Rolando Vassalle/lndipend. • Nella mia posizione di indipendente, a termine di questa lunga seduta, vorrei brevemente intervenire su due argomenti che debbono essere presi in particolare considerazione. Innanzi tutto la precaria situazione del commercio, e mi riferisco esclusivamente al piccolo e medio commercio, che in questo particolare momento di crisi. si trova in gravi e serie difficoltà. Penso sia il caso di richiamare l'attenzione delle autorità e della stampa a favore di questa categoria di lavoratori. Proporrei altresì a questa Giunta di farsi promotrice nei. limiti delle sue possibilità, di tutte quelle iniziative che possano sviluppare l'associazionismo tra commercianti ed anche tra i consumatori, poiché ritengo sia questa l’unica via per razionalizzare la distribuzione senza lasciarla alla esclusiva gestione di quei grandi complessi che non si sa più se siano di proprietà pubblica o privata e che sono ormai diventate delle enormi riserve di sottogoverno. Vorrei soffermarmi anche sui problemi della polizia urbana e della circolazione, e qui sento il dovere di fare notare che ultimamente si è infierito assai meno nei confronti degli automobilisti che, in tempi non lontani, erano dovuti arrivare a rinunciare quasi all’uso deM'auto a causa della pioggia di contravvenzioni. Evidentemente su questo argomento è prevalso il buon senso. Infatti, non ci sono solo le multe per risolvere il problema della circolazione e di questo, a chi di merito, ne devo dare atto. Pertanto. vorrei invitare la Giunta municipale a migliorare la viabilità della nostra città accelerando la costruzione di parcheggi comodi ed efficienti e togliendo, se è possibile, l'infausta isola pedonale che, col passaggio di taxi, pullman, corriere, biciclette, motorini ed auto più o meno autorizzate, mette in serio pericolo l'incolumità dei cittadini e soprattutto dei bambini che si ritengono al sicuro anche in mezzo alla strada. Per quanto riguarda i problemi economici del personale della polizia urbana, che ha sempre dimostrato efficienza ed abnegazione. come del resto tutti i dipendenti comunali, mi auguro che si possano trovare i mezzi finanziari necessari per venire incontro alle giuste richieste di aumenti salariali. Ritengo inoltre che il servizio debba essere impostato in maniera tale da consentire una riduzione del personale da attuare senza licenziamenti, ma con una politica di minori assunzioni. Per concludere, auguro a questa Giunta di ben operare, neU'interesse di tutta la collettività mantovana, sradicando la "tara tipica" di questo regime che guarda ai citta- dini non per quello che valgono, ma per la tessera del colore politico che portano in tasca. Con questo passo alla mia votazione per il bilancio preventivo presentato da questa Giunta, dichiarando pubblicamente la mia astensione *. Enzo Gueresi/D.C. * Sig. Sindaco. Sigg.ri Consiglieri, attesi I precedenti a tutti noti ed il recente rovesciamento delle alleanze in questo consesso, mi limiterò a cogliere e a sottolineare solo alcuni aspetti della proposta di bilancio che è stata presentata all’approvazione del Consiglio relativamente all'anno 1975, alcuni dei quali già rilevati, altri no. Non mi soffermerò sulle cifre, perché nelle sedute della scorsa settimana abbiamo avuto modo di farne un esame completo, dettagliato e a volte puntiglioso. Anzitutto un appunto: tocca a noi stavolta, pervenuti a quest'altra sponda, quella della minoranza, lamentare il cattivo funzionamento della Giunta neofrontista, che non è stata in grado di far precedere alla discussione del bilancio, l'apprestamento di tutti i necessari allegati, per cui l’esame, in mancanza soprattutto delle note illustrative. ne è risultato assai problematico e difficoltoso. Ciò detto, desideriamo anche precisare che la risposta che daremo alla nota sindacale di presentazione non potrà mantenersi sul piano puramente amministrativo, posto che il Sindaco ci ha rassegnato una introduzione squisitamente politica e decisamente provocatoria, è certa una cosa: che se si volevano alienare consensi alla proposta di bilancio, non v’era via migliore di quella di proporcelo, nella forma, se non nella sostanza, di netta contrapposizione alle impostazioni politico-amministrative della Giunta pregressa. II bilancio, così come cl 6 stato presentato, appare indubbiamente finalizzato ad attua- 34 re una impostazione politica che noi evidentemente non possiamo condividere. Quando si vuole contrapporre all'Italia dei “notabili" (e si può leggere anche centro-sinistra), un'Italia "democratica", con la contraddittoria pretesa di riferirsi a quella che verrebbe realizzata dalle forze di sinistra, come si auspica dal Sindaco, magari dopo I '8 giugno, non solo si confondono i termini, ma evidentemente si dimentica che la democrazia in Italia è stata salvata proprio dalla