ritenuto per ora di affrontare in termini prioritari le esigenze del mondo giovanile facendosene carico responsabile. Ma la nostra battaglia intende anche essere coerentemente legata alla loro partecipazione reale. In primo luogo chiediamo che le elezioni del 15 di giugno vedano presenti con l'arma democratica del voto i diciottenni. Successivamente si creeranno le condizioni per realizzare strutture nuove anche a livello amministrativo, convinti in questo di marciare nel solco di una nuova maturazione, del superamento di qualsiasi paternalismo e di qualsiasi presunzione autoritaria o illuministica. E’ in questa chiave che condanniamo i recenti episodi che assumono l'aspetto della sopraffazione e che snaturano gli stessi obiettivi sostanziali della democrazia. In tutto il Paese si celebrerà nel 1975 il trentennale della Liberazione e noi riteniamo di far nostre le parole del quotidiano torinese “LA STAMPA" quando afferma che la Repubblica non tollera che alcuno tenti o minacci di prendere la legge nelle sue mani. La provocazione e la violenza che purtroppo anche in questi giorni ha visto i suoi frutti di morte nella capitale, è da noi condannata duramente. Ma condanniamo queste provocazioni e questa violenza di qualsiasi parte perché siamo democratici, perché siamo rispettosi dei poteri legittimi della Costituzione ed in nome della Costituzione respingiamo l'aperta sfida del neofascismo. Con solennità e con impegno civile rievocheremo nel "75 i fatti e gli uomini che hanno permesso al Paese di distruggere la dittatura fascista e di condurlo sulla strada della libertà. Libertà che intendiamo difendere con azioni, e non con retoriche commemorazioni. Con l’impegno di ogni giorno, con l'appoggio delle forze popolari del mondo del lavoro che devono sempre più riconoscere nel Comune un baluardo per la difesa di una maggior civiltà, di una maggior giustizia, di un maggior sviluppo economico-sociale. Presentiamo oltre 5 miliardi e 200 milioni di deficit in questo progetto di bilancio per il 1975 del Comune di Mantova, ma non ci sentiamo assoluta-mente colpevoli di questi maggiori oneri poiché riteniamo di aver dato, sia pure rapidamente, il senso dell'anacronismo di strutture in cui siamo chiamati ad operare. Mantova ribadisce qui, unitariamente a tutti i Comuni, Province e Regioni d'Italia che le istituzioni possono e debbono trovare forza e capacità per superare il difficile momento attuale in un nuovo rapporto di autonomia politica e finanziaria finalizzata al mutamento della società. E ci auguriamo che il Consiglio comprenda il senso di queste nostre scelte, di questi nostri indirizzi e solidalmente ci sorregga, partecipando alla elaborazione ed all'azione, che ha come presupposto unico l'interesse della nostra comunità. 16 L’ASSESSORE ALLE FINANZE/MARIA ZUCCATI RELAZIONE FINANZIARIA DELLA GIUNTA MUNICIPALE AL BILANCIO DI PREVISIONE 1975