Quanto prima prenderà avvio il lavoro di costruzione di un mini-impianto di depurazione per la zona di Frassino, dove fra qualche giorno verrà inaugurata una moderna scuola elementare da intitolarsi a « Salvatore Allende », il cui ritardo di apertura è stato provocato da remore burocratiche ed operative nel settore termico prima e nei collegamenti elettrici poi. Di stretta collaborazione, per la difesa dell'ambiente, sarà l’impegno con l'Amministrazione Provinciale contro l'inquinamento dell'atmosfera e di tutte le acque. Ci compiacciamo, a questo proposito, per l'inaugurazione che avverrà venerdì del nuovo impianto di depurazione della TOTAL, ma ribadiamo la nostra precisa volontà di operare per una rigorosa applicazione della nuova legge regionale per la difesa del cittadino nei confronti di tutti i complessi industriali della città. Crediamo sia giusto ricordare in queste note di inquadramento politico la nostra coerente azione nella battaglia energetica che ha coinvolto il Paese. Abbiamo portato, il bilancio lo testimonia largamente, contributi notevoli per il potenziamento della rete esterna del gas-metano e per la trasformazione degli impianti termici degli edifici comunali della città con precedenza alle scuole. Riteniamo di poter garantire così un costante approvvigionamento, peraltro a costi concorrenziali, consolidando nel contempo le strutture dell’azienda municipalizzata che proficuamente sta coordinando interventi anche nel settore idrico e della nettezza urbana in chiave consortile mediante un rapporto solidale e non obbligatorio con i Comuni del Comprensorio. Questo sta prendendo l'avvio su una dimensione razionale e su obiettivi concreti, quale quello del potenziamento delle infrastrutture e delle strutture commerciali ed industriali. L'Amministrazione di sinistra considera importante il risultato raggiunto dal Consorzio dei trasporti pubblici costituito fra i Comuni del Mantovano. Questo ha portato alla pubblicazione dei servizi e sta predisponendo una migliore e più efficiente rete di interventi in risposta all'aumento dei costi del trasporto individuale. A tale proposito è importante far rilevare il supporto delle scelte correlate che l'Amministrazione intende operare sulla base dei risultati del piano del traffico e conseguentemente si prenderanno decisioni di chiusura del centro storico con l'individuazione di aree di parcheggio automobilistico alla periferia della città. A Varese la scorsa settimana si è applaudito a Mantova e alle scelte operate. Si è però dimenticato di sottolineare l'enorme carico di debiti che opprime tutte le aziende di pubblico trasporto. Ecco perché chiediamo ad esempio che lo Stato detragga dal monte globale dei disavanzi dei Comuni ciò che riguarda il servizio pubblico, servizio reso in questo caso dagli Enti Locali in sostituzione dello Stato che non li fornisce a sufficienza. Perché ad esempio si dimenticano le ragioni politiche che hanno fatto sì che la diffusione del mezzo privato non fosse soggetta ad alcuna limitazione. Se la pressione fiscale sulle auto e sui carburanti non ha contribuito in alcun modo a rinsanguare i bilanci comunali, non deve destare meraviglia la nostra legittima richiesta che tale disavanzo venga coperto dall'amministrazione centrale. Sempre nel settore dei Consorzii, l’Amministrazione ritiene che la costituzione del CIME sia stato un momento importante di scelta; ma occorre ora dare ad esso uno slancio operativo, avvalendosi del piano di emergenza '75 della Regione Lombardia. Solo così le incalzanti esigenze della raccolta e 10 dello smaltimento dei rifiuti potranno trovare una loro soluzione. La realizzazione poi di almeno uno dei centri di raccolta e di smaltimento darà fiducia nell’istituzione e, se rapidamente portato avanti, sosterrà la domanda diretta ed indiretta di lavoro. La recente legge regionale del trasferimento alla Regione delle competenze relative all'assistenza ospedaliera e della prima fase di attuazione della riforma con il conseguente trasferimento di oneri per l'accoglimento in ospedale di tutti i cittadini, ha trovato un altro intoppo tipico della nostra struttura soprattutto in relazione ai crediti. Il Comune si è trovato a dover aiutare, pur nella drammaticità della propria situazione finanziaria, gli Enti Ospedalieri. I contributi statali alle Regioni sembrano assumere gli aspetti dei famosi « assegnati » di ricordo napoleonico ovvero denaro esistente più sulla carta che non nella realtà; vi è un ritardo crescente sui tempi stabiliti così che le spese aumentano a vista d'occhio. Ed intanto vediamo come non si sostanzi, malgrado i ripetuti impegni e la mutazione di ben sei Ministri della Sanità, il varo della riforma sanitaria. Denunciamo qui, in solidale appoggio alla battaglia regionale, che dare insufficienti mezzi per gli ospedali significa veramente allontanare la riforma e lo scioglimento degli Enti Mutualistici, con discredito nei confronti degli Istituti che sono parte integrante dello Stato. Ripetiamo che decentrare, ed è qui uno degli errori fondamentali compiuto dalle strutture antiquate politico-amministrative del nostro Paese che si collega alla lontana battaglia post-unitaria fra la destra e la sinistra del 1870, significa realizzare una riduzione di spese, dare contenuto alla battaglia delle riforme nel nostro Paese. E' il discorso che unisce oggi i Comuni e le Regioni, che godono ancora del consenso ma rischiano di perderlo se non hanno i mezzi per fare le cose che la collettività chiede loro. Il controllo e la partecipazione possono realmente attuarsi in periferia, ma questo deve potersi sostanziare. Sembra quasi che chi, secondo le prassi tradizionali della Consorteria, vuole mantenere in atto un discorso centralizzato intenda screditare questo nuovo modo di fare politica per creare nel cittadino un atteggiamento di negazione totale nelle istituzioni, che si collega strettamente con l'operazione a più vasto respiro che ha come matrice il qualunquismo e nuove strutture statuali (Repubblica Presidenziale autoritaria). Essere anticentralisti oggi in sostanza vuol dire essere i più validi assertori del rinnovamento delle istituzioni nel senso positivo e non eversivo tradizionale delle strutture del nostro Paese. Vuol dire basta agli sprechi, alla corruzione, al clientelismo. Ecco perché noi guardiamo nel bilancio '75 con particolare attenzione dopo un periodo difficile di gestazione operativa, ai comitati sanitari di zona. Quello della nostra città ha messo a fuoco problemi e programmi svolgendo il suo compito di stimolo e di indicazione. Si tratta ora di sostanziare soprattutto nel settore della medicina del lavoro la prima parte del programma in pieno accordo con consigli di fabbrica e con i sindacati così come dovrà essere avviato un discorso nuovo nei confronti di un settore troppo dimenticato qual è quello dell'educazione sanitaria, cui si lega strettamente la battaglia di prevenzione, compito primario della medicina moderna. Mortalità infantile, maternità consapevole, aborto, sono temi di estrema attualità ed in questi campi si dovrà cementare concretamente il rapporto collabo- 11