La classe politica fascista cercò di fare del personale comunale un personale particolare ed autoritario con molti previlegi e pochi doveri: tutto ciò era il frutto di una impostazione dittatoriale parassitarla che aveva bisogno di strutture di compressione in periferia nella stessa maniera con la quale le Prefetture furono le strutture del potere centralizzato dell’Italia dei notabili. Le cose oggi sono largamente cambiate, i Comuni sono il primo baluardo della democrazia reale nel Paese. Il personale, se sarà giustamente retribuito e valorizzato, costituisce l’elemento portante delle strutture democratiche di base e con il proprio impegno e senso del dovere può ulteriormente cementare quel rapporto di fiducia che oggi il cittadino, frastornato dalle insufficienze, dai ritardi burocratici, dagli scandali e dagli sprechi, non ha più nei confronti di certe pubbliche istituzioni. La nostra solidarietà aperta per l'applicazione del contratto del luglio '73 costituisce la dimostrazione della nostra fiducia. Unitamente alla ristrutturazione dei servizi, con aumento di responsabilità ed impegni ulteriormente accrescibili nei prossimi mesi per deleghe nuove attribuite dalla Regione e dallo Stato al Comune, l’Amministrazione intende portare avanti il discorso della maggiore qualificazione. E' di questi giorni l'inizio di un corso professionale realizzato dalla Regione riguardante i nostri vigili urbani che intendono sempre più essere cittadini al servizio della collettività e dei visitatori. Uguale discorso vale per i vigili sanitari la cui presenza nella vita comunitaria è importante per la difesa e l’applicazione delle nuove norme legislative nel campo alimentare per la lotta alle sofisticazioni. La stessa pianta organica, cosi come è stata discussa recentemente in Consiglio Comunale, si predispone a divenire sempre più strumento di risoluzione degli accresciuti bisogni deH'amministrazione e della collettività. E' allo studio il problema della nuova struttura per l'elaborazione dei dati, strumento portante delle scelte economiche e programmatorie che saranno largamente discusse con gli organismi rappresentativi di ogni settore. Tutto questo il Comune si presuppone, volendo adeguarsi senza ritardi alle nuove esigenze, sì da poter dare delle risposte precise alle mutazioni sociali ed economiche che stanno venendo avanti nella città e nel Paese e che dovranno trovare una loro collocazione diretta con nuovi strumenti, quale il comprensorio (lo statuto lo abbiamo approvato ieri l'altro in Commissione) che una legge regionale quanto prima regolamenterà nelle sue funzioni e nei suoi compiti. Ecco il perché di un piano territoriale comprensoriale che possa identificare zone di espansione e di residenza secondo le prospettive della nuova Mantova. E' in questo nuovo quadro che si colloca l'esigenza della soluzione del Canal Bianco con la costruzione della Conca di S. Leone. La impongono la difesa idraulica di Mantova e di Governolo ed il rilancio della navigazione interna che diviene, se assecondata dalle scelte ministeriali, anch'essa un elemento di riduzione dei costi di trasporto e di spreco delle energie. La nuova ristrutturazione della rete ferroviaria delle grandi linee Milano-Bologna e della Brennero-Verona/Verona-Parma-La Spezia, deve vederci presenti in appoggio a soluzioni capaci di togliere Mantova dal suo isolamento e contemporaneamente alleviare la pluralizzazione di linee capaci solo a congestionare ulteriormente territori, già largamente serviti. La proposta dell'lng. Zambrini dovrà essere nel 1975 tema di un vasto dibattito fra tutti gli Enti e le forze rappresentative della città. 14 Mantova intende portare il suo contributo attivo al superamento delle insufficienze dei microcosmi comunali e delle dannose rivalità campanilistiche, tenendo nel giusto conto le sollecitazioni autonome e responsabili delle rispettive comunità. E’ in questa nuova dimensione che, d'accordo con l'Amministrazione Provinciale, Mantova vuole finalmente dare concretezza ad alcuni importanti problemi che abbisognano di un impegno comune in attesa di una legislazione statuale, problemi di interesse primario e sociale come quello degli handicappati, della loro cura, della loro educazione, della loro riabilitazione e del loro inserimento nella società, così come avviene in paesi più civili. Stesso discorso noi proponiamo all'attenzione del Consiglio per il settore delle vacanze dei giovani e degli anziani, che secondo le mutate esigenze, dovranno trovare formulazioni nuove, frutto anche degli esperimenti positivi promossi e che debbono maggiormente ampliarsi con la partecipazione diretta gestionale dei cittadini. L'impegno non è solo di consultare quartieri e consigli di istituto prima di affrontare determinate scelte di carattere urbanistico, residenziale, scolastico, sportivo, ricreativo, sanitario, culturale, ma di trasferire ad essi la responsabilità degli ordini di intervento prioritari, condizionati dalle strettoie finanziarie. Così avverrà per i problemi delle manutenzioni stradali, come delle istituzioni delle scuole, per la gestione delle palestre e dei centri sociali, per passare all'importante significativo momento della gestione sociale delle scuole materne e degli asili-nido, con cui l'Amministrazione intende dimostrare chiaramente, con il superamento di determinati limiti largamente individuati nei decreti delegati della scuola, la veridicità di un nuovo tipo di rapporto fra genitori ed Ente delegato all'istruzione che sia di supporto e riferimento per le conseguenti ed auspicate iniziative dello Stato. Andremo pertanto periodicamente a confrontarci con gli organismi rappresentativi della scuola, recentemente eletti, perché dalla comune conoscenza dei problemi e delle difficoltà possano scaturire indicazioni non verticistiche ma democratiche, capaci di dare risposte persuasive ed a determinare linee d'azione comune. Partecipazione reale, non consultazione genericamente riconducibile a richieste di assensi. Ciò comporterà una crescita sempre maggiore del cittadino, dei suoi diritti ed un baluardo di difesa delle autonomie comunali che più di altre avvertono il bisogno di essere sempre più soggetti e non oggetti delle scelte di interesse comune. In questo settore diviene essenziale e significativo l'apporto che l'Amministrazione chiede ad una delle categorie più tradizionalmente emarginate nel nostro Paese: quella delle donne. Le lavoratrici, le casalinghe, le madri. Che senso avrebbe infatti riaffermare i diritti di uguaglianza su cui le Nazioni Unite quest'anno hanno voluto incentrare il loro impegno internazionale, se non dimostrassimo in periferia la volontà di dare attuazione ad un discorso nuovo e partecipato del mondo femminile? Il Diritto di Famiglia recentemente approvato dal Senato, la sua nuova formulazione civile che ha dovuto attendere otto anni per il varo di uno dei rami del Parlamento, impone che noi si faccia la nostra parte. E da ultimo permetteteci ancora di ritornare sul problema dei giovani. Da alcune parti ci è stato richiesto un assessorato alla gioventù. La Giunta ha 15