Europa, ma che noi duramente saremo chiamati a pagare, affrontando anche i problemi di quegli italiani costretti al rientro dai luoghi di lavoro all'estero. In questa stessa settimana a Mantova si terrà, organizzata dalla Regione e dalla Provincia, la conferenza sull'occupazione. Abbiamo detto di come la Regione non ha ancora saputo o potuto operare quel riequilibrio economico, motivo ispiratore della sua stessa nascita, ma è fuor di dubbio che non potremo limitarci a denunciare una situazione tipicamente meridionale. E' infatti inutile pensare che la collocazione di Mantova, fra le prime venti province d'Italia per reddito, sia un elemento confortante, quando le prospettive per i nostri giovani, denunciate dalla viva voce degli stessi in uno dei capitoli dell'inchiesta curata dall'assessorato al lavoro e dall'Ufficio Programmazione della Provincia definisce come aspirazione di occupazione degli studenti delle scuole quello di un posto di lavoro negli Enti Pubblici per oltre il 44%. E' più o meno la stessa percentuale della presenza degli italiani del Sud nelle strutture dello Stato, in primo luogo negli organi di polizia che oggi cosi duramente subiscono l’attacco dell'ondata criminale e della « strategia della provocazione ». Mantova prepara i suoi giovani, li istruisce e poi è costretta a vederli andar via. Una fuga di cervelli e di braccia che impoverisce la città e la provincia e che se non vedrà una inversione precisa di indirizzi la costringerà ad essere sempre più terra di pensionamento e di improduttività. Riteniamo che sia giusto annunciare al Consiglio che la Giunta di sinistra intende sottolineare l'importanza deH'utilizzo concreto delle prospettive che le nuove disposizioni del gennaio '75 del FEOGA hanno posto a dispo- 7