D.C. in quell’epoca « quarantottesca • cui il Sindaco oggi allude con protervia e disprezzo. È riprovato invece che è stata quella un'epoca di dura lotta che noi abbiamo combattuto contro il fascismo, l’intolleranza ed il totalitarismo di sinistra, allora imperversanti alla portoghese, per usare un termine di moda, che minacciavano di travolgere definitivamente la democrazia e la libertà che gli italiani antifascisti, e fra questi milioni di italiani democristiani, avevano faticosamente conquistato. Ed è stato proprio in forza ed in grazia della delimitazione della maggioranza operata da De Gasperi. delimitazione che oggi II Sindaco sembra avere in mal partito, che si è riusciti a dare ordine al Paese, consolidare la democrazia ed avviare un proficuo sviluppo della nostra economia, tanto che in breve volger di tempo si è potuto riparare ai gravi guasti morali e materiali del fascismo e della guerra e conquistare una salda posizione politica ed economica nel contesto europeo e mondiale. Senza quell'epoca che il Sindaco si compiace sprezzantemente dequalificare, più che storicamente richiamare, i socialisti italiani non sarebbero mai approdati alla democrazia, democrazia che il partito al quale mi onoro di appartenere, può menar vanto, prima di ogni altro, di aver definitivamente conquistato e conservato all'Italia. È un discorso questo che ormai appartiene tranquillamente alla storia e che noi avremmo sicuramente riesumato se non fossimo stati chiamati in causa con tanta acredine, con tanta malagrazia e tanto a sproposito. Pare quasi che i "socialisti della svolta", per rifarsi una verginità nei confronti dei compagni comunisti, per l’inquietante e-sperienza di centro-sinistra, siano costretti a fare l’autocritica ed a parlar male degli ex alleati e della democrazia cristiana in particolare. Il Sindaco ci dovrebbe anche spiegare come mai si è disturbato ad evocare Tambu-rano ed II suo "iceberg democristiano" quando sa perfettamente che il partito socialista a Mantova, lo si voglia ammettere o no. con un venti per cento di elettorato, detiene l'ottanta per cento di potere; quando sa che. malgrado la mutata alleanza. uomini socialisti continuano a mantenere la presidenza di enti e quindi posti di potere. che avevano ottenuto solo in grazia degli accordi intervenuti in sede di formazione della maggioranza di centro-sinistra. Ci sono stati i permali. i fatti personali, c'è stata una più o meno interessata difesa d’ufficio del partito comunista, si ripropone la teoria, che si affaccia come scusante, che il P.S.I. non ha denunciato le alleanze ma ha solo aperto le porte alla collaborazione ed al contributo di tutti (solo a Mantova però e non a Roma), disponibile in tutte le salse e promotore di una specie di assemblearismo politicamente inconcepibile; ma la verità resta quella di una pertinace volontà del P.S.I. Mantovano e dei suoi uomini di non mollare, senza o contro gli accordi, gli enti nei quali si erano insediati. E allora, prima di parlare di "crociate”, di "cavalli bianchi" e di "scomuniche", ci si dovrebbe almeno chiarire se il “cambiamento" che si vuole, se il "nuovo modello di sviluppo" di cui si chiacchera, non sia altro e paradossalmente non sia che quello di restare al potere a tutti i costi e non sia quello, per quanto riguarda il nostro Presidente, di continuare a fare il Sindaco malgrado il mutamento delle alleanze, delle maggioranze e delle giunte; così come ci si dovrebbe anche spiegare perché i socialisti e i comunisti parlino di “potere" solo quando le leve di comando sono "legittimamente” delegate alla D.C., potere che si tramuta invece e stranamente in “partecipazione popolare" allorché dette leve le detengono loro e a loro pretendono siano affidate. Anche ad un affrettato lettore è dato intravedere nella “nota di presentazione" del Sindaco un discorso meramente elettoralistico, e per il suo contenuto contestata-rio, e per lo scarico di ogni responsabilità sugli altri, e per lo sbandieramento delle globali rivendicazioni più che dei grandi propositi della giunta frontista, con il monotono rammarico della non disponibilità dei mezzi necessari per concretarli e realizzarli. È stata rivangata tutta una problematica talvolta anche demagogica, tipica quella del “giovane arrabbiato”, che richiedere un nuovo modo di essere della società e del governo, ma in definitiva per giustificare la svolta a sinistra, scoperta, solo ieri, come il toccasana dei mali di questa nostra comunità mantovana. Passando ad altro rileviamo che la partecipazione della collettività alla formazione del documento è stata pressoché "nulla". L'interesse, la presenza ed il contributo dei cittadini dev’essere ben scarso se lo si commisura alla loro partecipazione in sede di comitati di quartiere, che, anche stando alle euforiche cifre del Sindaco, sarebbe 35