Signor Sindaco, Signori Consiglieri, con queste note illustrative la Giunta intende proporre alla Vostra attenzione, discussione e decisione il Bilancio di previsione 1975. In esso è la coerente traduzione finanziaria delle scelte in materia di politica della scuola, della cultura, dell'infanzia, della salute, dell’ambiente, della occupazione. Convinti che solo la possibilità di potere fruire di adeguati servizi per l'infanzia, la scuola, la salute, la casa, i trasporti in primo luogo da parte delle categorie economicamente e socialmente più deboli, può essere la premessa per una ripresa produttiva e uno sviluppo e-conomico equilibrato. Arriviamo al Consiglio Comunale dopo una serie di incontri con la stampa, i sindacati, le associazioni di categoria, i comitati e le assemblee di quartiere convinti pure che un Bilancio deve sapersi proiettare nella città per contribuire alla sua trasformazione sociale, renderla sempre più umana e civile contrapponendosi al deleterio dilemma « prima la crisi economica e la ripresa, poi le riforme » per invece scegliere una via di programmazione dei servizi sociali quale condizione indispensabile per un equilibrato sviluppo economico e sociale. E’ un Bilancio, fortemene condizionato dai mutui, dall’indebitamento cronico, dalle estreme difficoltà finanziarie in cui si dibattono tutti i Comuni italiani. La grave situazione in cui si trova il paese è condizionante anche per gli Enti Locali; là dove le cifre non arrivano ad indicare tutto l’arco dei bisogni reali della nostra città e dei suoi quartieri non solo c'è il riscontro con questa grave situazione economica e sociale che stiamo vivendo, ma c’è la spiegazione del riporto in esso di molte voci comprese nei Bilanci degli anni precedenti così come, necessariamente, l’indicazione di scelte prioritarie. La stretta creditizia, in atto, si sta rivelando sempre più drammatica. Gestire un movimento finanziario di oltre 24 miliardi, con prefinanziamenti e anticipazioni di cassa, è, e sarà a lungo andare, impossibile. Il costo del denaro (per il Comune di Mantova L. 1.527.000.000 di interessi passivi su mutui e anticipazioni nel 1974; L. 1.960.000.000 previsti per il 1975) e la mancanza di disponibilità di cassa, prima o poi porteranno al blocco della spesa corrente. Lo squilibrio del Bilancio degli Enti Locali ha le sue origini soprattutto in fenomeni complessi che possono ricondursi in alcuni punti fondamentali; 1) l’ampliamento di fatto delle competenze e delle funzioni esercitate da tempo dai Comuni; 2) il mancato adeguamento delle strutture legislative e finanziarie per far fronte ai nuovi compiti; 3) la mancata riforma della legge della Finanza Locale; 4} l’assurdo sistema dei controlli da parte del Ministero degli Interni tramite la Commissione Centrale Finanza Locale; 5) i grandi fenomeni incontrollati del Paese (migrazione interna, esodo dalle campagne, industrializzazione) che hanno gravato in primo luogo sugli Enti Locali senza la corrispondente copertura finanziaria; 61 l’eccessivo costo del denaro che ha raggiunto dei valori insopportabili per le ristrette casse degli Enti Locali; 7) gli indirizzi politici ed economici finora seguiti che incidono pesantemente sulla attività, sul ruolo e le prospettive degli Enti Locali. Siamo in una condizione gravissima e dobbiamo affermare che il problema della sopravvivenza e del ruolo delle autonomie è diventato uno dei nodi sui quali si misura la capacità per uscire dalla crisi che attanaglia il Paese. Non è più un problema di finanza locale, è uno dei problemi di fondo della crisi generale del Paese. Dai dati e dalle statistiche, risulta che nel 1974 il disavanzo dei Comuni e delle Province era di circa L. 3.000 miliardi. I tassi di interesse giungono fino al 18-20% ed hanno rappresentato per esempio nel 1973, un costo di circa 400 miliardi. Gli interessi passivi che Comuni e Province hanno corrisposto agli I-stituti di Credito per mutui in am- 19